Boom assunzioni a Reggio: +24% nel secondo trimestre. I nuovi contratti stabili ora superano il 40%

29/6/2015 – Prosegue anche nel secondo trimestre dell’anno il trend positivo previsto per le assunzioni in provincia di Reggio Emilia. Sono  1.640 i nuovi contratti che gli imprenditori reggiani prevedono di stipulare nei confronti di lavoratori dipendenti, il 12,3% in più rispetto a quelli previsti nel primo trimestre del 2015.

E’ questo il primo dato che emerge dall’analisi effettuata dall’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Reggio Emilia sui risultati dell’indagine trimestrale Excelsior, il Sistema Informativo di Unioncamere-Ministero del Lavoro. Un miglioramento dal punto di vista congiunturale che riflette la crescita della domanda di lavoro in vista della stagione estiva: i contratti attivati nel secondo trimestre, infatti, sono sempre più numerosi rispetto agli altri trimestri dell’anno.

Il confronto con i dati del trimestre aprile-giugno 2014 mostra anche un ’aumento tendenziale della domanda di lavoro: si è passati da una previsione di 1.320 nuovi ingressi in azienda del 2014 ai 1.640 del 2015, con un incremento pari al 24%.

La conferma del trend positivo viene anche dalle assunzioni “stabili” (a tempo indeterminato a tutele crescenti o con un contratto di apprendistato), che saranno 690 ed incidono per il 42% sul totale, vale a dire nove punti percentuali in più rispetto allo stesso trimestre del 2014, quando erano previste 430 nuovi ingressi a tempo indeterminato (il 33% del totale 2014).

L’andamento positivo registrato per l’occupazione può essere letto, assieme alla previsione di crescita del PIL provinciale evidenziato dagli “Scenari per le economie locali” di Prometeia, come un segnale di ripresa del ciclo economico della provincia di Reggio Emilia.

Pur permanendo alta, scende dunque la quota del lavoro non legato al tempo indeterminato. Il 55,5% del totale assunzioni previste in provincia di Reggio Emilia nel secondo trimestre 2015 saranno effettuate con un contratto a tempo determinato, a fronte del 62,3% del 2014.

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