Messo notificatore licenziato in tronco: pagato dal Comune, lavorava per un gommista. Incastrato dai vigili urbani

16/6/2015 – Faceva praticamente di tutto nell’orario di lavoro, utilizzando l’auto di servizi0,  fuorchè il mestiere per cui veniva pagato, cioè il messo notificatore. Dopo ben tredici giorni di appostamenti compiuti tra inizio marzo e a inizio aprile, l’amministrazione comunale di Reggio Emilia ha incastrato un dipendente infedele e lo ha licenziato in tronco per giusta causa. L’uomo, S.M. di 56 anni, è stato anche denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica per truffa aggravata, peculato d’uso e falsità ideologica.

Il caso è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa da Antonio Russo, comandante della Polizia municipale che ha compiuto le indagini.  In sostanza, l’uomo svolgeva una seconda attività non autorizzata  per conto di una ditta di pneumatici, e i vigili lo hanno pescato mentre svolgeva una quantità impressionante di attività private durante l’orario di lavoro, approfittando dell’autonomia delle proprie mansioni di messo notificatore.

Il comandate Russo ha sottolineato che si tratto di un caso eccezionale che “nulla toglie alla serietà e all’affidabilità dell’Amministrazione nel suo complesso e che emerge negativamente in un tessuto lavorativo onesto e serio, qual è quello dei dipendenti dell’Amministrazione comunale”.

Tuttavia, alla luce anche dall’impegno straordinario nelle indagini (che hanno impegnato tre Vigili municipali per una ventina di turni), è evidente anche il segnale che è voluto dare anche all’interno della macchina comunale, soprattutto a chi svolge una seconda attività.

“E’ d’altro canto necessario – ha aggiunto il dirigente della Municipale –  oltre che per il rispetto della legge anche per la tutela degli altri dipendenti e della reputazione dell’Amministrazione, espellere coloro che adottano, con rilevante continuità, comportamenti scorretti fino all’illecito”.

Il comandante Russo ha poi ricostruito alcuni passaggi della vicenda e delle indagini.

Ai primi di marzo viene recapitata all’ufficio Anagrafe una missiva anonima che segnala il comportamento posto in essere da un messo comunale di Reggio Emilia: in orario di servizio si assenterebbe per effettuare lavori presso una ditta di montaggio e riparazioni pneumatici, situata in città, utilizzando il veicolo di servizio, cioè del Comune.

A seguito della segnalazione vengono  predisposti servizi di verifica e osservazione,  con l’impiego di personale del Comando di Polizia municipale in abiti borghesi, inizialmente con l’utilizzo di un veicolo a noleggio, poi con auto private. Sono stati svolti 13 giorni di appostamento e 20 turni di servizio con l’impiego di tre persone per ogni turno.

Ed ecco il quadro che ne è emerso, secondo il Comune.

“Durante l’orario di lavoro, utilizzando il veicolo di servizio, reiteratamente e per periodi di tempo più o meno prolungati, il dipendente ha assolto a incombenze di natura strettamente privata e/o connesse alla collaborazione con la ditta di pneumatici per la quale svolge il doppio lavoro, nei seguenti luoghi: supermercato, compagnia di assicurazione, istituto bancario, sindacato, ufficio postale, sede Inps, ditta di pneumatici ove svolge il secondo lavoro, presso la propria abitazione peraltro fuori dal territorio comunale di Reggio Emilia, ove si è trattenuto in più occasioni e per diverse ore (in media due-tre ore).

 Inoltre svolgeva un secondo lavoro, con frequenza di tre-quattro giorni a settimana, per una media di quattro ore giornaliere, presso la ditta di riparazione e montaggio di pneumatici, che si trova nella prima periferia della città, attività non autorizzata dall’Amministrazione comunale di Reggio Emilia di cui è dipendente”.

Di conseguenza l’uomo, licenziato per giusta causa, è stato deferito all’autorità giudiziaria per i reati d:

  • truffa aggravata in danno dell’Amministrazione comunale di Reggio Emilia, in quanto, sfruttando l’autonomia di cui è titolare in ragione dell’incarico di messo comunale-notificatore, utilizzando un veicolo in uso e noleggiato dalla Pubblica amministrazione per le necessità di servizio, in orario di lavoro, svolgeva prioritariamente attività personali;  

  • peculato d’uso,per avere sistematicamente utilizzato, a fini personali, il veicolo, autovettura Fiat Panda, targato DG 603 AW, assegnato all’Ufficio Notifiche del Comune di Reggio Emilia, ed in uso del messo notificatore per l’espletamento del suo servizio, veicolo noleggiato dall’Amministrazione comunale;

  • falsità ideologica,per avere attestato falsamente la propria presenza in servizio secondo quanto rilevato dalla procedura informatica “rilevazione presenze”, evidenziato nei cartellini marcatempo, in tal modo inducendo in errore l’Amministrazione comunale e conseguendo un ingiusto profitto consistente in una remunerazione per una prestazione lavorativa non ancora effettuata.

 Per quanto attiene ai profili relativi alle violazioni in tema di “lavoro nero” ed alle possibili violazioni in materia fiscale derivate dall’attività presso privati, è stata inviata comunicazione alla Direzione provinciale del lavoro ed alla Guardia di Finanza.

L’attività di osservazione è stata documentata da rilievi fotografi e video.

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