Le università americane hanno scelto Reggio
Il consorzio Usac in città, occasione da non perdere

26/6/ 2015 – Da circa un anno, senza clamori, si è insediato a Reggio Emilia il consorzio universitario americano Usac : vi aderiscono 34 università e organizza soggiorni di studio all’estero in tutto il mondo in 26 Paesi, sulla base di convenzioni con 41 Università scelte dopo selezioni accurate. E’, per dirla in breve, una sorta Erasmus americano.

L’University Studies Abroad Consortium è un’istituzione non profit  fondata oltre trent’anni fa da Carmelo Urza all’università del Nevada, con l’obiettivo di internazionalizzare gli atenei Usa e offrire a tutti i giovani la possibilità di trascorrere periodi formativi all’estero a basso costo.

Carmelo Urza, fondatore del consorzio Usac

Carmelo Urza, fondatore del consorzio Usac

Usac,  è in Italia da molto tempo, con una sede storica a Torino, mentre 9 anni fasi è insediata a Viterbo. La sede di Reggio è l’ultima nata, sulla base di una convenzione con l’Università di Modena e Reggio.

La sede per ora è stata ricavata in un edificio scolastico dismesso in via Fogliani, in centro città, in altri tempi frequentato dai liceali dello Spallanzani e successivamente per sei anni sede del Pro rettorato prima dell’apertura del palazzo degli Studi di viale Allegri, alla ex Zucchi.

Le proposte formative della  filiale Usac di Reggio Emilia hanno avuto un successo indiscutibile: solo nel primo anno, pur in condizioni pionieristiche, ha fatto arrivare non meno di duecento studentesse e studenti universitari provenienti da diversi Stati Usa. Di certo un’occasione importante l’internazionalizzazione della città e della sua università.

Alla sede Usac di Reggio Emilia dedica un articolo l’ultimo numero del mensile Al Domela, pubblicato dalla Far-Studium Regiense di Reggio Emilia, l’associazione culturale guidata da Carlo Baldi che rileva come la scelta operata da Usac costituisca una evoluzione importante per il sistema universitario locale , confermando i buoni frutti delle intuzioni e del lavoro che dagli anni Novanta hanno portato all’insediamento di Unimore, con la riapertura dell’ateneo dopo due secoli.

Gruppo di studenti Usac nell'aula magna Manodori di viale Allegri

Gruppo di studenti Usac nell’aula magna Manodori di viale Allegri

Ma veniamo all’attività operativa di Usac. Tutto è basato su una organizzazione molto flessibile e su uno staff agile: le lezioni sono tenute da insegnanti privati (in inglese) oppure sono  quelle dell’Università di Modena e Reggio, ma non mancano i visiting professor e neppure i corsi complementari per una immersione nella cultura italiana. Reggio Emilia ha già il suo posto, con parecchie pagine, nel voluminoso catalogo Usac, e anche nel sito internet del Consorzio.

“I nostri corsi hanno successo, e posso dire che le richieste per Reggio Emilia, ad appena un anno dall’apertura sono già superiori alle nostre possibilità di assorbimento – spiega Luisa Allione, direttrice della sede reggiana, una giovane docente plurilaureata – A Reggio offriamo corsi di scienza dell’educazione, salute e comunicazione. Ma non mancano studi di psicologia, di nutrizione e i corsi di italiano tenuti da Beatrice Facchini, e che hanno un alto indice di gradimento”.

Luisa Allione, direttrice della sede Usac di Reggio Emilia (al centro) con i suoi collaboratori Emanuele Catalbion e Giulia Maramotti

Luisa Allione, direttrice della sede Usac di Reggio Emilia (al centro) con i suoi collaboratori Emanuele Catalbion e Giulia Maramotti

Richiestissimi e sempre sold out i corsi di cucina organizzati negli spazi dell’ostello della Ghiara. A tutto questo si aggiunge la conoscenza del territorio, con visite ai caseifici, gite a Parma e in altre città d’arte. La stazione dell’alta velocitàinoltrer, dà la possibilità agli studenti di girare l’Italia sfruttando i week end.

Numerosi infine i giovani che compiono tirocini formativi in scuole dell’infanzia, elementari, medie, in campi estivi, alla cooperativa l’Ovile per seguire ragazzi disabili, in associazioni sportive, così come in uno dei principali hotel cittadini per l’ospitalità. Gestiscono anche un programma, “Mama mia” a Rumore, la web radio dell’università.

Perchè la scelta è caduta su Reggio Emilia? “Usac sceglie sempre come partner buone università in posti non eccessivamente turistici e dove non siano presenti altre università americane. Ciò che si vuole offrire è un’immersione nella cultura italiana, attraverso quattro sessioni di studio all’anno: due lunghe, di cui una da gennaio a metà maggio e l’altra dai primi di settembre a metà dicembre; e due brevi, di cinque settimane da fine maggio a tutto giugno, e una di quattro settimane a luglio”.

Luisa Allione e i suoi collaboratori Emmanuele Caltabiano e Giulia Maramotti si occupano di tutto: coordinamento didattico, programmi, accoglienza, reperimento alloggi, rapporti con Unimore etc.

Solo un numero limitato di studentesse va in famiglia: le altre condividono piccoli appartamenti nel centro città a prezzo concordato con una immobiliare.

La direttrice precisa che Usac non ha fini di lucro e che per volontà del suo fondatore Carmelo Urza, mantiene bassi i costi a carico degli studenti: una sessione lunga costa 5 mila 980 dollari escluso l’appartamento, ma con l’intero programma didattico e l’assistenza per gli appartamenti. Un corso di 5 settimane in estate costa 3 mila 580 euro appartamento incluso. Chi decide di trascorrere periodo in Italia, anche di un anno, i costi diminuiscono in modo consistente.

La sede Usac di via Fogliani

La sede Usac di via Fogliani

“Le lezioni avvengono nella sede di via Fogliani e in parte anche nel palazzo dell’università in viale Allegri, e ciò favorisce l’integrazione fra gli studenti americani e gli italiani. Gli accordi con Unimore prevedono scambi reciproci, borse di studio e la possibilità per gli studenti italiani di frequentare i nostri corsi in inglese, che vengono riconosciuti ai fini degli esami”.

In questo momento sono 50 gli studenti arrivati a Reggio da ogni parte degli Usa; in luglio saranno 54 per i diversi ambiti di studio, ma ne ne sono rimasti venti in lista d’attesa.

La punta massima quest’anno è stata di 23 insegnanti tra privati, docenti di Unimore e visintig professor dagli Usa.

Dottoressa Allione, già oggi le richieste per Reggio Emilia superano l’offerta. Cosa si può fare di più?

“L’università fa il possibile, certamente.  La nostra speranza di avere più spazio e un edificio possibilmente più decoroso dell’attuale. Abbiamo bisogno di una sede adeguata, ma anche di poter stare dentro l’università perchè i nostri possano integrarsi con gli studenti italiani”.

In effetti la sede è veramente inadeguata, e l’articolo di Al Domela rileva in proposito che “la città può offrire di più, e gli studenti si aspettano di più, a maggior ragione quando si stanno aprendo spazi prestigiosi nel cuore di Reggio, appena ristrutturati, ma che per una ragione o per l’altra non è facile utilizzare”. Il riferimento, trasparente, è al recupero di palazzo Da Mosto e del palazzo delle Stelline operato con un importante investimento dalla fondazione Manodori. Ma si può  probabilmente ragionare anche di altre sistemazioni. In ogni caso, il problema va risolto a vantaggio di tutti, di Usac e della città.

(p.l.g.)

Usac foto 1

 

 

 

 

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