Ispezione a sorpresa al Diagnosi e cura. Severo giudizio dei Cinquestelle: “Struttura vecchia e non curata”

16/6/2015 – Una delegazione del Movimento5 Stelle, formata dalla deputata Maria Edera Spadoni e dai consiglieri regionali Gianluca Sassi e Raffaella Sensoli, ha fatto un’improvvisata  al servizi Psichiatrico Diagnosi e Cura dell’Ausl di Reggio Emilia. Una vera e propria ispezione a sorpresa, che tuttavia è rimasta a metà perché alla parlamentare e ai consiglieri è stata negata sia una visita completa sia la possibilità di effettuare delle riprese. Il giudizio finale è complessivamente negativo: “Abbiamo toccato con mano che nella struttura di Viale Risorgimento è vecchia e non curata. Lo spazio è inadatto per le attività dei pazienti e risulta essere spoglio e con pochi arredi del tutto insufficienti”. Insomma, una bocciatura alla quale l’Ausl docrà rispondere con le proprie contro-valutazioni. Per i Cinquestelle una nuova sistemazione è “una priorità”, ma nel contempo il trasferimento a Correggio, con l’allontanamento della struttura dalla città, sarebbe sbagliato.

Ieri pomeriggio, lunedì,  abbiamo fatto un’ispezione a sorpresa al SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura) dell’AUSL di Reggio Emilia; la nostra intenzione era quella di verificare se le numerose segnalazioni arrivateci sullo stato di degrado in cui versa questa struttura fossero vere – scrivono Spadoni, Sassi e Sensoli – La tipologia dei pazienti acuti ricoverati presso il SPDC è davvero eterogenea: si passa dalle psicosi acute ai tossicodipendenti, agli alcolisti, ai diversamente abili, ecc. Purtroppo abbiamo toccato con mano che nella struttura di Viale Risorgimento lo spazio è inadatto per le attività dei pazienti e risulta essere spoglio e con pochi arredi del tutto insufficienti.

Abbiamo richiesto al dott. Basini, dirigente del dipartimento, di poter ispezionare le stanze e fotografare la struttura, sempre e comunque nel rispetto della privacy dei pazienti. Ci é stata negata l’autorizzazione alle riprese e delle stanze ne abbiamo viste due con un letto e un armadio senz’ ante. La struttura (per quel poco che abbiamo visto) risulta vecchia e non curata. Un vero peccato non permetterci di visionare tutta la struttura e sopratutto non darci l’autorizzazione a pubblicare le fotografie. Inoltre risultano turnazioni di 4 operatori per 16 pazienti e 3 operatori durante il turno notturno. Assolutamente insufficienti dal nostro punto di vista.

Trovare una nuova collocazione è assolutamente una priorità – aggiungono –  ma se da una parte è urgente il trasferimento presso locali adeguati e conformi alla normativa sanitaria in vigore, dall’altra la soluzione da tempo prospettata del trasferimento del SPDC presso l’Ospedale San Sebastiano di Correggio francamente risulta discutibile da tanti punti di vista. Allontanare il SPDC da Reggio Emilia risulta non funzionale né per gli operatori, né per i pazienti e rappresenta una diseconomia di scala che mal si concilia con l’ ottimizzazione delle risorse e ripianamento della spesa pubblica.

Inoltre l’avanzamento dei lavori nella struttura oggetto dell’ipotetico trasferimento del SPDC è bloccato. Perché? Qual è stata la scelta che ha portato ad identificare la struttura del San Sebastiano la più idonea al trasferimento del reparto Psichiatrico di riferimento provinciale piuttosto che trovare adeguata sistemazione nei pressi dell’Azienda Ospedaliera di Reggio Emilia?

Queste domande esigono delle precise risposte e una soluzione concreta immediata – concludono Maria Edera Spadoni, Gianluca Sassi e Raffaella Sensoli – Vigileremo e continueremo a denunciare a voce alta queste situazioni: le fasce deboli, che sono l’ago della bilancia con cui si misura lo stato civile di un paese, vanno assolutamente tutelate”.

 

 

 

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