Cgil, Reggio contro Susanna Camusso: la conferenza di organizzazione boccia il documento nazionale

30/6/2015 – La Cgil reggiana in rotta di collisione con Susanna Camusso. Con 330 voti contrari e 189 favorevoli, oltre a 20 astensioni, la conferenza di organizzazione della Camera del lavoro di Reggio Emilia, riunita al PalaBigi di via Guasco ha bocciato il documento del direttivo nazionale Cgil sul sindacato del futuro. Il segretario provinciale Guido Mora nella sua relazione ha stroncato il documento nazionale (in particolare le proposte riguardanti la democrazia interna, l’accorpamento delle strutture territoriali,  la contrattazione) e la maggioranza dell’assemblea reggiana ha votato di conseguenza. Reggio Emilia si conferma come trincea  dello scontro tra l’ala di Landini e Rinaldini (la Fiom e la sinistra sabattiniana del sindacato) e la maggioranza che a livello nazionale si riconosce in Susanna Camusso.

La conferenza di organizzazione  ha coinvolto una platea di delegati, pensionati, funzionari sindacali e rappresentanti dei servizi di circa 550 componenti. Un’assise riunita per discutere ed esprimere un voto sul documento licenziato dal Comitato direttivo nazionale della Cgil lo scorso 14 maggio. “Contrattare per includere, partecipare per contare” è il titolo dato al testo sul quale, in tutte le Camere del lavoro, si è aperta la discussione. Una discussione che ha al suo centro le scelte strategiche e organizzative che la Cgil dovrà mettere in atto nel prossimo futuro.  Dopo la relazione introduttiva del segretario generale della Camera del lavoro, Guido Mora, che ha evidenziato criticità e limiti del documento nazionale, per spiegare le ragioni che lo hanno portato a darne un giudizio negativo e insufficiente, si sono susseguiti gli interventi dei partecipanti all’assise che hanno arricchito la discussione con il loro contributo. Ha chiuso la fase di dibattito Danilo Barbi, della segreteria nazionale.

La premessa di questo documento richiama la gravità della situazione che vive oggi la Cgil – ha spiegato Guido Mora, segretario provinciale della Cgil nella sua relazione introduttiva – sintetizzandola nella profonda crisi della rappresentanza, nei limiti di burocratizzazione e verticalizzazione sempre più evidenti nelle dinamiche interne e pertanto nella necessità di privilegiare ogni forma di collegialità di direzione, a tutti i livelli, in alternativa a pratiche personalistiche e plebiscitarie. Ancora, nello spostare il baricentro della nostra iniziativa verso il territorio e i luoghi di lavoro, nello snellire le strutture per radicarci ancor di più nel territorio dando più forze e centralità alle Camere del lavoro, intese come confederazione, categorie e sistema delle tutele individuali. I limiti del documento – ha continuato Mora –  non stanno quindi nella consapevolezza, che sembra acquisita,  della drammaticità della situazione in cui versa il sindacato e la stessa Cgil, quanto nella qualità delle proposte che sono elencate nei quattro capitoli che compongono il documento: della contrattazione, della democrazia, del territorio e delle strutture, della formazione sindacale e dell’identità.

Diversi i punti merito giudicati negativamente, dall’apparente allargamento della collegialità e partecipazione sindacale, alla centralizzazione interna, alla mancanza di sintesi tra le posizioni interne alla Cgil, fino alla possibilità di accorpamento di territori che non coinvolge le categorie nazionali.

I contenuti dei quattro capitoli che formano il documento nazionale non hanno convinto nemmeno la maggioranza dei partecipanti alla Conferenza di oggi che, con 330 voti contrari, lo ha bocciato. 189 sono stati i voti favorevoli e 20 le schede bianche e di astensione.

La discussione ” passa ora alle istanze superiori per l’appuntamento di settembre. Da Reggio parteciperanno alle due giornate di Conferenza di metà settembre 12 rappresentanti delle categorie, dei servizi e dei pensionati”.

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