Esposto dei Cinquestelle all’Autorità anti-corruzione sulla nomina di Annalisa Rabitti alle Fcr: “E’ illegittima”

30/6/2015 –  La nomina di Annalisa Rabitti, sino a pochi giorni fa consigliera comunale del Pd, a presidente delle Farmacie comunali Riunite di Reggio Emili,a passerà sotto le forche caudine dell’Anac, l’Autorità nazionale anti corruzione guidata da Raffaele Cantone. Come annunciato nei giorni scorsi, oggi il  Movimento 5 stelle  ha presentato un esposto a Cantone con le firme della deputata Maria Edera Spadoni, della consigliera comunale Paola Soragni, del capogruppo Norberto Vaccari e del consigliere regionale Gianluca Sassi, sostenendo l’illegittimità dell’atto.
 era esploso in consiglio comunale: all’indomani della nomina il consigliere di opposizione Cesare Bellentani aveva sostenuto la nullità dell’atto in baso alla legge Severino, che vieta tassativamente agli eletti di assumere incarichi nelle partecipate dello stesso ente se non dopo  due anni dalla scadenza del mandato o dalle dimissioni.
In consiglio comunale il sindaco Vecchi ha difeso l’atto a spada tratta, sostenendone la legittimità in base a un parere legale e ai precedenti pareri dell’Autorità anti corruzione. Il Pd ha difeso il sindaco, bocciando il documento di censura proposto da Bellentani, ma a costo di alcuni scricchioli i interni, con diverse assenze e l’uscita dall’aula per protesta di Salvatore Scarpino. Sel si è divisa, con il vicesindaco Sassi che ha preso le distanze dal suo coordinatore politica e dalla consigliera Lucia Lusenti. Per non dire della polemica, su cui stranamente è calato il silenzio, dell’ex consigliere Cinquestelle Matteo Olivieri, che ha rimproverato a Vaccari di fare “opposizione da salotto”.
Ora siamo a un passaggio cruciale: l’esposto M5S imporrà all’Anac di  pronunciarsi. Molti considerano a rischio la nomina di Rabitti: il sindaco avrebbe forzato troppo la mano, perché le eccezioni alla legge, ammesse dall’Anac,  riguarderebbero semplici consiglieri di amministrazione. Ma in questo caso si tratta del presidente, sia pure senza deleghe operative, di un’azienda speciale da 167 milioni di fatturato annuo. Vedremo.
Nell’ esposto, ben dettagliato, M5S chiede che l’Autorità Nazionale Anticorruzione, con la propria funzione e capacità di controllo e vigilanza, “verifichi l’effettiva violazione della Legge Severino da parte della Giunta di Reggio Emilia, ne dia relazione al Parlamento come previsto dalla legge stessa, e prenda ogni provvedimento di legge e del caso di sua competenza”. 
IL TESTO DELL’ESPOSTO ALL’ANAC

 Gentile Presidente,

1) La Giunta comunale di Reggio Emilia in data 17 giugno 2015 ha assegnato l’incarico di Presidente delle Farmacie Comunali Riunite al Consigliere comunale Annalisa Rabitti;

2) In data 22 giugno 2015 nel comunicato stampa del Comune di Reggio Emilia,  si afferma che “Il Consiglio comunale di Reggio Emilia ha approvato all’unanimità la surroga di Annalisa Rabitti con Giorgio Campioli, nel gruppo Pd; Annalisa Rabitti ha infatti cessato dalla carica di consigliere per dimissioni, a seguito della sua nomina a presidente dell’azienda speciale Farmacie comunali riunite (Fcr)”;

3) Tale  nomina della consigliera risulta illegittima ai sensi dell’art. 7 del DLGS 39/2013 recante disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, noto decreto anticorruzione conosciuto come “Legge Severino”;

4) Nell’articolo 7 si afferma che “coloro che nei due anni precedenti siano stati componenti della giunta o del consiglio della provincia, del comune(…) ovvero a coloro che nell’anno precedente abbiano fatto parte della giunta o del consiglio di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti (…) non possono essere conferiti: a) gli incarichi amministrativi di vertice nelle amministrazioni di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione”.

5) Le Farmacie Comunali di Reggio Emilia è un’ente controllato dall’amministrazione comunale e suddetta nomina crea inevitabilmente un conflitto d’interessi con il precedente ruolo di consigliere comunale;

6) Tale nomina a Presidente prevede determinati poteri di gestione, controllo e rappresentanza delle FCR;

7) Si legge infatti nello Statuto dell’Ente che: 1. Il Presidente dirige i lavori del Consiglio di Amministrazione, fa osservare lo Statuto e i regolamenti, stabilisce l’ordine e le modalità della discussione e delle votazioni; 2. Il Presidente esercita tutte le funzioni e i poteri che gli sono attribuiti dalle leggi e dai regolamenti vigenti e svolge funzione propulsiva della attività del Consiglio di Amministrazione, regolandone i lavori:

a. sviluppa ogni utile iniziativa di collegamento con le amministrazioni pubbliche, con gli operatori privati, con le espressioni organizzate dell’utenza e con ogni altra organizzazione interessata al campo di attività dell’Azienda; b. formula proposte sulle materie poste all’ordine del giorno delle sedute del Consiglio di Amministrazione e in particolare circa le proposte di modifiche da apportare allo Statuto dell’Azienda e sulle materie attinenti all’operato del Direttore dell’Azienda; c. ha la rappresentanza nei rapporti con gli Enti locali e altre autorità; d. assume sotto la propria responsabilità i provvedimenti di competenza propria del Consiglio di Amministrazione quando l’urgenza sia tale da non permettere la tempestiva convocazione del Consiglio stesso e sia dovuta a cause nuove od urgenti rispetto all’ultima convocazione del Consiglio di Amministrazione (art. 14 Statuto).

8) La Legge Severino  ha previsto, in attuazione di Direttiva dell’ONU, l’Istituzione di una Commissione Nazionale Anticorruzione al fine, tra gli altri, di  esercitare  la vigilanza e il controllo sull’effettiva applicazione e sull’efficacia delle misure adottate dalle pubbliche amministrazioni, sulla trasparenza dell’attività amministrativa alla luce delle disposizioni anti corruzione previste in detta legge;

9) La Legge Severino, come indicato nei punti precedenti, prevede che “coloro che nei due anni precedenti siano stati componenti della giunta o del consiglio della provincia, del comune(…) ovvero a coloro che nell’anno precedente abbiano fatto parte della giunta o del consiglio di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti (…) non possono essere conferiti: a) gli incarichi amministrativi di vertice nelle amministrazioni di una provincia, di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione”;

10) Nel caso di specie invece il Comune di Reggio Emilia, in persona del Sindaco e della Giunta, ha nominato come presidente della partecipata FCR proprio la consigliera comunale in carica Annalisa Rabitti. 

11) Si ritiene quindi che tale nomina da parte della Giunta del Comune di Reggio Emilia sia del tutto contraria alla normativa contro la corruzione prevista dalla Legge Severino.

Tutto ciò esposto,

CHIEDONO

che l’Associazione Nazionale Anticorruzione, con la propria funzione e capacità di controllo e vigilanza, verifichi l’effettiva violazione della Legge Severino da parte della Giunta di Reggio Emilia, ne dia relazione al Parlamento come previsto dalla legge stessa, e prenda ogni provvedimento di legge e del caso di sua competenza.

Deputata Maria Edera Spadoni

Avv. Paola Soragni, Consigliere comunale Reggio Emilia

Gianluca Sassi, Consigliere regione Emilia Romagna

Norberto Vaccari, Capogruppo consiglieri comunali M5S Reggio Emilia

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