Anche a Scandiano scatta la strage legalizzata delle nutrie. Vigili e cacciatori potranno sparare

30/6/2015 – L’amministrazione comunale ha adottato nei giorni scorsi un provvedimento finalizzato al controllo delle nutrie, dopo i recenti cambiamenti alle normative nazionali.

La legge 116/2014 ha infatti escluso la nutria dalla categoria della fauna selvatica, sottraendo pertanto questa specie animale ai piani di contenimento fino ad oggi attuati dalle guardie venatorie delle Province, che potevano avvalersi dei proprietari dei terreni, delle guardie forestali o comunali, purchè in possesso delle licenze venatorie; la stessa modifica della normativa ha escluso la possibilità dei risarcimenti per i danni arrecati dalle stesse nutrie.

Il Comune di Scandiano ha deliberato, nell’ambito di un accordo con la Provincia, un piano di controllo per il contenimento delle nutrie al fine di prevenire e limitare gli effetti, che si baserà essenzialmente sul controllo numerico. Il  coordinamento e il controllo saranno affidati alla Polizia Municipale, che lavorerà in accordo con la Polizia Provinciale. Ogni anno a dicembre verrà fatta una specifica ricognizione nei luoghi censiti come maggiormente o potenzialmente popolati dalle nutrie.

Gli abbattimenti potranno essere effettuati con gabbie-trappola “da coadiutori specificatamente autorizzati dal comune o da ditte specializzate ed autorizzate che possono essere incaricate dai proprietari dei terreni”. E’ previsto anche l’abbattimento con arma da fuoco effettuato da polizia locale, cacciatori durante attività venatoria e da coadiutori abilitati e autorizzati. Nei prossimi giorni il sindaco Mammi e l’assessore all’ambiente Ferri incontreranno le associazioni venatorie e altri soggetti interessati per illustrare gli aspetti operativi.

Con questo atto, adottato di concerto con Provincia, l’amministrazione comunale intende dare risposta ad una reale minaccia per le coltivazioni e la tenuta di sponde e argini di fiumi e canali.

La nutria è un roditore importato dal sud America nel lontano 1929 a scopo allevamento per ricavarne pellicce. A causa della sua progressiva infiltrazione nell’ambiente naturale e dell’elevato tasso di riproduzione, è diventato un  problema per la sua capacità di scavare gallerie nei terreni mettendo a rischio la tenuta di argini e terreni, con conseguente rischio idraulico per cose e persone, senza considererare i danni alle coltivazioni trattandosi di animale erbivoro. E’ stata inserita dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature) tra le 100 specie esotiche a maggiore minaccia per la biodiversità su scala globale.

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