Unieco, il presidente Casoli pronto a dimettersi “per l’unità della cooperativa”

di Pierluigi Ghiggini

15/5/2014Mauro Casoli è pronto a dimettersi da presidente di Unieco, se questo fosse il prezzo da pagare per “salvaguardare l’unità della cooperativa”. Lo ha detto oggi lo stesso Casoli a conclusione della conferenza stampa convocata non in azienda, ma nella sede istituzionale di Legacoop per spiegare le decisioni assunte mercoledì dal cda, dopo la sostanziale bocciatura da parte dell’assemblea dei soci del progetto di integrazione – fusione con la Coopsette di Castelnovo Sotto.

Alla domanda se c’è qualcosa di vero nelle voci di cambiamento della governance a settembre (leggi dimissioni del cda), Mauro Casoli ha risposto: “Ad oggi non è in programma alcun cambiamento, dopodiché posso affermare che vedrei con favore un rinnovamento del consiglio di amministrazione, se si creassero condizioni condivise. Se fosse utile per assicurare l’unità e lo sviluppo della cooperativa, farei un passo indietro ben volentieri. Del resto ho 38 anni di Unieco alle spalle, e ho tre cose che contano nella mia vita: la famiglia, la salute e Unieco. Se fosse utile, ripeto, non avrei problemi a rimettere in mandato. Naturalmente prima vorrei conoscere per quale piano e per quale futuro dell’azienda”.

Al centro Mauro Casoli, a sinistra il segretario regionale Legacoop Giovanni Monti e a destra il presidente di Emilia Ovest Andrea Volta

Al centro Mauro Casoli, a sinistra il segretario regionale Legacoop Giovanni Monti e a destra il presidente di Emilia Ovest Andrea Volta

E’ evidente che dopo l’assemblea di sabato in cui è esplosa la rivolta dei soci lavoratori contro il progetto di integrazione con la  Coopsette di Fabrizio Davoli (che in queste ore è comprensibilmente molto attapirato) e il voto segreto che ha sancito l’esistenza di una divisione verticale nella base sociale, il gruppo dirigente è tutto in discussione.

Ora però, tocca a questi dirigentie non ad altri  rivedere i piani e cambiare cavallo in corsa. Casoli, affiancato a mò di arcangeli dal presidente regionale di Legacoop Giovanni Monti e dal presidente Legacoop Emilia Andrea Volta, ha confermato quanto anticipato ieri da Reggio Report: il consiglio di amministrazione ha tirato le somme del voto dell’assemblea (“Lo giudico uno scatto d’orgoglio Unieco“) e ha congelato il progetto della newco in cui si prevedeva di far confluire le attività di Unieco e Coopsette, le due grandi cooperative sottoposte a concordato-ristrutturazione del debito in base alla legge 182. “I soci si sono espressi sostanzialmente 50 e 50: non ci sono le condizioni per forzare nella direzione dell’integrazione“, ha detto Casoli. Un congelamento che ha i contorni di un abbandono definitivo, anche se la convinzione del presidente è che la prospettiva strategica (“magari la realizzeranno i nostri figli”) resti quella di una progressiva unificazione sino a un polo unico delle coop di costruzioni reggiane, Sicrea compresa.

Per la cronaca, bisogna precisare che la presenza di Monti e Volta ha voluto rendere esplicito il sostegno di Legacoop a Casoli, anche di fronte ai soci “rivoltosi”.  I quali del resto hanno vinto un round decisivo: per la prima volta nella storia delle grandi cooperative reggiane si è creato un fronte di base contrario che, alla conta, potrebbe anche mandare a casa il gruppo dirigente. Ovviamente sarebbe una grana grossa anche per Legacoop, che ha sempre sostenuto a spada tratta la strategia delle unificazioni come strumento principe per salvare il salvabile.

Ora Unieco ha scelto lo “stand alone”. Continuerà da sola, certamente in dimensione più contenute, anche se il portafoglio ordini è in incoraggiante ripresa: nel primo quadrimestre dell’anno l’azienda ha acquisito lavori per 130 milioni di euro, quasi l’intera somma messa insieme in tutto il 2014.

Il piano B è già scattato: sul ponte di comando di Unieco, alla direzione generale,  salirà il manager Antonio Barile, già consulente esterno da un anno, che entro quindici giorni presenterà la squadra e un piano di riorganizzazione interna. Saranno smantellate le tre divisioni Costruzioni, Immobiliari e Sede a cui corrispondono tre direttori generali e tre strutture: ci sarà una sola  struttura direzionale con direttore generale unico, e  continuerà la limatura dei costi fissi, soprattutto del personale. Ma entro fine luglio dovrà essere presentato un nuovo piano industriale. Poi si vedrà: ecco perchè si parla di settembre per una possibile rivoluzione al vertice.

Casoli ha annunciato che Unieco, mentre prevede di attestare il valore della produzione a 280 milioni, a fine 2015  la cooperativa avrà saldato il 75% dei fornitori.  Ha ammesso tuttavia che il 2014 si è chiuso ancora una volta con una gestione caratteristica “non positiva”, vale a dire in perdita, anche a causa di un cospicuo accantonamento per l’appalto dell’autostrada BreBeMi : “Ma in questo momento non posso darvi le cifre, semplicemente perché non le ho:  stiamo mettendo mano a alla ripulitura del portafoglio partecipazioni. La avrete il giorno stesso in cui saranno approvate dal consiglio di amministrazione”.

Duro il giudizio sulle conclusioni stroncatorie del rapporto firmato ispettori di Legacoop: “Sono andati oltre le loro competenze, hanno giudicato sulla base di dati parziali e senza conoscere la situazione. Del resto il loro giudizio finale è stato che Unieco non ha problemi: una contraddizione evidente. Noi comunque abbiamo presentato le nostre controdeduzioni e abbiamo chiesto a Legacoop una seconda ispezione“. Ma il dente avvelenato ce l’ha soprattutto con chi dall’interno dell’azienda ha fatto trapelare le tre paginette conclusive del report ispettivo: “Solo il consiglio di amministrazione aveva quel documento. Se sapessi chi è stato potrei procedere, perché ha commesso un reato“. Salvo pentirsi subito della sortita, di fronte alla reazione dei giornalisti: “Fate conto che non abbia detto niente“. Ma già basta per capire che, in Unieco, lo scontro è al calor bianco.

 

 

 

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