Stallo sull’acqua pubblica, sindaco silente: una leadership da ricostruire

di Franco Corradini*

29/5/2015 – Cosa succede al Comune di Reggio Emilia? Un vero e proprio stallo. Da una parte un assessore che vuole “rendere pubblica l’acqua” , dall’altra un sindaco silente e un vice sindaco che, al contrario, non trovano le parole per dire che il percorso fin qui fatto con le associazioni e i comitati è impraticabile.

Il limite vero è di non aver definito e condiviso un percorso che portasse a migliorare la governance pubblica dell’acqua. Il limite sta nel fatto che la proprietà pubblica reggiana di Iren ( i comuni ), oggi non ha leadership e non sa come rappresentare al meglio gli interessi della comunità. Il limite è pensare che Iren sia la continuazione di AGAC, ma così non è, e gli interessi dei cittadini non possono più essere difesi o rappresentati da una tradizionale mediazione dei sindaci che alla fine stanno sempre con le ragioni aziendaliste di Iren e quindi diventano subalterni.

Comprensibile è l’atteggiamento dei consiglieri comunali di SEL che cercano di affermare (un poco ideologicamente) un desiderio coerente con i loro programmi; meno comprensibile è l’atteggiamento del loro rappresentante in Giunta del Comune di Reggio Emilia che, al contrario, ha da tempo scelto di stare con gli interessi consolidati che non ammettono troppe concessioni al confronto.

Non comprensibile è l’atteggiamento di una maggioranza di centro sinistra e del suo Sindaco che non si sono resi conto che il non confronto, il lasciar scorrere le posizioni scomode porta, molto spesso, a dover gestire problemi che si dilatano e che sfuggono di mano alla amministrazione pubblica .

Del resto lo si è visto anche su via Turri, ove il Comune  di Reggio Emilia, ha dato il via libera a Iren nel sospendere la fornitura di riscaldamento e acqua calda, senza distinguere tra chi ha sempre pagato e i furbetti, premiando di fatto questi ultimi. Caso classico di decisionismo ipermanageriale dove invece era necessaria sensibilità e intelligenza politica in particolare in quella che fu definita, dal nostro cittadino più illustre, “la città delle persone”.

C’ è una questione specifica da affrontare: come ridare le redini della gestione dell’ acqua pubblica ai cittadini e ai loro rappresentanti. Ad oggi  la maggioranza di centrosinistra e il sindaco Vecchi,  hanno condotto alla più netta delle contrapposizioni, e possiamo già immaginare come finirà, con molta probabilità: una delusione generale per coloro che avevano chiesto di invertire la rotta di una costante  privatizzazione di Iren.

Il tema dell’acqua pubblica va affrontato a viso aperto, sapendo cogliere anche le ragioni dei comitati, facendo prevalere una politica pragmatica, riformista, evitando posizioni ideologiche o populiste,  non  la logica del “sopire e troncare” classica di questa Giunta Comunale .

Da assessore partecipai ad alcuni incontri tra i sindaci della provincia e i comitati per l’acqua pubblica e non mancai di far notare come il confronto vertesse su una parola alquanto astrusa: “bancabilità”. Impiegai un poco di tempo a comprendere e di certo quel confronto così impostato mostrava già una difficoltà nell’entrare nel merito e nell’esprimere una guida da parte degli enti pubblici, tanto che molti sindaci già pensavo di fare cassa vendendo azioni di Iren. La mia contrarietà alla “Bancabilità” portò al mio isolamento in Giunta.

Il tema centrale in questa vicenda è come intendiamo e viviamo la  democrazia in un’epoca dove i partiti non svolgono più nessun ruolo generale e i sindacati a Reggio Emilia, in particolare, spesso fanno fatica a confrontarsi con l’interesse dei cittadini e sposano logiche politiche di parte scimmiottando i vari Podemos. Oggi chi vuole far sentire la propria voce per difendere la qualità del vivere quotidiano, non trova punti di riferimento credibili, talvolta vien da pensare, nel caso di Iren,  che si debba  protestare davanti a Piazza Affari. Ma l’idea delle aziende pubbliche non è questa, ma quella di avere aziende efficienti e che sappiano rispondere alle comunità locali. Cosa che si sta drammaticamente disperdendo.

Ricostruire una leadership locale, delle comunità, democratica e lungimirante, è l’obiettivo ma richiede coraggio e gusto per la battaglia politica, cultura dell’interesse generale… materie che non abbondano in che governa oggi Reggio Emilia .

*già assessore al Comune di RE, Associazione Porto Franco 

 

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Una risposta a 1

  1. waterboy Rispondi

    01/06/2015 alle 15:56

    A volte ritornano. Come poteva Corradini lasciarsi sfuggire il collegamento tra il tentativo suicida di costruire l’ennesimo carrozzone pubblico sull’acqua e la luminosa vicenda di Via Turri, da lui splendidamente gestita. Il collegamento è lo distacco dalla realtà, il pensare ad un mondo migliore senza preoccuparsi di come sia possibile ottenerlo, il buonismo fine a se stesso, l’infantilismo della sinistra velleitaria.
    Come per Via Turri si è finalmente fatto strada il concetto di responsabilità, anche il concetto di bancabilità non è una brutta parola, significa riuscire a fare quello che si è progettato. Ma per Corradini è più comodo sognare…

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