Scoperta dai Carabinieri di Ramiseto la truffatrice dei Bimby usati: migliaia di donne raggirate in tutta Italia

14/5/2015 – La truffa del Bimby, il robot di cucina più desiderato dalle donne europee, imperversa in tutta Italia: le persone raggirate ormai si contano a migliaia. L’ennesimpo caso è stato segnalato a Ramiseto, dove una signora si è rivolta ai Carabinieri del paese.

I militare attraverso indagini telematiche oltre ad essere riusciti a identificare la responsabile delle truffe, hanno verificato come la stessa negli ultimi 2 anni avesse raggirato, sempre rete e con modalità fotocopia, numerose altre casalinghe delle province di Pescara, Bari, Nuoro, Bolzano, Ancona, Padova, Macerata, Novara e Brescia.

Una vera boss del raggiro la navigata 48enne residente a Quarto di Napoli,  scoperta dai carabinieri della Stazione di Ramiseto che l’hanno denunciata alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia con l’accusa di truffa.

La vittima, una casalinga 50enne reggiana, il mese scorso aveva risposto ad un annuncio su un sito di e-commerce nell’intento di acquistare un bimby usato, del valore di circa 400 euro, provvedendo a versare, come richiesto, un anticipo di 50 euro. Dopo aver invano atteso l’elettrodomestico e non riuscendo più a contattare l’inserzionista “sparita” dalla rete, la vittima si è resa conto della truffa e ha formalizzato la denuncia.

Dopo una serie di riscontri tra il numero di telefono associato all’IP del computer utilizzato per l’annuncio trappola e la carta prepagata dove erano stati versati i soldi, i Carabinieri sono arrivati a individuare la napoletana oggi sotto inchiesta per aver raggirato numerose casalinghe in tutta Italia.

Il business truffaldino era molto redditizio: i carabinieri di Ramiseto hanno accertato che solo negli ultimi giorni la carta prepagata utilizzata dalla truffatrice per incassare gli anticipi registra movimenti per migliaia di euro. Mentre proseguono le indagini per ricostruire le effettive dimensioni della “stangata”, le vittime della donna hanno comunque la possibilità di inserirsi nel’iter processuale per ottenere il risarcimento.

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