Salvare le Fiere, anche il sì di Manghi (Provincia) e Biagini (Lapam) al piano Prampolini

Donatella Prampolini a Uno Mattina

Donatella Prampolini a Uno Mattina

29/5/2015Donatella Prampolini continua a a raccogliere consensi intorno al progetto di salvataggio del polo fieristico reggiano. Oggi  pomeriggio  la sua proposta, relativa all’affitto del ramo d’azienda eventi con un preavviso di recesso di un anno, ha ottenuto il via libera del presidente della Provincia Giammaria Manghi, che metterebbe a disposizione la società Fieremilia (attualmente in freezer, ma con un capitale libero di trecentomila euro) per l’operazione di affitto. Sempre oggi anche Ivo Biagini, presidente della sede reggiana di Lapam Confartigianato si è schierata a fianco della presidente di Confcommercio, dopo ilpieno appoggio ottenuto dal presidente della Cna Nunzio Dallari.

Nell’agenda di Prampolini sono già segnati gli incontri con Lega cooperative  e Unindustria Reggio nella giornata di lunedì, mentre mercoledì è in programma l’incontro in cui la proposta di salvataggio sarà illustrata al sindaco Luca Vecchi. Il primo cittadino insieme a Manghi e al presidente camerale Stefano ha già messo nero su bianco che, chiunque comprerà le aree fieristiche all’asta giudiziaria, dovrà essere consapevole che sono vincolate ad attività fieristiche, e quindi ogni eventuale cambiamento di destinazione d’uso dovrà essere autorizzato giocoforza dal Comune stesso. Un chiarimento importante, che dovrebbe scoraggiare l’assalto speculativo (che certamente va messo in conto, avendo presente la posizione felice delle Fiere in prossimità della stazione Mediopadana,

Concluso il giro  di enti e associazioni, si aprirà la fase più delicata, quella degli incontri con il comitato dei creditori e con la liquidatrice giudiziale della società Reggio Emilia fiere, avvocato Tiziana Volta.

Siamo ancora a metà del guado, ma Donatella Prampolini non nasconde la sua soddisfazione: «Abbiamo avuto l’appoggio del presidente della Provincia Giammaria Manghi alla nostra proposta – ha dichiarato – che si è dichiarato anche disponibile a far proseguire, almeno in una prima fase, l’attività alla società Fieremilia per la gestione degli eventi. Abbiamo riscontrato ampia condivisione sul progetto che ricalca molte delle ipotesi presentate dalla Provincia agli organi della procedura concorsuale, giudice e liquidatore giudiziale.»

“Stiamo ormai ultimando gli incontri con le istituzioni- continua la presidente di Confcommercio – Nei giorni scorsi, oltre a quello di CNA, abbiamo incassato il via libera da parte di Confagricoltura e Confesercenti, mentre la settimana prossima sono in calendario, lunedì, gli incontri con Unindustria e Legacoop, e mercoledì col sindaco di Reggio Luca Vecchi. I prossimi passi riguardano la messa a punto dell’intero progetto, avvalendoci anche di consulenze tecniche qualificate, per poi sottoporlo al comitato dei creditori e agli organi della procedura concorsuale”.

Da segnalare che la Prampolini sarà domani alle 8,30 su RaiUno a Unomattina, dove interverrà sugli sprechi alimentari.

Donatella-Prampolini

IL Sì DELLA PROVINCIA. MANGHI SOTTOLINEA IL NODO AREE

In una dichiarazione diffusa in serata, il presidente Manghi ha confermato il proprio appoggio, pur senza nascondersi la difficoltà di reperire altre aree per gli eventi fieristici, in considerazione del fatto che gli organi della liquidazione di Reggio Emilia Fiere voglio i padiglioni sgombri. “Ci è stato sottoposto un progetto che non possiamo non valutare positivamente, ricalcando di fatto le proposte presentate dalla stessa Provincia, insieme a Comune di Reggio Emilia e Camera di commercio –  ha affermato – anche in occasione della seduta di messa in liquidazione della società Reggio Emilia Fiere, ovvero che si possa immaginare di proseguire nel 2016 le manifestazioni fieristiche. Perché ciò avvenga è però indispensabile che vi siano spazi in grado di ospitare anche il prossimo anno queste iniziative, tenendo presente che, come ci è stato comunicato dal commissario liquidatore, la procedura non consente di utilizzare l’area della Fiera di Mancasale, essendo prevista la dismissione degli immobili a garanzia dei creditori.

Il presidente della provincia Giammaria Manghi, tra il sottosegretario Andrea Rossi e il presidente della Regione Stefano Bonaccini

Il presidente della provincia Giammaria Manghi, tra il sottosegretario Andrea Rossi e il presidente della Regione Stefano Bonaccini

“Alla  di là della impossibilità economica ad intervenire, che da parte della Provincia permane, abbiamo comunque espresso condivisione ad un’idea che come enti locali avevamo già avanzato tempo fa, pur sapendo realisticamente che la sua concretizzazione dipende dalla disponibilità di spazi che, al momento, non ci sono. In alternativa, occorrerebbe individuare alte aree funzionali allo scopo”. Per questo sarà cruciale il confronto con la liquidatrice: secondo i consulenti di Confcommercio (e non solo) lo sgombero dei padiglioni equivale ad azzerare l’avviamento commerciale dei padiglioni, quindi a depauperare il patrimonio dei beni all’asta. In questi giorni circolano anche ipotesi di sistemazioni alternative: ad esempio davanti alla stazione di Calatrava o addirittura nell’area del Campovolo. Ma si tratta di idee difficilmente praticabili a breve.

IL COMUNICATO DI LAPAM- CONFARTIGIANATO: “SAREBBE MIOPE LASCIAR MORIRE UNA VETRINA COSì IMPORTANTE PER REGGIO”

Rinegoziare l’affitto del ramo di azienda relativo all’organizzazione degli eventi ma con la possibilità di recedere con dodici mesi di preavviso. Ci pare sicuramente degna di nota la proposta fatta da Confcommercio in merito al tentativo di salvataggio dell’ente Fiere di Reggio Emilia. Tentare un recupero e rilancio del polo fieristico in quanto tale, anche per l’indotto potenziale di attività imprenditoriali sia in termini economici che occupazionali che vi ruotano attorno, è doveroso. Ma occorre anche entrare nel merito delle proposte e del piano industriale”.

Ivo Biagini, presidente Lapam Confartigianato della sede di Reggio Emilia, interviene nel dibattito in corso sull’ente Fiere di Reggio Emilia.

A tutto ciò – sottolinea il dirigente Lapam Confartigianato – occorre aggiungere che sarebbe veramente miope, proprio ora che il Comune di Reggio Emilia sta contemporaneamente tentando di valorizzare le adiacenti aree, quella industriale di Mancasale e la Stazione Mediopadana, lasciare morire definitivamente una vetrina così importante come questo ente. Bisogna però al contempo – ribadisce Biagini – attivare quanto prima anche un tavolo tecnico di confronto, con istituti pubblici e privati, per entrare nel merito del piano industriale che deve supportare necessariamente il progetto politico. Sull’ente Fiere di Reggio Emilia, sulle sue reali prospettive di rilancio, occorre più che mai un piano trasparente e credibile.

Ivo Biagini

Ivo Biagini

Il rilancio dell’ente fieristico presuppone evidentemente nuovi investimenti. Ci domandiamo in tal senso come intenda muoversi il sistema bancario reggiano. Stesso discorso vale per la Camera di Commercio di Reggio Emilia. E in senso lato di quale struttura di governance ci si voglia dotare al fine di valutare i relativi costi di struttura e operativi.

Non da ultimo – conclude Biagini – occorrerebbe analizzare nel dettaglio il calendario fieristico con le sue reali potenzialità di eventi sia in termini quantitativi che qualitativi, per verificare il grado di redditività generato come fonte di ricchezza per l’intera comunità di Reggio Emilia”.

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