La guerra dell’acqua: “I cittadini non devono pagare le divisioni del Pd”

di Francesco Fantuzzi

23/5/2015 – Il Comitato Acqua bene comune esprime grande preoccupazione a fronte del dibattito che sta caratterizzando ormai da diversi giorni il progetto di ripubblicizzazione del Servizio idrico a Reggio Emilia.
Infatti, PD e maggioranza che governa i comuni della Provincia paiono sempre più divisi tra coloro, in prima fila l’Assessore Tutino, che difendono convintamente il progetto e quelli che esprimono perplessità: oggi è uscito pubblicamente allo scoperto il presidente del subpatto Mammi.
Vorremmo ricordare a costoro che la ripubblicizzazione, oltre a rispondere allo spirito referendario, era ed è ancora nel programma della maggioranza che governa gran parte dei Comuni del nostro territorio.
Troviamo inoltre mortificante un dibattito basato esclusivamente sui costi futuri delle bollette e sulle possibili ricadute sui cittadini, per almeno tre buoni motivi:
– negli ultimi otto anni, la tariffa è aumentata del 44%, a fronte di investimenti tra il 30 e il 50% di quelli previsti. Mammi afferma di non avere pregiudizi, ma esige che la nuova società debba essere efficiente e non aumenti i costi. Esattamente il contrario di ciò che ha fatto finora Iren;
– essenziale è poi la trasparenza dei costi in bolletta: oggi la tariffa consente a Iren di coprire le perdite dovute agli sciagurati investimenti negli altri settori e nel mercato libero, e ciò è intollerabile;
– occorrerebbe infine ragionare sull’incentivazione di un consumo più virtuoso di una risorsa non ripetibile, ad esempio iniziando a recepire  le indicazioni dell’OMS che differenziano i costi in base al fabbisogno minimo vitale (50 litri per persona al giorno): l’Authority emana disposizioni, ma ci sono margini dove operare scelte autonome.
Il percorso che ha portato a un passo dalla ripubblicizzazione non è stato certo scevro da limiti e difetti, come l’accettazione prona del prezzo stabilito da Iren e l’insufficiente coinvolgimento del Forum e dello stesso Comitato: ma ora dobbiamo essere tutti e tutte compatti verso il solo e vero obiettivo, la ripubblicizzazione senza se, senza ma e senza piani B.

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2 risposte a La guerra dell’acqua: “I cittadini non devono pagare le divisioni del Pd”

  1. forsenontuttisannoche Rispondi

    23/05/2015 alle 19:59

    Mamma mia, un sindaco di buon senso non intende investire 200 milioni pubblici per vare un servizio che è già pubblico e partono i cannoni…
    Il Sig.Fantuzzi forse non sa che a) investimenti e tariffe sono strettaemnte legati dal metodo tariffario dell’Autorità b) la tariffa copre costi operativi documentabili non le buonuscite dei manager (sempre grazie all’Autorità) c) la provincia di Reggio Emilia è una delle più virtuose d’Italia per il minor consumo di acqua pro-capite.
    Il problema è che il Comitato acqua bene comune nella disinformazione ci sguazza….

  2. Spectator Rispondi

    26/05/2015 alle 09:35

    Il problema è che una volta,nei pur tanto vituperati tempi del consociativismo e del potere indiscusso e indiscutibile del”partito guida”,stupidaggini come quelle del Sig.Fantuzzi e dei vari comitati e comitatini di impronta grillina non sarebbero nemmeno divenuti oggetto di pubblico confronto.Oggi la politica locale è talmente poco dotata di autorevolezza intrinseca da consentire che opzioni così connotate da ideologismo e così catastrofiche per la finanza locale e per i singoli cittadini siano apertamente sostenute da un assessore!

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