Manca il lavoro in montagna, la Cna spara a zero su Iren per gli appalti al massimo ribasso

13/5/2015 – “Nella montagna reggiana non c’è lavoro. Siamo costretti alla cassa integrazione di tutti i dipendenti, si spera temporanea. In montagna si sommano mille difficoltà a cominciare dalla viabilità e dalle frane che alla prima emergenza maltempo inevitabilmente bloccano la circolazione isolando interi comuni. Ci sono grandi proclami da parte della Regione sugli stanziamenti per i primi interventi in caso di emergenza maltempo, ma poi assegnano lavoretti con il contagocce, il più delle volte ad aziende che non operano nemmeno sul territorio”. A parlare è Siller Fontanili, imprenditore CNA di Castelnovo Monti titolare della ditta di movimentazione terra F.A.R. Srl.

Un vero e proprio grido d’allarme quello che arriva dalla montagna reggiana, per una situazione che come CNA ha più volte rimarcato ha bisogno della massima attenzione e del massimo impegno da parte di istituzioni, amministrazioni e associazioni, per il rilancio del territorio. “Oltre al fattore economico – spiega Romeo Ferrari, presidente CNA Area montagna – si aggiunge quello di “tenuta” sociale, dove la permanenza di piccoli esercizi commerciali è questione vitale per i residenti”.

La situazione è peggiorata ulteriormente con Iren – continua Siller Fontanili – quando c’era Agac ci aiutava ridistribuendo i lavori sul territorio. Adesso invece la multiutility Iren pensa solo ai guadagni senza investire sul territorio”.

Dello stesso avviso Fabrizio Briselli, titolare della ditta di autotrasporti Briselli srl di Ramiseto, che aggiunge: “Come possiamo competere con aziende non locali che offrono servizi con il 30-40% di ribasso? E soprattutto come fanno a rientrare nei costi a un prezzo così ridotto? Fino a quando Iren userà la logica del massimo ribasso non ci sarà lavoro per le piccole imprese del nostro territorio. Sono stato costretto a dimezzare il personale e a vendere dei camion per cercare di sopravvivere, ma non resisterò in queste condizioni ancora per molto”.

Una protesta che CNA condivide in quanto in un recente incontro con i sindaci dell’Unione di zona ha sollecitato lo spezzettamento degli appalti, proprio come misura per dare lavoro alle aziende del territorio.

Come Associazione abbiamo avanzato delle proposte concrete per aiutare il sistema produttivo dell’area – conclude il Presidente CNA Ferrari – azioni che possono dare un respiro alle aziende locali, proposte anche di marketing territoriale che hanno riscontrato grande interesse da parte dei sindaci dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Reggiano. Le nostre aziende non possono più aspettare proclami e promesse: hanno bisogno di interventi reali in tempi rapidi per evitare che un territorio ricco di eccellenze e di tradizioni come la montagna costringa i giovani, le aziende e i commercianti che con grande difficoltà continuano a mantenere vivo il territorio a cercare lavoro altrove”.

 

 

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