L’eccidio, la croce e il delitto di Paolina Viappiani. Un libro-verità sulla strage partigiana di Cernaieto

Sabato la presentazione del libro “CERNAIETO – La strage, la croce e il femminicidio di Paolina” scritto da Fabio Filippi insieme a Pierluigi Ghiggini. Prefazione di Sandro Bondi

14/5/2015 – Nella mattinata di Sabato 16 maggio, in occasione della undicesima commemorazione nel bosco di Cernaieto, in località Trinità di Casina (ore 11,30) sarà presentato il libro “CERNAIETO – La strage, la croce e il femminicidio di Paolina” scritto da Fabio Filippi insieme al giornalista Pierluigi Ghiggini, con la prefazione di Sandro Bondi.

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Il libro, con un ampio corredo di documenti, ricostruisce la storia della fossa comune di Cernaieto dove furono sepolte almeno 24 persone uccise dai partigiani delle formazioni garibaldine subito dopo il 25 aprile 1945. Di questi 21 erano i componenti del distaccamento della Gnr di Montecchio: i soldati della Rsi, dopo una notte di resistenza asserragliati a casa Bedogni, si erano arresi ai partigiani con la promessa di avere salva la vita. Ma la promessa non fu mantenuta. Nella fossa comune finirono anche dei ragazzi di sedici anni e tre donne.

La strage di Cernaieto può essere considerata il primo atto della seconda guerra civile, vale a dire gli eccidi perpetrati nel dopoguerra sino al 1946, e anche oltre. Il libro contiene rivelazioni in larga parte inedite sulle vicende legate a Cernaieto: fra queste una testimonianza che riguarda la fine del partigiano Lodovico Landini, di cui furono accusati i soldati della Gnr, ma che sarebbe morto dopo la cattura a causa del “fuoco amico”; la storia di Evaristo Fava, ufficiale delle Poste sopravvissuto alla fucilazione, salvato dal coraggio della signorina Emma Bassi e da un partigiano delle Fiamme Verdi; la tragica vicenda di Paolina Viappiani sequestrata dai partigiani un mese prima della Liberazione e trucidata a Cernaieto dopo un mese terribile nel carcere di Vedriano. Paolina era la mamma di un bambino di 2 anni, avuto da un giovane di Montecchio che era diventato partigiano. Solo molti anni dopo, quando era un uomo fatto, Paolo Viappiani, orfano di Paolina, scoprì l’identità di suo padre. E solo grazie alla croce innalzata a Cernaieto ha trovato la forza interiore di rivelare la drammatica storia di mamma Paolina.

Ma il libro di Filippi e Ghiggini incrocia la vicenda dell’eccidio con quello che è accaduto “dopo”: dalle rivelazioni della Nuova Penna sulle fosse comuni, a riprova che tutti sapevano ma nessuno voleva cercare i morti, alla strana sparizione del Liber Mortuorum della chiesa di Pianzo, sino ai nove attentati subiti dalla croce di Cernaieto, per arrivare ai numerosi “avvertimenti” e alle minacce di morte (firmate con la stella a cinque punte) rivolte a Fabio Filippi: segno di quanto la fossa comune del bosco della Trinità costituisca un capitolo scottante e sporco della Resistenza-guerra civile.

“CERNAIETO – La strage, la croce e il femminicidio di Paolina” è anche il racconto di una presa di coscienza, della battaglia e delle indagini sul campo condotte dall’ex consigliere regionale  con il sostegno delle persone che in questi anni hanno condiviso con lui la determinazione di ricercare la verità, di affermare il diritto alla memoria per tutte le vittime, di chiedere giustizia per le vittime innocenti e dimenticate.

Cernaieto è diventato un luogo di preghiera e di pace – scrive Fabio Filippi nelle sue conclusioni – Dopo tutti questi anni, possiamo dire che la croce di Cernaieto, grazie al cuore e all’impegno di molte persone, ha vinto la sua battaglia di pace. Ha gettato un ponte oltre i fossati dell’odio e ha creato una nuova consapevolezza. A Reggio Emilia nessuno nega più il diritto di ricordare i morti fascisti, vittime della violenza dei partigiani dopo la guerra. A distanza di settant’anni da quei tragici avvenimenti, può apparire anacronistico, ma dalle nostre parti questo è ancora un bel traguardo”.

 

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Una risposta a 1

  1. Ivaldo Casali Rispondi

    14/05/2015 alle 23:06

    Esprimo i miei complimenti agli autori del libro “CERNAIETO” per aver portato alla luce, in modo documentato, una delle stragi avvenute a guerra finita ad opera dei partigiani comunisti. Le centinaia di queste stragi di persone innocenti, compiute nel dopoguerra, godono della totale indifferenza dei gendarmi della sinistra e delle Istituzioni ai vari livelli.

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