Iren, ecco perchè hanno “fucilato” Rocchi. I retroscena dello scontro tra Reggio e gli altri soci

18/5/2015- Tira aria pesante nell’entourage del sindaco Vecchi e nel Pd reggiano per una serie di partite calde: dal caso di Andrea Capelli che ha firmato la proposta di referendum della Lega per l’abolizione della Legge Merlin, alla candidatura di Annalisa Rabitti alle Fcr sino al rinnovo del consiglio di amministrazione della fondazione Manodori.

Ma su di tutte spicca l’imbarazzante vicenda del rinvio della nomina dell’avvocato Ettore Rocchi a vicepresidente di Iren: lo stop è stato provocato da Genova, Torino e Parma che hanno fatto mancare il numero legale nell’ultimo consiglio di amministrazione della multiutility, riunito a Reggio Emilia . I reggiani, che davano per pacifico l’accordo politico su Rocchi, sono stati colti di sorpresa e hanno preso molto male lo sgambetto. All’inaugurazione di Fotografia Europea, venerdì seraai chiostri di San Pietro, Ettore Rocchi è stato visto confabulare fittamente col ministro Graziano Delrio.

I consiglieri assenti al momento della votazione erano Fabiola Moscardi rappresentante del Comune di Genova, Anna Ferrero rappresentante del Comune di Torino e il vicepresidente Lorenzo Bagnacani, manager reggiano, nominato da Pizzarotti in Iren (quindi rappresentante del comune di Parma), noto per la sua battaglia contro l’inceneritore di Cavazzoli.

Ambienti Iren minimizzano la mancata elezione di Rocchi, e parlano di rinvio al prossimo cda di giugno. Tuttavia altri addetti ai lavori sottolineano come l’aver fatto mancare il numero legale equivalga a un atto di sfiducia politico bello e buono. Non è un mistero del resto che la fulminea carriera del docente e avvocato d’affari reggiano, attualmente presidente di Iren Energia, costituisca da tempo uno degli elementi non secondari  di frizione tra i soci pubblici del patto di sindacato.

C’è chi si chiede anche quali siano le arcane ragioni sia dello scontro intorno a Rocchi, sia della determinazione con cui l’amministrazione reggiana e il Pd fanno quadrato intorno al giurista.

Che il professore sia particolarmente influente, e ben sostenuto dall’alto, non è in discussione. Ma lo scontro almeno in questa fase riguarderebbe non solo e non tanto la figura del candidato vicepresidente, quanto una scontro diretto fra i soci per la spartizione delle poltrone del Cda.

Rocchi alla vicepresidente dovrebbe sostituire Andrea Viero, fedelissimo di Delrio,arrivato a Reggio come direttore generale di Enia, e  che ha lasciato il gruppo Iren in vista di un incarico di primo piano a Roma: si parla di una nomina governativa nel fondo destinato a sostenere le fusioni delle multiutility.  In cda verrebbe così a liberarsi un posto, che Reggio Emilia rivendica per sé in base agli accordi consolidati.

Senonchè questa interpretazione verrebbe contestata dal sindaco di Genova Marco Doria (che non considera Viero un “reggiano”) che invece vuole per un suo uomo il posto  il posto liberato da Rocchi, evidentemente per avere più nel momento in cui Iren ha di fronte partite cruciale, come la (contestata) fusione con A2A, e l’incorporazione dell’azienda rifiuti Amiu in Iren.

Se effettivamente è in atto uno scontro, il primo round se l’è aggiudicato Genova che ha ottenuto l’appoggio dei rappresentanti di Torino e di Parma, riuscendo a bloccare l’ascesa di Ettore Rocchi. A rigor di logica, se vorrà ottenere il rispetto degli, Reggio Emilia dovrà rinunciare a un posto nel cda, o almeno scendere a un compromesso. A meno, naturalmente, di una rinuncia alla vicepresidenza.

Sulla questione, intanto, interveniene il gruppo Cinquestelle alcomune di Reggio, che a Vecchi di ritirare il nome Rocchi e convergere su un nome condiviso da tutti i soci. Il gruppo M5S presenterà un’interrogazione firmata da tutti i consiglieri: Norberto Vaccari (capogruppo), Alessandra Guatteri, Ivan Cantamessi, Paola Soragni, Gianni Bertucci, Silvia Incerti.

“Riteniamo che un’unità di intenti tra i soci del gruppo IREN sia necessaria  per affrontare con la dovuta rapidità ed equità le esigenze dei territori relativamente alle gestione dei beni comuni e di servizi fondamentali per la qualità della vita dei cittadini – scrivono i consiglieri Cinquestelle  – Dopo due anni di stallo causate dalle vicende connesse al cambio di governance e agli avvicendamenti degli Amministratori Delegati, IREN  sembrava avere recuperato unità e riteniamo necessario  che tale unità si dimostri  anche rispetto alla figura del Vicepresidente, carica rilevante a cui saranno attribuite importanti deleghe.

L’elezione di un nome non condiviso -sottolineano i consiglieri -non farebbe che dimostrare ancora una volta come i giochi di potere siano più importanti della necessità di definire le figure  determinanti per la vita del gruppo IREN in modo da garantire l’efficacia della propria azione sui territori nel rispetto dei cittadini di tutti i Comuni.

Con un’interrogazione chiediamo quindi al Sindaco di Reggio Emilia,

– come il Comune di Reggio Emilia intenda porsi rispetto alle divisioni tra i soci palesatesi nel CDA del 14 maggio scorso;

– se il Comune di Reggio Emilia intenda confermare la candidatura già presentata, che però pare non avere incontrato i favori di Genova, Parma e Torino;

– se il Comune di Reggio Emilia non ritenga opportuno convergere su un altro nominativo che sia condiviso da tutti i soci. “

 

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