Tangenti Policlicnico, Coopservice nella bufera per l’Appaltone. Quali rapporti con Cencetti, Amadei e Giannotti?

30/5/2015 – Con uno stringatissimo comunicato emesso dal quartier generale di Pratofontana,  il gruppo Coopservice dichiara “prive di fondamento” le vicende per le quali è sotto inchiesta da oltre un anno per ilgiro di presunte tangenti per li appalti del Policlinico di Modena e “ribadisce ancora una volta la propria totale estraneità alle vicende oggetto di indagine”. Inoltre “chiarisce che  il Presidente Roberto Olivi è coinvolto solo in quanto legale rappresentante di Coopservice”. Infine conferma” la massima disponibilità a collaborare con gli inquirenti, certa di poter dimostrare che le proprie azioni sono da sempre improntate al rispetto delle regole e alla trasparenza”.

La dichiarazione di Coopservice , ancora una volta avara di dettagli, è arrivata poche ore dopo le notizie sulla chiusura delle indagini della procura della Repubblica di Modena, con sessantasei indagati tra persone fisiche, imprese e associazioni, sul sistema messo in atto – secondo la procura – dall’ex direttore del Policlinico Massimo Cencetti “per far ottenere importanti appalti a cooperative c.d. “rosse” dirottando le “elargizioni” sulla onlus di Cencetti. Numerose le cooperative coinvolte, dal Ccc alla Cmb alla Cpl Concordia per l’appalto delle centrali termiche. E’ bene precisare che l’inchiesta modenese è esplosa molto prima di quella di Ischia che ha fatto scoppiare il bubbone degli appalti Cpl.

Prima di andare al Policlinico, Cencetti era stato direttore del Magati di Scandiano.

Coopservice è coinvolta per il cosiddetto Appaltone, un global service novennale da 130 milioni, vinto nel 2009 insieme a Cir Food, Servizi Italia (controllata da Coopservice), Ccc di Bologna, Coop facchini e portabagagli, Acea costruzioni e altri, e di cui il colosso cooperativo reggiano era capofila (da qui i guai per Roberto Olivi e altri manager).

Lei ipotesi di reato, sulle quali i pm Marco Niccolini e Pasquale Mazzei hanno chiuso le indagini, sono di associazione a delinquere,corruzione, turbativa d’asta e altre ancora.  Gli imputati, va da sè, rischiano grosso, e le imprese rischiano di finire delle black list. Ciò spiega la secca reazione di Coopservice.

Secondo i sostituti modenesi al centro del sistema corruttivo vi erano tre associazioni di promozione:  la Hospital Facility Management di Carpi (che fa capo a Cencetti ), la reggiana Multiline  di Mauro Amadei con sede a Reggio Emilia in via fratelli Cervi 68 e la Gutenberg di Arezzo che con la fondazione Sicurezza in Sanità fa capo all’ex senatore Vasco Giannotti, che è stato un esponente nazionale del Pci.

Il sistema, sempre secondo la Procura, era collaudato: le imprese vincitrici degli appalti versavano sostanzioni contributi, sotto forma di liberalità e sponsorizzazioni, alle associazioni legate in una maniera o nell’altro alla politica al management della sanità pubblica.

Nella convalida dei sequestri di beni e conti correnti a carico di 29 indagati, il Gip Paola Losavio scrisse che nel giro degli appalti “emergevano compensi e vantaggi percepiti dal Cencetti in relazione all’arbitraria preferenza accordata in sede contrattuale alle imprese private con evidente concretizzazione dell’ipotesi tipica di corruzione”.

Ma era veramente corruzione, o piuttosto contributi liberali e benemeriti per attività culturali, di promozione esolidarietà? In fondo, il dilemma può applicarsi alle famose scarpe distribuite da Achille Lauro prima e dopo le elezioni, o alle sottoscrizioni volontarie della  Cpl alle sezioni del partito.

Va ricordato che un anno fa, il 5 e 6 giugno 2014, proprio nei giorni dell’inchiesta Policlinico, era stato annunciato a Reggio Emilia  un mega convegno – ironia della sorte – su “Efficienza e innovazione negli appalti di servizi nell’era della Spending Review” con sfilata di decine di relatori ed esponenti della sanità di mezza Italia, in primis emiliana e toscana, al Golf Club Canossa di San Bartolomeo.

Organizzavano guarda caso la Hospital Facility Management di Cencetti e la Gutenberg di Vasco Giannotti. I main sponsor erano, pur pura coincidenza,   Servizi Italia e Coopservice (capofila, come detto dell’Appaltone da 30 milioni del Policlinico).

Il convegno fu smontato e sospeso, catering e resort disdettati in fretta e furia. C’è un limite anche all’improntitudine, specialmente quando si parla di “innovazione negli appalti”.

 

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Una risposta a 1

  1. Fausto Poli Taneto Rispondi

    02/06/2015 alle 09:35

    Come al solito finira’ in un nulla di fatto. Mi pare che sia Rosaria Bindi e Cantone avranno vita dura. E poi, Coop, non sentite che parolona ? Difficile mettere il bastone fra le ruote a certi colossi.

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