Fusione comuni del crinale: la Cisl vota sì. “Ma vanno garantiti e migliorati i servizi ai cittadini”

29/5/2015 – Il sì all’unificazione dei comuni del crinale appenninico reggiano (Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto) è il primo atto politico compiuto dalla neonata Cisl Emilia Centrale, in cui si sono fuse le organizzazioni di Reggio e di Modena e che ieri sera a Modena ha eletto i nuovi gruppi dirigenti. I cittadini dei quattro comuni, è noto, saranno chiamati ad esprimersi con un referendum domenica prossima 31 maggio.

La Cisl Emilia Centrale prende posizioni con un documento firmato dai segretari Lucaferri e Margherita Salvioli Mariani, oltre che dai segretari della Funzione pubblica Roberta Roncone e Davide Battini.

Margherita Salvioli Cisl

Margherita Salvioli Cisl

La Cisldunque si è esprime in modo favorevole alla fusione, ma ammonisce che dopo dovranno essere comunque garantiti e anzi migliorati i servizi di prossimità ai cittadini. L’unificazione, insomma, non può significare abbandono ma l’esatto contrario.

“Mancano ormai pochi giorni al referendum che vedrà i 4000 cittadini esprimersi sull’unificazione dei comuni di Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto. E’ necessario dire chiaramente che il percorso scelto in modo lungimirante dagli amministratori di questi comuni è condivisibile e ci si aspetterebbe più coraggio da tanti altri amministratori invece di moltiplicare le unioni e spesso le spese – scrive la Cisl Emilia Centrale –  Ognuno di noi è ben a conoscenza delle difficoltà della finanza pubblica, dei crescenti tagli dei trasferimenti dello stato agli altri entri pubblici. Una delle soluzioni è quella di accorpare. Si sta verificando con le aziende sanitarie, con le Camere di Commercio, per le province -in attesa di sapere il loro destino – si stanno ipotizzando enti di area vasta. I comuni presentano margini di risparmio e di efficientamento della loro azione da unificazioni che, rispettando la loro identità e storia, sappiamo mettere in comune e sfruttare servizi e attività amministrative.

Per la montagna questo è reso ancora più urgente per il fatto che si tratta di un territorio con forti disagi, che deve trovare risposte importanti da tutti gli attori istituzionali per evitare l’abbandono di un territorio fondamentale per la nostra economia ed il benessere della provincia.

Così anche i comuni per i servizi forniti dovranno garantire una adeguata presenza anche dopo la fusione. Ci convince poco in questo senso l’affermazione dei comuni di poter ridurre, tramite il mancato turn-over, il personale presente.

L’unificazione richiederà investimenti e non potrà essere la porta di ingresso a possibili disinvestimenti che si potrebbero ripercuotere su altri servizi. Il tema della sanità deve trovare risposte forti e chiare sia a livello regionale che locale, il tema della viabilità deve trovare continuità rispetto una provincia in crisi di risorse, il tema dell’imprenditorialità deve trovare sostegno rispetto una Camera di Commercio che vede diminuire i propri contributi. E’ necessario l’impegno di tutti e non solo dei cittadini che domenica saranno chiamati a decidere.

Luca Ferri, Cisl Emilia centrale

Luca Ferri, Cisl Emilia centrale

Per quanto riguarda i lavoratori ci hanno stupito alcune affermazioni degli amministratori che ad oggi non trovano nessun riscontro rispetto un confronto necessario e, ci sia permesso di dirlo, reale rispetto possibili risparmi sul personale. Sulle posizioni organizzative si poteva intervenire già da tempo rispetto duplicazioni, con il nuovo ente si dovranno riconoscere diverse professionalità.

Infine non possiamo tacere che i risparmi che si produrranno saranno anche merito di chi giorno dopo giorno contribuirà con il proprio lavoro (parliamo non solo dei circa 30 dipendenti dei comuni coinvolti ma anche di quelli dell’Unione) a raggiungere gli obiettivi, e allora è necessario che una parte di questi risparmi come prevede il Decreto Legge 98 del 2011 (cd. Legge Brunetta) all’articolo 16 sia destinata ai lavoratori che dovranno trovare inoltre le risposte più adeguate rispetto le collocazioni. Sia l’unificazione un’occasione per valorizzare le professionalità presenti, avvicinare al domicilio vista la mobilità già di per sé difficoltosa, costruire le nuove professionalità che sono necessarie a questi territori”.

 

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