Fuori da Iren, De Sanctis fa carriera: ora è ceo di E.on. Perchè abbiamo pagato 950 mila euro per cacciarlo?

di Alessandra Guatteri*

“Domandare è lecito, rispondere è fantasia. Questa è la condizione in cui si trovano i cittadini soci di IREN quando fanno domande rispetto a quello che succede nell’azienda di cui i loro Comuni detengono azioni.

Nicola De Sanctis, colui che secondo il Sindaco Luca Vecchi non era in grado di produrre un piano industriale, colui che secondo il Presidente di IREN Profumo non aveva le competenze necessarie per gestire i processi di integrazione del gruppo, colui che per non si sa quale motivo è stato dimissionato da IREN con la celeberrima buonuscita da 950.000 euro premio di risultato compreso, proprio lui  è diventato l’Amministratore Delegato di E.on Italia,

Nicola De Sanctis, quindi,  avrà l’obiettivo gestirà il programma di dismissioni della divisione italiana di uno dei principali  gruppi energetici europei.

E noi per consentire ai vertici di IREN di gestirsi le loro diatribe interne (non è sospetto che si selezioni un manager di quel livello e che dopo poco lo si ritenga inadeguato? chi ha sbagliato? chi non era d’accordo?) e per  consentire a De Sanctis di fare  carriera abbiamo sborsato, attraverso le bollette che paghiamo alla multiutility, centinaia di migliaia di euro nel silenzio di chi ci governa.

Ci si chiede, a questo punto, che senso abbia per un Comune investire soldi in un’azienda privata, quotata in Borsa, che naviga con le regole proprie di chi deve solo erogare dividendi, senza nessun interesse per la collettività.

La contropartita sono i 5 milioni  di euro di dividendi?  E se si dismettessero le azioni di IREN valutate 110 milioni e le si reinvestissero nei beni comuni quanto ci guadagnerebbero i cittadini? Di certo non ci guadagnerebbero coloro che con i giri di poltrone cercano benefici individuali”.

*Gruppo Consiliare Movimento 5 Stelle Reggio Emilia

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