“Fondere Scandiano, Casalgrande, Castellarano e Rubiera”. Pagliani: un Comune unico di 75 mila abitanti per la zona ceramiche

15/5/2015 – “Le Unioni dei comuni hanno fallito pesantemente, ora è indispensabile fondere  i comuni del comprensorio ceramico reggiano; Scandiano, Casalgrande, Castellarano e Rubiera”. E’ la sfida lanciata da Giuseppe Pagliani, l’avvocato di Arceto capogruppo di Terre Reggiane – Forza Italia in Provincia.

Secondo l’avvocato di Arceto la strada della fusione è l’unica utile per realizzare risparmi e concreti benefici per le popolazioni, alla luce dell’insuccesso dell’Unione Tresinaro-Secchia.

Giuseppe Pagliani

Giuseppe Pagliani

 

“Dopo oltre sei anni dalla nascita,  il bilancio che possiamo trarre dall’unione dei comuni Tresinaro – Secchia è senza dubbio negativo – afferma Pagliani – All’epoca avevamo votato positivamente proprio nella prospettiva di giungere dopo alcuni ani alla fusione dei Comuni.  Questa Unione doveva rappresentare una opportunità, a costi ridotti, per migliorare sensibilmente i servizi, cosa non avvenuta se non per la nuova centrale unica della Polizia Municipale e per la digitalizzazione informatica dei dati amministrativi dei Municipi: troppo poco alla luce delle premesse e dello sforzo intrapreso nell’organizzazione di un nuovo ente, che si è agiunto a quelli esistenti, con relativi dirigenti, consiglio e funzioni specifiche”.

E’ una impasse – aggiunge – “che si può risolvere solo avviando ora il percorso amministrativo di fusione dei comuni del comprensorio delle ceramiche: è questo del resto l’obiettivo che ci eravamo dati oltre cinque anni fa votando per la nascita dell’Unione Tresinaro -Secchia”.

“A nostro avviso tutto ciò che è stato non avrà senso se non si avvierà in tempi relativamente veloci l’iter burocratico per unire i comuni, riducendo sensibilmente tutti i costi burocratici ed amministrativi di governo del nostro territorio”.

I comuni di Scandiano, Casalgrande, Castellarano e Rubiera – sottolinea Pagliani – “sono omogenei dal punto di vista territoriale, economico e sociale e come tale possono dare vita ad un unico ente amministrativo di circa 75mila abitanti, in grado di rappresentare un unico rilevante interlocutore e centro di servizi insieme ai vicini comuni di Reggio Emilia e Sassuolo”.

Per questo “è indispensabile un passo avanti anche da parte degli amministratori locali da sempre troppo interessati a tutelare il proprio comune per mantenere rendite di posizione politiche ed amministrative  che questa nuova fase economica non può più permettere. Dai risparmi ottenuti dalla riduzione dei costi possiamo garantire più risorse ai servizi alla persona posti fortemente a rischio dalla crisi economica che imperversa anche nei nostri territori”.

 

 

 

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