Alessia, da 13 anni in Italia, promessa del taekwondo: per la legge non potrà andare alle Olimpiadi

6/5/2015 – “Ho condiviso la campagna dell’allora sindaco di Reggio Emilia Delrio “L’Italia sono anch’io”: questo è il momento di riproporne con forza l’obiettivo di dare la cittadinanza italiana ai giovani a cui spetta ben prima dei diciotto anni. Una battaglia di civiltà, per le tante Alessia del nostro Paese”.

Alessia Korotkova
Andrea Rossi, sottosegretario alla presidenza della Regione Emilia-Romagna commenta così la vicenda della giovane Alessia Korotkova, originaria di Tomsk, in Siberia, residente a Reggio Emilia dal  2002, quando i genitori si sono trasferiti in Italia per lavoro. Alessia, sedici anni di cui gli ultimi tredici in Italia, è una giovane promessa del taekwondo. Ma non potrà portare i colori dell’Italia alle prossime Olimpiadi: per la legge non è ancora italiana.
“Penso ai suoi allenamenti, alla passione e all’entusiasmo che la accompagnano in questo sport, che pratica da tempo – prosegue Rossi – Penso a un Paese che lei oramai sente come il suo, che l’ha accolta quando aveva tre anni. Penso ai suoi compagni di scuola e di squadra. Nonostante la si possa definire italiana Alessia sembra però non esserlo abbastanza, almeno per sfoggiare la divisa italiana ai giochi olimpici. Alessia forse non è italiana per l’anagrafe, ma lo è nel cuore, e per tutti quelli che, come il sottoscritto, vorrebbero vederla difendere i colori azzurri alle prossime Olimpiadi”.

Il caso di Alessia Korotkova è stato sollevato dalla Cisl di Reggio Emilia, a seguito di un incontro tra la giovane atleta e Aziz Sadid, coordinatore dell’Anolf (Associazione nazionale oltre le frontiere) Cisl Reggio Emilia. “Secondo la legislazione italiana – spiega Aziz – indossare la maglia delle nazionale è per Alessia impossibile. Per ottenere la cittadinanza del nostro Paese dovrà attendere il compimento del 18° anno, oltre a dimostrare di essere residente da almeno 10 anni e avere tre denunce dei redditi alla mano o qualcuno che possa garantire per il suo sostentamento”.

Alessia Korotokva con Aziz Said e Daniele Frascari

Alessia Korotkova con Aziz Said e Daniele Frascari

“Alessia ha vinto i campionati italiani e la Coppa Italia – osserva Daniele Frascari, allenatore della Taekwondo Tricolore -, le due prove tramite le quali si accede alla Nazionale, e sta esprimendo il suo incredibile talento al massimo ora. Si è da sola creata una strada nello sport, strada che, di fatto, non ha la possibilità di percorrere”. Alessia è arrivata in Italia da Tomsk, in Siberia – dove la distanza tra le palestre si misura per ore di distanza – , al seguito dei genitori, emigrati per lavoro: era il 2002. Sempre per lavoro, ora il papà è dovuto nuovamente emigrare all’estero, mentre la mamma è qui e cerca lavoro.

“Una situazione difficile e comune a tanti giovani o immigrati o nati in Italia ma figli di immigrati, privi della cittadinanza anche se stabilmente qui residenti – osserva Margherita Salvioli Mariani, segretaria generale Cisl Reggio Emilia –. E’ quanto avviene in diverse classi degli istituti scolastici della Provincia, come quella di Alessia che è a base prevalente di figli di immigrati che pur vivendo, studiando, crescendo qui… non possono essere cittadini italiani sino a quando il ‘sistema’ li definirà tali. Dinnanzi a chi rispetta le regole è un dovere della società dare risposte concrete in linea con la dignità delle persone”.

Alessia studia come segretaria d’azienda al Filippo Re, ma la sua vera passione è questa disciplina che, in provincia è praticata da 300 sportivi in 4 centri diversi. “Tra Taekwondo e Alessia è stato amore a prima vista nel 2011 – aggiunge l’allenatore Frascari – e, da allora, la campioncina reggiana ha bruciato le tappe a suon di duri allenamenti. Giusto per capirci le 2 ore di allenamento al giorno 5 o 6 volte a settimana l’hanno portata, oltre i trionfi nazionali, a salire sul podio di importanti competizioni internazionali, i così detti “Tornei G”, che assegnano punteggi validi per i ranking mondiali e per la qualificazione alle Olimpiadi. E’ successo in Croazia dove Alessia ha conquistato la medaglia di bronzo e si è ripetuto in Olanda, dove addirittura è salita sul gradino più alto del podio, nonostante per lei fosse solo la quarta partecipazione ad un torneo di questa levatura. E’ attesa in Austria a maggio.

Purtroppo senza la cittadinanza italiana questi risultati rischiano di rimanere senza seguito, poiché non essendo cittadina italiana Alessia, può sì partecipare alle massime manifestazioni nazionali, come Campionati Italiani e Coppa Italia, ma non è convocabile dalla Nazionale Italiana e questo le preclude la possibilità di partecipare ad alcune competizioni, quali Campionati Europei, Mondiali e Olimpiadi. Ad ottobre in Turchia si svolgeranno i Campionati Europei, Alessia volentieri darebbe il suo contributo tra gli azzurri e ne avrebbe tutto il diritto avendo trionfato in tutte le manifestazioni nazionali alle quali ha potuto prendere parte (Campionato Italiano e Coppa Italia 2015 e Coppa Italia 2014) :“Mi sento italiana e uguale a tutti i miei compagni”, dice lei, che si sente reggiana a tutti gli effetti, ma purtroppo per le Leggi italiane non è così.

Il rischio? Che qualche ricco paese – dove le norme sulla cittadinanza sono assai diverse – possa decidere, come lecitamente si è già fatto, di autocostruirsi la squadra ‘pagando’ l’appartenenza e la cittadinanza di campioni di altri paesi. Un paradosso che, se si trattasse forse di calcio, si sarebbe forse già sanato.

Alessia

“In definitiva – conclude Aziz Sadid dell’Anolf – chiediamo di riformare la legge sul riconoscimento della cittadinanza italiana, accorciare il periodo dei 10 anni di residenza continuativa e, in particolare, di differenziare tra studenti e lavoratori, tenendo conto anche di quello che la persona, come in questo caso Alessia, può dare come contributo al Paese

COSA E’ IL TAEKWONDO

e’una disciplina sportiva di combattimento, derivata da un’arte marziale, uno sport olimpico che conta 26 000 praticanti in Italia, dei quali 300 a Reggio Emilia dove la società Tricolore è attiva dal 2000.

IL PARADOSSO

“Non ho assolutamente nulla di diverso, ma mi pesa parecchio l’impossibilità di rappresentare l’Italia” afferma Alessia. Di fatti, chi le è arrivato secondo in Italia potrebbe essere scelto a rappresentare i colori azzurri. Due suoi amici, un albanese e un moldavo, hanno il medesimo problema, vivono qui, si allenano qui e combattono contro di noi. Ma la scelta di Alessia è rappresentare il Tricolore.

Il regolamento del Coni consente a tutti i cittadini minorenni, indipendentemente dalla cittadinanza, di partecipare ai campionati italiani. È una opportunità di crescita. Così Alessia, selezionata dall’Emilia Romagna, ha partecipato alla Coppa Italia, ma non potrà essere selezionata dalla federazione italiana per partecipare a Campionati Mondiali ed Europei.

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