Al Santa Maria Nuova si fa ricerca sui cibi anti-tumori. Convegno di “nutraceutica” con apericena medicinale per tutti

7/5/2015 – Al Santa Maria Nuova si studiano alcune sostanze contenute negli alimenti che un domani potrebbero diventare veri e propri farmaci antitumorali.

E venerdì 8 maggio la Nutraceutica sarà protagonista di un convegno al Centro Malaguzzi, nel 50° dell’Arcispedale, dedicato alla prevenzione oncologica e ai principi fondamentali per una corretta alimentazione. In platea 180 studenti dell’Istituto alberghiero “Motti” per una formazione che tenga conto dei saperi più avanzati.

Alla sessione teorica seguirà la pratica in cucina che si concluderà con la degustazione di un apericena  aperto a tutta la cittadinanza.

Gli Egizi, i Cinesi, i Sumeri sono solo alcune delle antiche civiltà che avevano compreso come gli alimenti possano essere usati in modo efficace come medicine per curare e prevenire le malattie. E’ questo il principio alla base della nutraceutica, una delle discipline al centro del Convegno su Nutrizione e Prevenzione Oncologica organizzato dal Santa Maria Nuova per l’8 maggio al Centro Malaguzzi di Reggio Emilia.

Disciplina in grande sviluppo, la nutraceutica (la cui definizione è una fusione delle parole nutrizione e farmaceutica) studia gli elementi che si suppone abbiano una funzione benefica sulla salute umana come piante, animali, minerali o microrganismi. Ne parlerà la dott.ssa Adriana Albini, direttore del Dipartimento Infrastruttura Ricerca e Statistica Asmn-Irccs.

All’incontro, che si svolgerà a partire dalle ore 9, interverranno oncologi, ricercatori e nutrizionisti impegnati a favorire la conoscenza delle regole della buona tavola che dia soddisfazione al gusto, alla vista e all’olfatto nel rispetto dei principi che favoriscono la salute del corpo.

Naturalmente la buona tavola non basta per la prevenzione delle patologie tumorali. Un grande studioso reggiano, il professore Ercole Cavalieri di Campagnola, da oltre 40 anni ricercatore e docente  a Omaha, in Nebraska, ha dimostrato per via chimica l’efficacia di alcune sostanze, come il resveratrolo contenuto negli acini e nel graspo dell’uva nella prevenzione di alcuni tumori (cancro al seno, all’utero, alla prostata, alla tiroide, linfoma non Hodgkin). Ma la loro azione si esplica solo assunte in dosi farmacologiche. Ed è proprio qui che entra in ballo la Nutraceutica, che studia anche l’utilizzo di determinati cibi come veicolo di sostanze curative. Lo yogurt anti-colosterolo è un caso di scuola.

Alimenti che curano dunque, ma non soltanto. Venerdì al centro Malaguzzi si parlerà anche di Nutrizione Clinica, una specialità dell’area medica che si occupa dei rapporti tra stato di nutrizione e salute dell’uomo. Si interessa, in particolare, di valutare, prevenire e curare la malnutrizione per eccesso, la malnutrizione per difetto e/o la malnutrizione selettiva e le alterazioni metaboliche nel malato e nell’individuo a rischio nutrizionale. A parlarne sarà il dottor William Giglioli, responsabile Funzione aziendale di Nutrizione Clinica e Centro Metabolico a interesse oncologico del Santa Maria Nuova.

Le due sessioni saranno introdotte dal dottor Ermanno Rondini, medico della Struttura complessa di Oncologia del Santa Maria Nuova e presidente della Lega italiana per la lotta contro i tumori di Reggio Emilia, e dalla dottoressa Silvia Fanello, anch’essa oncologa del Santa Maria Nuova. Ci sarà il tempo per parlare di sport e alimentazione con il dottor Massimo Pellegrini, docente di Scienze Tecniche Dietetiche Applicate dell’Università di Modena e Reggio Emilia e per soffermarsi sulla migliore preparazione delle merende e su come trasformare gli snack in alleati della salute con l’associazione “Disanapianta

Al termine dei lavori sarà dato spazio agli interventi degli studenti e nel corso del pomeriggio un gruppo di loro si trasferirà in cucina. Sotto la guida di uno chef professionista e seguendo i principi condivisi al mattino, verrà preparato un buffet. Alle ore 18.00 verranno offerte le degustazioni sulla terrazza del ristorante Pause al primo piano del Malaguzzi, sono aperte le iscrizioni gratuite per chi volesse partecipare.

Hanno contribuito all’evento offrendo i loro prodotti: Azienda Agricola Bio Valerio Abbiate, Biogold, Retebio, Cantina sociale di Puianello.

La Nutraceutica e le ricerche che si fanno al Santa Maria Nuova

La prevenzione si può “servire a tavola”: alimenti e bevande contengono infatti molecole in grado di proteggere il nostro corpo, e di “bloccare” le malattie metaboliche, cardiovascolari  e oncologiche prima ancora della loro insorgenza. Esistono dei cibi che per le loro proprietà salutari possono essere considerati dei veri e propri farmaci e si definiscono “farmacoalimenti”. Tra i cibi “medicina”: broccoli e cavolini di Bruxelles, soia, riso integrale, il pesce azzurro ricco di acidi grassi insaturi omega tre e anche condimenti e spezie come l’olio di oliva, aglio e cipolla, curry e peperoncino, alcuni frutti, in particolare le mele, ma anche quelli blu e viola che contengono antocianine, e gli agrumi, con pectine, acido perillico e i terpenoidi delle bucce. La “Nutraceutica” (fusione dei termini “nutrizione” e “farmaceutica”) è una recente disciplina scientifica che studia gli alimenti o i loro principi attivi per i loro effetti benefici per la salute, e per le proprietà preventive, si tratta dunque di quello che si potrebbe definire l’uso di una “Farmacia in tavola”.

Gli specialisti del Santa Maria studiano la nutrizione dal punto di vista clinico. Nei Laboratori di Ricerca Traslazionale dell’Arcispedale Santa Maria Nuova, diretti dalla dottoressa Albini, si analizzano le molecole derivate da cibi e bevande che appaiono salutari, si studiano in estratto, oppure si isolano e/o se ne sintetizzano dei derivati e se ne scoprono le singole proprietà: da alcuni cibi e i loro estratti si può pensare di ricavare dei veri e propri farmaci antitumorali. 

Gli studi che vengono svolti attualmente presso il Laboratorio di Ricerca Traslazionale sono sullo Xantumolo, un flavonoide che si ritrova nel luppolo che viene comunemente usato per la produzione della birra e sull’estratto delle acque di vegetazione, derivato da un processo collaterale della spremitura dell’olive per la produzione dell’olio.

 

 

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