Via Turri, staccati acqua calda e riscaldamento a 1.500 persone. Tecnici scortati dalla polizia

1/4/2015 – Iren ha iniziato iniziato oggi alle 12 i distacchi delle utenze del teleriscaldamento e dell’acqua calda in otto condomini morosi di via Via Turri e via Paradisi, a Reggio Emilia. I tecnici erano scortati dalla Polizia per compensibili ragioni di sicurezza. Dalle 9 di stamani sin dopo l’una in zona sono rimasti alcuni giovani del Tavolo No Multiutility.
” Purtroppo, i distacchi sono iniziati alle ore 12. E nel modo peggiore, con la scorta della polizia – scrive Francesco Fantuzzi, animatore del Tavolo – Scene cui non avremmo voluto assistere e che testimoniano che Iren, ormai, intrattiene un mero rapporto commerciale con la comunità, nonostante questa la sostenga con le proprie bollette, e che non risponde al controllo di azionisti pubblici deboli e lontanissimi dai propri cittadini che dovrebbero rappresentare”. 
Chiede Fantuzzi: “Il Sindaco Vecchi e l’Assessore Sassi non hanno nulla da dire?
Accettano supinamente che Iren spenda 12 milioni di euro di sponsorizzazioni e non sia disponibile a investirne una parte nel quartiere stazione per riqualificare energeticamente gli immobili e rientrare così del proprio credito? 
Non si preoccupano che il quartiere si balcanizzi e che scatti una guerra tra poveri dove ognuno farà per se, con impianti spesso non a norma?”. 
“Davvedo una scena orribile e imbarazzante.
Come imbarazzante è una politica prona agli interessi di un’azienda che rischia di saltare per aria, come le bombole del gas negli appartamenti di Via Turri”. 

VIA TURRI, PRIMO QUARTIERE ITALIANO A SUBIRE UNA “PUNIZIONE COLLETTIVA”
1/4/2015 – Da oggi via Turri è ufficialmente il primo quartiere italiano a subire una  punizione collettiva per colpa degli inquilini morosi, ma anche per l’incapacita delle amministrazioni di affrontare una situazione molto complicata con gli strumenti giusti. 
 Da oggi, se nulla accadrà in queste ore, quasi quattrocento famiglie di otto condomini di via Turri e via Paradisi non hanno più  acqua calda nè teleriscaldamento. Iren ha tagliato le forniture, che da mesi erano già razionate. Il grave è, non essendoci contatori individuali del teleriscaldamento,  il blocco colpisce anche le famiglie che per la loro parte hanno
pagato le bollette. Subiscono il danno e la beffa: non sono morosi, ma Iren e il Comune li trattano come tali. Forse perchè riconoscere le loro ragioni significherebbe fare il mea culpa per anni di lassismo e per l’incapacità, o non volontà, di risolvere il problema della responsabilità degli inquilini attraverso l’installazione dei contatori individuali. Ma bisogna che qualcuno spieghi come può coniugarsi una situazione del genere con il concetto stesso di città civile. Altro che “città delle persone”, è piuttosto la città della decimazione: a chi tocca tocca, e non importa se paga un innocente. 
La situazione già grave di via  Turri (un concentrato senza precedenti a Reggio di disagio sociale, immigrazione
incontrollata, clandestini, prostituzione, spaccio di droga e di innumerevoli irregolarità che l’hanno trasformata in una corte dei miracoli) si è trasformata in un’emergenza dalle mille facce, pronta a esplodere. Qualcuno dovrà pur rispondere. 

Oggi è scesa in campo la Cisl (che ha la sua sede provinciale nella zona) con prese di posizione duramente critiche verso l’amministrazione. 
“La situazione di via Turri non fa onore alla democratica città del Tricolore. Staccare l’acqua calda e il riscaldamento a chi ha pagato è palesemente antidemocratico” afferma Luciano
Semper, segretario della Fnp, il sindacato pensionati della Cisl.
“Ci spiace contraddire l’assessore Sassi  – fa eco Loris Cavalletti, segretario della Fnp Cisl Emilia-Romagna  – ma è evidente  in piazza sono scese le persone che, invece, hanno sempre pagato le utenze e reclamano quello che dovrebbe essere un loro diritto (Il riferimento è al presidio di lunedì
pomeriggio sotto il comune, ndr.)
 Spiace, anche, ricordare che una soluzione semplice la Cisl la aveva proposta: gli utenti avrebbero pagato ma, dall’altro canto, Iren doveva individualizzare le utenze e i relativi contratti. In questo modo si sarebbe lasciato il servizio a chi ha mantenuto fede agli impegni e lo si sarebbe tolto (giustamente) a chi su questa cosa ha marciato. Perché questo non è stato fatto?”
“E al disagio sociale (che non osiamo pensare come possa evolvere) c’è anche un problema di sicurezza – attacca perentorio Marino Favali, segretario distretto Fnp Cisl di Reggio Emilia – perché ora la gente sta provvedendo autonomamente a riscaldare ambienti e acqua. Se si portano le bombole in casa si generano condizioni di pericolo inaccettabili per una società civile. E’ del tutto evidente che il mancato governo di quanto accaduto, che coinvolge in primis sia Comune che Iren, ha fatto cessare del tutto il dialogo che faticosamente avevamo provato ad avviare già due
anni fa, con la proposta di un primo tavolo di confronto. Il debito, intanto, è cresciuto a dismisura per inerzia e ha assunto livelli mostruosi: non si può chiedere a chi ha sempre pagato di farsi carico delle spese di altri!”.
Semper, Cavalletti e Favali concludono all’unisono con una proposta: “Un tavolo di confronto tra Iren, Comune, cittadini e le organizzazioni sindacali, le associazioni che si sono sin qui profuse per la soluzione del problema e l’integrazione
della zona. Ogni altra diversa scelta calata dall’alto potrà generare solo malcontento e situazioni di rischio”.

LA BOMBA SOCIALE DI ZONA STAZIONE: “QUATTRO ASSESSORI INCAPACI”

1/4/2015 – “La bomba sociale della Zona Stazione  sta per esplodere e questo dimostra che la Giunta non si sta occupando nemmeno delle emergenze di un quartiere che necessiterebbe di misure specifiche.
Quatteo  assessori (Sassi, Maramotti, Foracchia, Montanari) si dovrebbero fare carico  di una zona in particolare difficoltà , 4 assessori che in un anno non sono stati in grado di definire una politica seria e condivisa per risolvere la situazione.

 Il Comune da anni è distratto da altre aree e impegnato a dare valore a quello che non c’é  (Area nord, ex Reggiane), dimenticandosi di curare quello che già esiste. Lo dimostra l’’avere scientemente trascurato lasciando all’’inesorabile degrado ed all’abbandono tutta una grande parte della città, fra via Turri, la via Emilia e la stazione storica.

Questo rischia di avere conseguenze devastanti per i cittadini che vi risiedono, ma anche per tutta la città.
La Zona Stazione è la vera porta di Reggio Emilia e l’’immagine che ne risulta racconta tutto delle capacità delle amministrazioni degli ultimi anni.  Il M5S cercherà al più presto un contatto diretto con i cittadini  lasciati soli da questa amministrazione e  porterà la questione in Consiglio Comunale.
(il Gruppo Consiliare del Movimento 5 Stelle)

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5 risposte a Via Turri, staccati acqua calda e riscaldamento a 1.500 persone. Tecnici scortati dalla polizia

  1. stanco dei 5 stelle Rispondi

    01/04/2015 alle 17:51

    E’ troppo chiedere che il Movimento 5 stelle ci dica anche COME il Comune di Reggio dovrebbe farsi carico della situazione di Via Turri ? Pagando loro le bollette ? Trasformando l’impianto centralizzato in impianti individuali a spese del Comune (e quindi di tutti noi contribuenti che pagano sia le tasse e sia le bollette)? Certo, si potrebbe sempre utilizzare una stampante a 3D…

  2. MOISE VERONICA Rispondi

    02/04/2015 alle 11:04

    peccato !!!

  3. Cittadina Rispondi

    02/04/2015 alle 19:56

    Il Comune potrebbe farsi carico della situazione trovando la mediazione con Iren nella tutela di chi paga e ha sempre pagato, anche con grandi sacrifici!!! Dunque mantenere aperti i servizi per loro e sigillare per chi non paga. Ai dimentica che qui c’è anche il diritto di tutela del consumatore: è come se facessi una spesa, pagassi, ma poi alla cassa me la sequestrano!! Ma come può il Comune accettare questo violazione sui diritti dei suoi cittadini??!!! Mia madre, pensionata 80enne, che con sacrifici paga da sempre, rimane senza servizi!!! E se ai ammala chi la risarcisce, IREN????!!!!!… Il Comune perde credibilità….

  4. ilde rosati Rispondi

    03/04/2015 alle 16:09

    Non sarebbe giusto donare il teleriscaldamento alla gente morosa. Non lo sarebbe nei confronti di pensionati, disoccupati e monoreddito che fanno salti mortali per riuscire a pagare.

    Molta gente è stanca chi vedere extra, che nella zona stazione fanno di tutto tranne mestieri onesti, a cui tutto è dovuto: casa, luce, gas, e servizi pubblici.

    Per una volta sono d’accordo con la mano forte.
    Per anni la municipalizzate hanno dilazionato, andato incontro, ecc. chi paga si sente anche preso in giro.

  5. Alessandra Rispondi

    24/04/2015 alle 01:53

    Sono una cittadina di via Turri. E da anni che chiedevo all’amministratore l’installazione contatori acqua fredda. …nessun risultato.., ho chiesto di installare i contacallorie per ciascun condominio. La risposta è stata negativa.
    L’amministrazione non agiva agli intetessi di migliorare il servizio. Ma bensì di far diventare morosi anche quelli che prima non lo erano. Da due anni abbiamo cambiato l’amministratore e le spese sono raddoppiati quasi…..da sua iniziativa ha modificato il regolamento ripartizione spese acqua fredda e calda in base ai millesimi e nr. di persone e solo il 50% lettura contatore ( e solo a.calda ) .
    Un buon amministratore deve proporre delle soluzioni per risanare e non solo per orendere dei soldi perché è d’obbligo fi legge per un condominio. Noi condomini privati spesso “disoccupati” siamo come dei ” datori di lavoro” per un’amministratore che amministra male.

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