Via Turri, Iren chiude acqua calda e riscaldamento anche a chi ha pagato. La Reggio della vergogna in onda sul Tg1

25/4/2015 – Il caso della legge della decimazione (pagano anche gli innocenti) applicata da Iren ai condomini di via Turri, a Reggio Emilia, con la chiusura del teleriscaldamento e dell’acqua calda a causa di insoluti per due milioni di euro, è finito sul Tg1 di questa sera. 
Nel servizio è stata intervistata una inquilina che, pur avendo pagato tutte le bollette, continua a subire l’interruzione del servizio, nonostante che l’appartamento sia stato pignorato: “Ma io con loro – ha sottolineato – non ha debiti”. 
Un’altra signora ha dichiarato che va a fare la doccia da un’amica, altre persone hanno preferito non rispondere alla giornalista. Il servizio è stato girato in  via Turri, senza immagini di repertorio. La notizia nazionale, riferita dalla giornalista con toni perplessi, è che Iren non ha trovato di meglio che colpire chi ha pagato e non c’entra nientte, pur di recuperare i suoi soldi. 
Non certo una bella figura di fronte agli italiani,  per Iren e e per il comune  Reggio Emilia, nel giorno della Liberazione. Ma la colpa, ovviamente, non è del Tg1. 

VIA TURRI, PRESTITI SULL’ONORE ALLE FAMIGLIE IN DIFFICOLTÀ

25/4/2015 – Nella giornata di mercoledì 22 aprile si sono incontrate alla presenza dell’assessore Matteo Sassi, vicesindaco del Comune di Reggio Emilia, le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil e una  rappresentanza di Iren per fare il punto della situazione e riprendere la discussione in merito ai distacchi delle utenze dal teleriscaldamento e dall’acqua calda sanitaria nella zona di via Turri
Il Comune ha comunicato che due condomini su dieci, per un totale di 122 utenti, hanno accettato la proposta fatta da Comune ed Azienda di rateizzazione del debito pregresso, per cui è stato ripristinato loro il servizio, mentre la maggior parte delle assemblee condominiali ha rifiutato tale mediazione.
 
Rimangono tuttavia da risolvere le problematiche legate a quelle situazioni di famiglie in difficoltà o utenti che, pur avendo pagato sempre regolarmente le quote spettanti, hanno subito, loro malgrado, il taglio del servizio.
Per queste famiglie si rende necessario installare impianti autonomi di produzione di acqua calda e riscaldamento, cosa che per altro hanno già provveduto a fare diversi utenti.
 
A seguito delle richieste di  CGIL, CISL e UIL, il Comune si è reso disponibile ad aprire un punto informazioni nel quartiere e a identificare ed attivare gli strumenti finanziari idonei (es. prestito sull’onore) per rendere sostenibili a soggetti e famiglie in difficoltà i costi relativi a tali installazioni.
 
“Le stesse organizzazioni sindacali a fronte dell’individualizzazione degli impianti ed alla particolare situazione venutasi a creare nei suddetti condomini, chiedono al Comune ed agli enti competenti un piano di verifica straordinario affinché venga garantito il rispetto di tutte le norme in materia igenico sanitaria e di sicurezza degli impianti elettrici e a gas”.

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.