Liberazione controcorrente: Tadolini presenta “Rsi 1945”, Filippi pubblica Cernaieto e la Chiesa ricorda il martirio del beato Rolando

10/4/2015 – Questo settantantesimo della Liberazione a Reggio Emilia  si caratterizza per il fiorire di iniziative non istituzionali, volte a scavare in modo critico nella storiografia codificata, nel solco di quello che una parte della sinistra definisce ancora in modo sprezzante “revisionismo”.
In questo contesto è ben studiata l’uscita dell’ultimo libro di Luca Tadolini, avvocato e storico, che completa la tetralogia sulla storia della Repubblica Sociale a Reggio Emilia. Pubblicato dalle Edizioni del Veltro dell’editore Mutti di Parma, il volume si intitola semplicemente “Rsi 1945” e si ferma alla vigilia del 25 aprile.
Tra i piatti forti, che nei libri di Tadolini non mancano mai, le petizioni di protesta indirizzate al Prefetto repubblichino Savorgnan dagli abitanti di Civago e dalle vedove di Cervarolo, dopo le stragi e le distruzioni perpetrate dalle Ss.
La prima presentazione, con le copie fresche di stampa, domani sabato 11 Aprile nei locali dell’Associazione Nucleo Mag, via Emilia Santo Stefano a Reggio Emilia. Presente, naturalmente, l’autore.

La pubblicazione di Rsi 1945 segue di pochi giorni la presentazione del libro di Elena Bianchini Braglia “Calvario Rosso – Marianna Azzolini storia di una violenza partigiana”: un romanzo storico  ben documentato, oltre che ben scritto, di fatto la biografia di una donna emblematica delle vicende della guerra civile reggiana, anche se volutamente dimenticata. Marianna Azzolini era la sorella di Pietro, il tenente medico della Milizia amico del comandante partigiano Pasquale Marconi. Azzolini salvò almeno due borghi di montagna dalla furia dei nazisti e fu il primo a denunciare al vescovo Brettoni la strage di Cervarolo,  ma fu prelevato e massacrato a tradimento da un commando di partigiani comunisti nel giugno 1944 (probabilmente perchè aveva riconosciuto tra i partigiani il capitano Riccardo Cocconi, implicato nella cattura dei fratelli Cervi).
Sua sorella Marianna, una ragazza bellissima e iscritta al Partito fascista, fu arrestata come presunta spia e gliene fecero di tutti i colori: violentata ripetutamente, seviziata, scampò più volte per un soffio ai plotoni d’esecuzione.
Tornò a casa che aveva i capelli bianchi. Il libro, nonostante la durezza della vicenda, è scritto con penna lieve, entra nell’anima di Marianna Azzolini e degli altri comprimari sino a raccontare dell’amore sbocciato tra lei, che mai si volle sposare, e un giovane partigiano che le salvò la pelle.

Un altro libro, dopo una lunga gestazione, è arrivato al traguardo e sta per andare in stampa: è “Cernaieto – La strage, la croce e il femminicidio di Paolina”. Lo ha scritto Fabio Filippi insieme a Pierluigi Ghiggini.
È la storia della fossa comune di Cernaieto, dove finirono 21 militi della Gnr, alcuni di sedici anni, trucidati dopo processo sommario nei giorni della Liberazione. Il libro apre squarci inediti su una vicenda complessa e  tra la più sanguinose della guerra civile:  il ritrovamento a Cernaieto dei resti di tre donne ( tra cui Paolina Viappiani  che aveva dato un figlio a un comandante partigiano e fu ammazzata dagli stessi partigiani un mese prima della Liberazione), chi fu veramente a uccidere il partigiano Landini e come riuscì a salvarsi Evaristo Fava, ufficiale delle Poste fucilato a Cernaieto e caduto ancora vivo nella fossa comune, coperto dai cadaveri dei militi.

Va ricordata anche la commemorazione del settantesimo del martirio del Beato Rolando Rivi, il seminarista di 14 anni ucciso a Palagamo di Monchio da partigiani comunisti, il 13 aprile 1945, dopo 3 giorni di sevizie e beatificato nel 2013 dalla Chiesa cattolica con il riconoscimento del martiro subito “in odium fidei”.
Domenica pomeriggio, 12 aprile, nella Pieve di San Valentino di Castellarano, esposizione straordinaria dell’urna di cristallo con le spoglie del martire bambino, Messa solenne celebrata dal vescovo Camisasca  e intervento del teologo don Julian Carron, successore di don Giussani alla guida di Comunione e Liberazione. Don Carron taglierà il nastro della nuova casa dei Memores Domini, i consacrati di CL che diventeranno i custodi del Santuario di San Valentino.
La commemorazione è puramente religiosa, ma certo non può sfuggirne il significato di riaffermazione della verità contro i silenzi, nel momento in cui il mondo laico, le associazioni, gli istituti storici, le amministrazioni locali hanno completamente rimosso Rolando Rivi dall’orizzonte delle manifestazioni per il settantesimo della Liberazione.

(p.l.g.)

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