Seminario in vendita, Carlo Baldi: “Facciamo lì il college internazionale di Reggio Children”

 

Carlo Baldi

Carlo Baldi

23/4/2015 – Mentre il vescovo Massimo Camisasca, che non dorme di notte per l’ingente debito sul groppone della Diocesi, ha deciso di vendere il vendibile, cominciando dal Seminario di viale Timavo – ormai largamente inutilizzato e troppo costoso – Carlo Baldi rilancia l’idea di trasformare il complesso in college universitario. Lo ha fatto con un post su Reggio Report e con un’intervista a Prima Pagina. L’idea non è nuova, Baldi l’aveva accarezzata anni fa, ma erano altri tempi e la Curia risposte picche.

 

Ora – afferma il commercialista e manager  reggiano che aveva contribuito in modo decisivo alla nascita dell’Università – “sarebbe un affare per la Chiesa, per l’Università e per tutta la città”. Tuttavia non pensa a un campus indistinto, ma a una università legata a Reggio Children con una forte proiezione internazionale, capace di attrarre studenti da tutto il mondo con i corsi di laurea unici per qualità e contenuti. Anche un modo per coronare con il tassello mancante (quello dell’accademia) il grande progetto che da tempo porta in tutto il pianeta le scuole dell’infanzia e il “Reggio approach” di Loris Malaguzzi. E che ci siano le condizioni migliori, puresul piano culturale e del prestigio internazionale, lo conferma il premio Lego 2015, di fatto il Nobel della pedagogia, conferito alla pedagogista reggiana Carla Rinaldi presidente della fondazione Reggio Children. “La fondazione Manodori può comprare il Seminario – afferma Baldi – E’ semplicissimo, è una grande occasione per la Diocesi e per Reggio, che farebbe un grande passo avanti dal punto di vista accademico. Invece che erogare 100 euro di qua e di là, la Manodori potrebbe dare un impulso sostanziale acquistando il complesso per poi darlo in affitto all’Università. Insomma, il modo si trova. Purchè la Curia non abusi sul prezzo…”.

E Reggio Children? “Ci metterebbe il know how per la formazione degli insegnanti. Si potrebbero tenere corsi in inglese,ediventerebbe una Reggio Children Academy, e in questo modo il brand ormai conosciuto a livello mondiale diventerebbe eccellenza. Una sorta di Mit all’italiana”.

Sarà dura convincere il Comune? “Mi sento il padre dell’Università a Reggio – risponde Baldi -credo che se si vuole salvare la Diocesi dai debiti e far vivere il centro storico, questa sia un’opzione per lo meno da scandagliare. Se il Comune è d’accordo l’operazione si fa: è l’unico che può mettere tutti intorno a un tavolo, Manodori compresa. Arriverebbero studenti da tutto il mondo. E Reggio diventerebbe davvero internazionale. Io cela vedo già”.

Del resto, il Seminario di viale Timavo (concepito negli anni Cinquanta proprio come un college universitario per la formazione dei futuri sacerdoti) sembra fatto apposta:  ha 120 camere singole per studenti ( con servizi autonomi), 23 alloggi per docenti ( bilocali a 2 posti letto) più  7 camere singole, 10 aule per la didattica di diverse dimensioni.

Inoltre è dotato di reception, ampio atrio d’ingresso, uffici amministrativi, zona bar, ambiente per prima colazione, sala ristorante, spazi per riunioni/lezioni, biblioteca,  archivi, palestra, cucina, chiesa, dotazioni impiantistiche, oltre a quaranta posti macchina al coperto. Più di così…

 

 

 

 

 

 

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