Troppe tasse e pochi tagli: Biagini (Lapam) attacca il comune di Reggio

15/4/2015 – Nei giorni scorsi l’Amministrazione comunale di Reggio Emilia ha incontrato le associazioni economiche sul bilancio di Previsione 2015. Il sindaco Vecchi ha annunciato che le tasse non aumentano, nondimeno Ivo Biagini, presidente Lapam-Confartigianato per la zona di Reggio Emilia, ha lanciato un nuovo allarme sulla pressione fiscale che continua a gravare sulle Pmi. E chiede al Comune almeno di rimodulare il carico delle tasse, e non lesina critiche sia sulle spese per le partecipate, sia sul taglio dei fondi ai consorzi fidi, essenziali per le garanzie bancarie delle Pmi. Inoltre chiede una revisione del contratto per la raccolta rifiuti, più oneroso della media delle città dalle dimensioni di Reggio, se non più grandi.

“Siamo ben consapevoli che tutte le amministrazioni pubbliche sono in difficoltà a seguito dei tagli di trasferimenti del Governo centrale ma la ‘ricetta’ proposta dal Comune di Reggio Emilia è sempre quella – dichiara Biagini -. Il regime di tassazione, pur invariato rispetto all’anno precedente non essendo in previsione nuovi aumenti di Imu, Tasi e addizionale Irpef, rimane un vero e proprio macigno per le nostre imprese locali. Occorre riuscire a ridurre o quanto meno modulare in modo diverso la pressione fiscale sulle imprese artigiane e Pmi”.
Il Presidente Lapam di Reggio insiste: “Ancora una volta i bilanci comunali si portano in equilibrio attraverso la leva fiscale, caricando sulle aziende costi non più sostenibili. Dall’altra parte, pur notando alcuni sforzi da parte del Comune di Reggio Emilia (come l’indebitamento pro capite in costante diminuzione), occorre agire tagliando in maniera mirata e più efficace su alcuni capitoli ben precisi di spesa: personale, consulenze, iniziative varie di dubbia utilità, trasferimenti alle partecipate comunali.
Basti pensare – prosegue Biagini – che la sola spesa sostenuta dal Comune per le partecipate è oltre il 25% della spesa corrente totale e stimabile in 30 milioni di euro. In più la Tari copre interamente la spesa per il servizio rifiuti, conteggiata in 35 milioni di euro: una cifra molto importante, più alta rispetto ad altri comuni paragonabili se non più grandi di Reggio Emilia. Occorre allora aprire un tavolo serio di confronto per la revisione del contratto di servizio in essere”.
Il Presidente Lapam prosegue la sua analisi: “Ci chiediamo per quale ragione da parte del Comune di Reggio Emilia vengono tolti (in realtà già da qualche anno) i fondi alle cooperative di garanzia, che rimangono strumento indispensabile per sostenere il credito alle piccole e medie imprese in anni di stretta e di ‘credit crunch’, mentre altri finanziamenti, alcuni dei quali indubbiamente meno centrali, vengono mantenuti. Chiediamo all’amministrazione comunale una gestione oculata delle risorse: queste, come ben sappiamo, sono scarse, ma il dovere dell’amministrazione è di scegliere con grande attenzione dove allocare le stesse risorse. Sul fronte privato, stante la morsa della crisi che prosegue da anni, le aziende hanno dovuto e saputo riorganizzarsi per rimanere competitive sul mercato.
Per quale motivo – si domanda Biagini – nel pubblico questo non avviene? Confartigianato Lapam chiede un ulteriore momento di riflessione e di confronto con l’amministrazione comunale per analizzare insieme specifici correttivi da portare per porre in equilibrio il bilancio comunale e al contempo non gravare le imprese di altri costi”.

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