Sicam (gruppo Bosch): sì all’integrativo, confermata la 14ma. Anche 2 minuti di pausa oggi sono una conquista

 2/4/2015 – Chiuso il contratto aziendale  alla Sicam di Correggio, azienda di automotive del gruppo Bosch, con l’86% dei consensi.
Su 97 votanti il referendum il contratto ha ricevuto 83 voti favorevoli e 14 contrari.  “Il rinnovo del contratto segna la giusta direzione di avanzamento del salario e dei diritti dei lavoratori  – commenta Davide Mariotti, sindacalista Fiom Cgil – rispettando le esigenze aziendali di efficienza, produttività e competitività, che non vengono scaricate sulla vita dei lavoratori”.
L’azienda che lavora nel settore automotive producendo attrezzature quali equilibratrici, smontagomme e ponti elevatori per officine e gommisti, conta circa 150 addetti.
Quattro anni fa era stata rilevata dalla Bosch, con un investimento da 25milioni di euro e com una rivoluzione dell’organizzazione produttiva, com il lancio di nuovi prodotti e una crescita sensibile dell’occupazione nel 2014. Altri investimenti sono ora in programma.
“È in questo contesto che si è giuntio alla firma del nuovo integrativo aziendale che sarà in vigore fino al 2018”, sottolinea Mariotti.
L’accordo prevede, dal punto di vista economico, l’aumento del premio di risultato a 1.600 euro annui,con un anticipo certo per tutti di 400 euro e l’aumento del consolidamento salariale fino a 450 euro annui, con incidenza su istituiti contrattuali e di legge.
A ciò si aggiungono 5 euro al giorno, totalmente a carico Azienda, per la mensa dei dipendenti.
Dal punto di vista normativo, e della qualità della vita sul posto di lavoro, è previsto un aumento delle pause retribuite durante i turni e nell’orario di lavoro di 2 minuti al giorno (arrivando a 16 minuti in più di pausa a carico Azienda) portando l’orario a 36 ore e 10 minuti, pagate 40.
Mentre per chi fa l’orario spezzato la giornata di lavoro è di  7 ore e 44 minuti,  pagate 8.
Viene inoltre mantenuta una quattordicesima mensilità piena  già prevista nello scorso contratto.
Riguardo alla flessibilità,  l’integrativo prevede l’attivazione di una flessibilità stagionale dell’orario settimanale portando la maggiorazione al 25% e lasciando al lavoratore la possibilità di scegliere, in caso di mancati recuperi di lavoro, se accantonare le ore in una “banca ore” o farsele retribuire come straordinario.
“Sono convinto che l’unica strada vincente per rimanere sul mercato, e mantenere una necessaria responsabilità sociale d’impresa, che contempli anche la salvaguardia di un sistema pubblico dei servizi consista nel basare le proprie scelte di sviluppo su investimenti in innovazioni tecnologiche e di prodotto – conclude Mariotti –  orientandosi verso una migliore e più efficiente organizzazione del lavoro. Scegliendo quindi  di escludere politiche contrattuali di arretramento dei diritti e del salario, ma scegliendo anche di non procedere nel graduale sgretolamento del sistema pubblico dei servizi sostituendolo con il welfare aziendale”.

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