Scontro sul lavoro festivo: sciopero nel commercio a Pasqua, Pasquetta e domenica 12

2/4/2015 – Sara un aprile caldo nel commercio. I sindacati vanno allo scontro sul lavoro nei giorni di festa e proclamano lo sciopero per DOMENICA 5 APRILE (Pasqua), 6 Aprile lunedì di Pasqua, il 25 Aprile Festa della Liberazione e 1° Maggio Festa dei Lavoro.
Le organizzazioni sindacali Filcams Cgil,  Fisascat Cisl e UilTucs invitano lavoratrici e lavoratori del commercio reggiano ad aderire in massa. 
 
 “Come noto – scrivono i tre sindacati – la liberalizzazione  degli orari introdotta nel 2011 con il Decreto “Salva Italia”  ha eliminato ogni vincolo e regola in materia di orari commerciali, nel totale disinteresse degli effetti negativi prodotti su milioni di persone, in prevalenza donne, e sulle loro famiglie.
Le nuove regole, ancora ferme in Parlamento, se da una parte potranno permettere agli enti locali e alle parti sociali di ridiscutere di orari di apertura degli esercizi commerciali nei territori, dall’altra, non ponendo vincoli, se non la chiusura in sole 6 festività, sostanzialmente non risolveranno il problema”.
 
Secondo i sindacati “le liberalizzazioni sono sbagliate, non aiutano la crescita economica, creano dumping tra piccola e grande distribuzione, svendono le festività e sviliscono la qualità del lavoro spezzettando la prestazione lavorativa e costringendo i dipendenti ad orari improbi ben poco conciliabilk con le necessità di riposo, cavalcando l’idea, sbagliata, che in un periodo di crisi sia quasi da considerare un privilegio poter lavorare anche nelle giornate festive.
 
Il lavoro è un modo per dare dignità alle persone, e questo può avvenire solo se il lavoro è affiancato dal diritto di poter condurre una vita libera e dignitosa, nel rispetto anche delle convinzioni e dei principi civili e religiosi di ognuno”
 
“La differenza si può fare”, sostengono però i sindacati: alcuni supermercati, anche a fronte ad accordi sindacali, saranno “chiusi per scelta”.
 Da qui l’invito “alle amministrazioni degli Enti Locali a prendere posizione, anche fattiva, differenziando chi rispetta i valori del lavoro e della nostra storia, da chi li calpesta”. 
 
 

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