Centri commerciali aperti il Primo Maggio? Il Comune non ci sta, salta l’accordo sul lavoro festivo

15/4/2015 – Lavoro festivo: la grande distribuzione vuole aprire i supermercati per il Primo maggio. Lo scontro è ormai insanabile, e oggi di fronte all’indisponibilità a tenere chiusi i negozi per il 25 aprile e il Primo Maggio, il Comune si è messo in rotta di collisione con le categorie commerciali e ha deciso di non rinnovare il Patto scaduto più di un anno fa”.

La decisione è stata comunicata oggi da palazzo Civico. “A proposito del rinnovo dell’Intesa sul rispetto delle principali feste civili e religiose a Reggio Emilia (il Patto era scaduto nel dicembre 2013) e a seguito l’incontro svoltosi lo scorso 10 aprile con alcuni rappresentanti della grande distribuzione e le associazioni di categoria – si legge in una nota del Comune – la Giunta ha valutato che la bontà e completezza del Patto per la salvaguardia delle festività nel corso dell’anno siano fortemente compromesse dall’indisponibilità di una parte dei soggetti interessati a inserire anche le festività civili, almeno limitatamente al 25 Aprile e al Primo Maggio”.

” Se da una parte, infatti, è vero che la Comunità si riconosce in alcune festività religiose (Primo Gennaio, Pasqua, 15 Agosto, Natale e Santo Stefano), che considera momenti significativi per la vita di relazione delle persone e delle famiglie anche al di là dell’aspetto devozionale; d’altra parte, l’Amministrazione comunale ritiene di non interpretare il diffuso sentire della Comunità, rinunciando a sottolineare il valore che la Festa della Liberazione il 25 Aprile e la Festa dei lavoratori del Primo Maggio hanno per la Costituzione della nostra Repubblica democratica.Pertanto, pur manifestando la disponibilità a tenere aperto un tavolo di confronto per un futuro e più adeguato accordo, il Comune di Reggio Emilia ha deciso di non promuovere a queste condizioni alcun Patto sul tema”.

Ci sarebbe da ridire sul termine “devozionale”: evidentemente la Giunta reggiana è scarsamente edotta sul senso e i significati di una fede religiosa, che è molto di più di una devozione, per così dire, animista. Ma la sostanza è che l’amministrazione non deflette sulle due festività civili considerate “sacre” dalla società civile, al pari di quelle religiose e che comunque la si veda concorrono all’identità di un popolo. Del resto è dai tempi del fascismo che gli italiani non sono più tenuti a lavorare per la Festa dei lavoratori. E’ vero che quest’anno Milano sarà aperta il Primo Maggio per l’inaugurazione dell’Expo, ma è la classica, straordinaria eccezione che conferma la regola. E per quanto riguarda il 25 Aprile, è sufficiente ricordare che quest’anno cade il settantesimo anniversario della Liberazione.

 

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