Scandalo Terremerse, assolto in Appello il fratello di Vasco Errani

10/4/2015 – Scandalo Terremerse, ancora una volta verdetto ribaltato in appello. Condannato in primo grado a due anni e sei mesi, Giovanni Errani, fratello dell’ex presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, è stato assolto dalla Corte di Appello di Bologna.
 Il processo riguardava la presunta truffa relativa a  un finanziamento ottenuto dalla Regione per la coop Terremerse, all’epoca presieduta da Giovanni Errani, per costruire una cantina. Assolto anche il progettista Giampaolo Lucchi. 
La condanna in appello in un altro filone, dopo un’assoluzione in primo grado, aveva portato alle dimissioni di Vasco Errani da Governatore e alle elezioni anticipate in Emila-Romagna, com l’elezione di Bonaccini a governatore. 
Il processo ‘Terremerse’ per Giovanni Errani, difeso dall’ avvocato Gaetano Forte, e Lucchi, assistito dall’avvocato Eleonora Ciliberti, riguardava l’erogazione di un milione di euro per la costruzione di uno stabilimentoa Imola (Bologna), ottenuto secondo la Procura in modo non regolare. La condanna pronunciata il 30 luglio dal giudice Nadia Buttelli – due anni e sei mesi per Giovanni Errani, un anno e sei mesi per Lucchi, ora entrambi assolti perché il fatto non sussiste – riguardava lo svincolo, a fine febbraio 2008, della garanzia fidejussoria legata al finanziamento. Per altre imputazioni di falso e truffa era stata invece dichiarato non luogo a procedere per prescrizione, confermato dai giudici di appello. In primo grado era imputato anche Alessandro Zanotti, responsabile sicurezza, che fu assolto. 
Fu proprio l’inchiesta sul finanziamento a Terremerse a portare indirettamente alla caduta politica di Vasco Errani, che finì indagato per la lettera scritta e inviata insieme a una relazione alla Procura, in qualità di presidente della Regione, per chiarire la “regolarità” del comportamento dell’amministrazione nell’erogazione dei fondi. Fu accusato di falso, insieme a due dirigenti: i tre furono assolti dal Gup. Ma i Pm interposero appello e l’8 luglio arrivò la condanna a un anno per il presidente, che lo stesso giorno rassegnò le dimissioni che poi hanno portato al voto e alla elezione di Stefano Bonaccini, sempre del Pd. Il 17 giugno è fissata l’udienza in Cassazione per il ricorso contro la condanna di Vasco Errani e dei due dirigenti.

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