“Renzi non merita di vincere in questo modo. C’è bisogno di nuovi protagonisti”

di Luigi Bottazzi

9/4/2015 – IL DEF DELLE ILLUSIONI ?AL PREMIER IMPORTA DI PIU’ L’ITALICUM.
 
Ieri è stato reso noto il cosidetto DEF- Documento di Economia e Finanza, anche se solo nelle sue linee guida, sempre con il solito stile comunicativo che vale più l’annuncio che il contenuto concreto del piano governativo. Lo si potrebbe definire un Documento di Rinvii e Scommesse. Padoan e Renzi hanno presentato al Consiglio dei ministri e poi baldanzosamente ai media un lungo elenco di desideri che forse potranno convincere i più ottimisti, ma certo verranno letti con preoccupazione non solo da Bruxelles ma da tutti coloro che hanno a cuore la ripresa economica e sociale del Paese. Per la seconda volta in due anni il Governo non si assume una sola responsabilità e rinvia. Rinvia all’autunno la Spending Review, come se gli sprechi meritassero un premio alla carriera, rinvia la crescita, limitandosi a godere dei minori interessi sul debito e certo non per proprio merito, rinvia infine ogni certezza sulle riforme da attuare e sulle clausole di salvaguardia da evitare, come se l’Italia potesse permettersi un altro anno di incertezze. Ci chiediamo come gli altri partiti di maggioranza possano sostenere una visione così modesta come quella impostata dal Renzismo. Essere complici di questa miopia li renderebbe non meno colpevoli. A questo limbo decisionale sull’economia fa da contraltare la fermezza del premier sull’Italicum, che ieri è  approdato in Commissione e che Renzi vuol far digerire senza se e senza ma a chi dissente, dentro e fuori il suo partito.Va detto anche che continuano a moltiplicarsi i dubbi,anche su autorevoli giornali italiani,  per una legge elettorale che mortifica la rappresentanza e che va assolutamente cambiata prima di diventare l’arma di distruzione di massa della democrazia. Molti commentatori si stanno unendo in queste ore ad una preoccupazione che diventa sempre più’  larga ( vedi anche Ilvo Diamanti su “ Repubblica “). Non è posizione di parte o una preguidiziale anti-renziana,  ma, è una battaglia di tutti coloro che hanno a cuore il senso stesso dell’essere elettori e quindi protagonisti della vita di un Paese. Per tutti credo sia particolarmente centrato il giudizio di Antonio Polito su “ Corriere “ di ieri, quando ricorda che quella del Italicum “non è esattamente questa la democrazia rapprsentativa..è della famiglia delle tre poù contestate leggi elettorali della nostra storia : la legge Acerbo del 1923, la cosidetta legge truffa ( che poi non era tale ! Ma poi non passò) del 1953 e la legge Calderoli del 2005 “
E diciamo questo proprio nel mese di aprile, quello tradizionalmente legato ai valori della Resistenza,di cui quest’anno ricorre il 70°.  Può quest’anno essere- e ce lo chiediamo senza enfasi ma con vera preoccupazione – quello di una “ nuova “ resistenza democratica a un abile e spregiudicato colpo di mano per avere la garanzia di dominare il gioco e scriverne le regole?  Prima in due ( con l’ex-Cavaliere), con il Patto del Nazareno, e ora da solo. Non dobbiamo dimenticare che proprio il Patto del Nazareno ha indebolito e non certo rafforzato la possibilità di vedere sul campo due squadre contendersi la partita. Questo alla faccia di chi crede che siamo vicini ad un bipolarismo alla francese, purtroppo siamo di fronte ad un soggetto pigliattuto – il PD di Renzi- con tanti cespugli – per dirla con Polito – che più o meno vicini gli ruotano intorno.  
Sbaglia chi definisce Renzi un democristiano. Renzi è totalmente post-democristiano. Renzi è credente, ma il suo cattolicesimo è senza radici e senza richiami. La conseguenza è che quanti si schierano con lui non possono più avere né padri né tavole di comandamenti. Franco Monaco e Rosi Bindi, che sono nella minoranza del PD, le poche fiammelle ex-dc, fortemente critiche del premier, si illudono di poter cambiare la natura del PDR, anche bloccando l’Italicum. Purtroppo il PD, come diceva sempre Polito sul “ Fatto quotidiano “, rappresenta ormai una “identità cattolica tradita “.
Berlusconi , dal canto suo,ha sbagliato strategia per ragioni individualistiche e continua purtroppo a sbagliare, ondeggiando tra un Matteo e l’altro e assaporando già amaramente come l’accordo con Salvini è tutt’altro che vincente. In Liguria ecco i primi scricchiolii, con l’ex candidato leghista Rixi che non riesce a digerire l’idea di essere stato messo da parte per lasciare posto al “paracadutato” Toti e che proclama come Forza Italia abbia deciso di perdere. All’ex Cavaliere ormai abbandonato anche dai fedelissimi di un tempo resta uno zoccolo duro di convinzioni superate dal tempo, dalle circostanze e dai suoi stessi errori. La rivoluzione liberale e popolare ha bisogno di nuove energie e di nuovi protagonisti per evitare che Renzi giochi con entrambe le maglie un campionato che non merita di vincere in questo modo. Quando ci saranno le condizioni perchè nel nostro Paese sia realistica questa prospettiva?

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