Reggio Fiere, the end. In consiglio la delibera di scioglimento. La società chiude, lo scandalo continua

16/4/2015 – De profundis. Dopo quattro anni di vita stentata, interamente passata nelle strettoie di una ventina di milioni di debiti ereditati da Sofiser (società immobiliare pubblica amministrata da personale del Pd), il Comune annuncia il decesso per consunzione e soffocamento della società Reggio Emilia Fiere, attualmente in concordato preventivo.

In sordina, naturalmente senza battere la consueta grancassa (situazione troppo imbarazzante) la Giunta Vecchi porta al consiglio comunale di lunedì la delibera di scioglimento della società di via Filangeri e la nomina del liquidatore. Ciò significa che allo stato dei fatti Reggio Emilia dice addio al polo fieristico di via Filangieri, salvo l’arrivo di un quanto mai  improbabile cavaliere bianco, proprio nel momento in cui si avvertono segnali di ripresa e soprattutto sta decollando alla grande la stazione dell’alta velocità. Ma il mondo, si sa, è fatto più di paradossi che di certezze.

Ad annunciare il decesso non è la Giunta, che rigorosamente tace, ma l’alleanza civica Grande Reggio-Progetto Reggio rappresenta in Sala del Tricolore dalla consigliera Cinzia Rubertelli.

E ‘solo il caso di ricordare che lo scioglimento con relativa liquidazione metterà una bella pietra tombale sulle responsabilità politiche e gestionali alla base del dissesto di Sofiser prima, e della società unica poi.

In una nota diffusa oggi, Cinzia Rubertelli e Giacomo Giovannini ( ex consigliere e vicepresidente dell’alleanza civica) chiamano in causa il sindaco Luca Vecchi e la vecchia giunta Delrio, in particolare l’ex assessore Mimmo Spadoni, oggi collaboratore a Roma del ministro reggiano.

“Dando vita a Reggio Emilia Fiere, nemmeno quattro anni fa, l’attuale Sindaco Vecchi impose una fusione alla cieca tra Sofiser e Siper affossando quest’ultima nonostante fosse chiaro lo stato comatoso in cui versava Sofiser – scrivono Rubertelli e Giovannini –Insieme al suo compagno politico Spadoni, si scagliarono con veemenza contro chi metteva in guardia dal pericolo causato dal debito che veniva portato in pancia alla nuova società.

Naturalmente nessuno nel Pd ha avuto la dignità di assumersi la responsabilità politica della voragine debitoria causata dalla gestione politica di Sofiser.

Oggi siamo ai titoli di coda, tanto che lunedì il Consiglio comunale verrà chiamato in sordina a deliberare la proposta di scioglimento e messa in liquidazione della società Reggio Emilia Fiere. Il fallimento politico che Vecchi avallò, dimostra ancora una volta l’incapacità del PD di salvaguardare l’interesse pubblico: più che “rottamare” la vecchia politica costoro rottamano la città”.

Lo scioglimento, che sarà deliberato dall’assemblea dei soci (maggioranza in mano a Camera di commercio, Comune e Provincia di Reggio) il 27aprile, viene motivato col fatto che, revocata dalla Provincia la decisione assunta dalla giunta Masini prima delle elezioni di conferire il pacchetto delle azioni Autobrennero alla società di gestione Fieremilia, è semplicemente impossibile andare avanti. Non è detto però che tutto finisca in modo indolore: è in atto un concordato preventivo, quindi l’ultima parola spetta al giudice fallimentare e all’assemblea dei creditori. Non si può escludere una bancarotta,di cui verrebbero chiamati a rispondere gli enti soci e i loro rappresentanti pro tempore.

IL DOCUMENTO: LA PROPOSTA DI DELIBERA ALL’ORDINE DEL GIORNO DEL CONSIGLIO COMUNALE

” IL CONSIGLIO COMUNALE

Premesso che:

 

  • il Comune di Reggio Emilia detiene nella società denominata Reggio Emilia Fiere srl, C.F./ P. IVA: 00976140350, con sede in Reggio Emilia in via Filangieri,15, capitale sociale pari ad € 5.046.024, una quota di partecipazione  pari al 26,49%;

  • la società, che ha per oggetto la gestione di centri fieristici e specificamente dei beni immobili e mobili adibiti a finalità ed usi fieristici, convegnistici e spettacolistici, nonché dei servizi essenziali ad esso relativi e complementari e lo svolgimento di attività /iniziative ritenute necessarie o comunque utili per lo sviluppo socio-economico della provincia di Reggio Emilia, è in concordato preventivo ex art. 161 legge fallimentare, come da deliberazione del consiglio di amministrazione di richiesta di ammissione alla procedura di concordato assunta con atto del notaio Zanichelli rep.110410/30133 del 29/10/2012;

  • con decreto n.35/2012 (registro dei concordati preventivi) in data 15-17/5/2013 il Tribunale ha ammesso la società alla procedura di concordato preventivo, ha provveduto a nominare  giudice delegato il dott. Luciano Varotti e commissario giudiziale l’avvocato Tiziana Volta;

  • in data 11-12/6/2014 il Tribunale ha omologato il concordato preventivo della società e nominato liquidatore giudiziale l’avvocato Tiziana Volta;

  • a far data dall’8/3/2014, con il parere favorevole del Giudice delegato del Tribunale, la società Reggio Emilia Fiere srl ha concesso in affitto a Fieremilia srl, società interamente partecipata dalla Provincia di Reggio Emilia, il ramo d’azienda della gestione fieristica per gli anni 2014-2015;

Vista la delibera di Consiglio Provinciale n. 79 del 29/12/2014 in cui la Provincia, stante l’evoluzione del quadro normativo delle realtà territoriali provinciali di limitazione delle competenze e la riduzione delle risorse finanziarie, si è trovata nell’impossibilità di procedere al conferimento in Fieremilia deliberato nel giugno 2014 finalizzato all’attuazione del “ piano da eseguire in modo integrato “ del concordato di Reggio Emilia Fiere srl ;

Preso atto del verbale del Consiglio di Amministrazione della società Reggio Emilia Fiere srl relativo alla seduta del 15/1/2015, in cui il Presidente del Consiglio di Amministrazione:

  • comunica lo stato di attuazione del piano integrato della proposta omologata con particolare riguardo alle criticità emerse nell’esecuzione del conferimento in Fieremilia deliberato dalla Provincia di Reggio Emilia nell’anno 2014;

  • evidenzia, alla luce di quanto sopra delineato, visto che non appare più realizzabile il piano integrato, che sia necessario convocare l’assemblea dei soci per aggiornarli sullo stato della procedura e l’intenzione di proporre agli stessi nella successiva assemblea di bilancio, la delibera di scioglimento della società con conseguente nomina di un liquidatore.

Visto l’art. 2484 sulle cause di scioglimento delle società di capitali ed in particolare il punto n. 2 secondo cui le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata si sciolgono per la sopravvenuta impossibilità di conseguire l’oggetto sociale e il punto n. 6 secondo cui le società per azioni, in accomandita per azioni e a responsabilità limitata si sciolgono per deliberazione dell’assemblea;

Dato atto dello stato di attuazione del piano integrato della proposta omologata illustrato dal Consiglio di amministrazione della società in data 15/1/2015  e della conseguente impossibilità di raggiungere l’oggetto sociale che, ai sensi dell’art. 2484 del codice civile, è causa di scioglimento della società; 

Considerato che in data 27/4/2015 è convocata l’Assemblea dei soci ordinaria e straordinaria per deliberare i vari punti all’ordine del giorno tra cui la proposta di delibera di scioglimento anticipato della società ai sensi dell’art.2484 n.6 del codice civile e la conseguente nomina del liquidatore e definizione dei poteri;

 Vista la competenza del Consiglio comunale ai sensi dell’art.42 del D.lgs 267/2000;

Acquisito il parere favorevole del Collegio dei Revisori ai sensi dell’art.239 del D.lgs 267/2000;

Visto il parere di regolarità tecnica espresso dal Dirigente del Servizio Programmazione e controllo ai sensi dell’art. 49 del D.Lgs. n.267/2000;

Con voti unanimi palesemente espressi

 DELIBERA

  1. di approvare lo scioglimento anticipato della società Reggio Emilia Fiere srl ai sensi dell’art.2484 del codice civile;

  2. di dare mandato al Sindaco, o suo delegato, di procedere,  in sede assembleare, allo scioglimento anticipato  della società stessa ai sensi dell’art.2484 n.6 del codice civile, di nominare l’organo di liquidazione definendone i poteri e di determinarne il compenso;

  3. di dichiarare il presente provvedimento immediatamente eseguibile ai sensi dell’art.134, comma 4 del D.Lgs 267/2000.”

 

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