Reggio Fiere, scioglimento con digiuno

di Pierluigi Ghiggini

22/4/2015 – La volontà di insabbiare il disastro della società Fiere di Reggio Emilia controllata da Comune di Reggio Emilia, Provincia e Camera di commercio (quest’ultima con una quota di circa il 40) ha raggiunto vette impensabili.

Dopo la deliberazione di scioglimento anticipato iscritta in tutta fretta e deliberata dal Pd in consiglio comunale (salvo il consigliere Saccardi, che ha votato no insieme alle opposizioni compatte, e la fragorosa assenza del sindaco Luca Vecchi da Sala del Tricolore) il de profundis per via Filangieri approda in consiglio provinciale.

Il motto " Fieri delle Fiere" sul giaccone di un dipendente di via Filangieri, che rischia il posto

Il motto ” Fieri delle Fiere” sul giaccone di un dipendente di via Filangieri, che rischia il posto

La delibera di scioglimento è l’unico punto all’ordine del giorno della seduta dell’organismo di palazzo Allende (non più eletto direttamente dai cittadini) convocata per domani, giovedì 23 aprile.

L’orario della convocazione è sorprendente: le 13,30, ossia l’ora di pranzo. A memoria, non si ricorda un consiglio provinciale o comunale chiamato a riunirsi per affari ordinari a quell’ora. In genere, le 13,30 è un orario canonico delle famose riunioni in prima convocazione (specialmente delle assemblee societarie) che  devono andare deserte. Un modo di dire: “Non venite, passate direttamente alla seconda convocazione”.

In questo caso invece, la convocazione è proprio quella valida. Un orario tanto assurdo verrà sicuramente spiegato con la giornata zeppa di impegni: al mattino la giunta regionale col governatore Bonaccini a Casa Cervi, alle 13,30 la conferenza stampa in Provincia sempre di  Bonaccini e alle 16 l’assemblea dei sindaci. Sia come sia, il risultato sarà

a) di far partecipare alla seduta meno consiglieri possibili alla riunione;

b) di strangolare sul nascere ogni possibile dibattito, vista l’ora della pappa

c) di garantirsi l’assenza dei giornalisti, che contrariamente a quanto si crede a mezzogiorno si accontentano di un tramezzino triste o di un ciuffo di insalata, ma alle 13,30 hanno altro da fare.

d) di evitare imbarazzanti proteste da parte dei dipendenti di via Filangieri che rischiano il posto di lavoro.

Naturalmente non è previsto alcun catering, visti anche i tempi di spending rewiev. E’ il caso di dire che il consiglio sarà preso letteralmente per fame. Scioglimento sì, ma con digiuno: i maligni diranno che ai politici fa solo bene.

Giuseppe Pagliani in provincia, con la dirigente Loredana Dolci

Giuseppe Pagliani in provincia, con la dirigente Loredana Dolci

Naturalmente questa mezza comica e mezza tragedia non finirà sotto silenzio: “Lascio ai cittadini giudicare a quale  livello siamo arrivati nelle istituzioni locali – dichiara Giuseppe Pagliani, capogruppo di Forza Italia in Sala del Tricolore e di Terre Reggiane in Provincia – Naturalmente noi non ci stiamo a farci prendere in giro. Saremo in consiglio, voteremo no e spiegheremo perché, e soprattutto costringeremo l’amministrazione Manghi a rispondere in consiglio alla mia interpellanza, che ho già depositato similmente a quella del consiglio comunale. Vogliamo sapere chi sono i responsabili del disastro, chi ha riempito di debiti la Sofiser prima e lasocietà Fiere di Reggio poi, cosa si fa per perseguire i devastatori che hanno provocato un buco di 28 milioni. Non può finire tutto a tarallucci e vino”.

Fiere di Reggio è da tempo in concordato preventivo, tuttavia lo scioglimento anticipato non era previsto. Con questo atto, gli enti pubblici e in particolare il Pd si assumono  la responsabilità di chiudere definitivamente il polo fieristico e con esso un pezzo importante della storia economica e sociale di Reggio. E tutto nel momento in cui apre l’Expo e decolla alla grande la stazione Mediopadana, che fa sbarcare i viaggiatori da Milano e dal Sud praticamente a ridosso dei padiglioni fieristici.

Gli eventi, è chiaro, finiranno a Modena e Parma: non resta che pensare che esista un disegno nel quale non c’è più posto una Reggio delle fiere, disegno intorno al quale si sta cucendo un accordo politico ed economico a vasto raggio.

L’assemblea per lo scioglimento è convocata lunedì 27,e questo spiega la fretta e volontà di seppellire ogni dibattito politico.

Significativo il silenzio delle associazioni economiche, in primis di Unindustria Reggio. E significativa pure la considerazione sfuggita al presidente della Camera di commercio Stefano Landi questa mattina, a margine della conferenza stampa sul bilancio dell’ente. Per Landi, la delibera di scioglimento di Reggio Emilia è praticamente “un atto dovuto”, tenuto conto che il concordato preventivo è comunque finalizzato alla liquidazione della società.

Stefano Landi, presidente della Camera di commercio

Stefano Landi, presidente della Camera di commercio

E se così la pensa il presidente dell’ente camerale che ha tra i suoi fini istituzionali proprio le attività fieristiche, perché mai dovrebbero stracciarsi le vesti il Comune e la Provincia? Landi interverrà di persona all’assemblea dei soci, però non è escluso un passaggio prima in Giunta camerale, peraltro già convocata per lunedì mattina: qualche consigliere potrebbe avere qualcosa da ridire.

Non resta che aspettare, a questo punto, le decisioni del governatore Bonaccini e soprattutto chi farà bingo aggiudicandosi aree e padiglioni all’asta. Ma è davvero destino che la città resti a guardare senza muovere un dito?

 

 

 

 

 

L’INTERPELLANZA SU REGGIO EMILIA FIERE PRESENTATA IN PROVINCIA DA GIUSEPPE PAGLIANI 

GRUPPO CONSILIARE TERRE REGGIANE

Al Presidente della Provincia di Reggio Emilia

 OGGETTO:  INTERPELLANZA A RISPOSTA ORALE SULLE FIERE DI REGGIO EMILIA

 Premesso che: il consiglio provinciale di Reggio Emilia è stato convocato con l’unico urgente punto all’ordine del giorno la “SOCIETA’ PARTECIPATA “REGGIO EMILIA FIERE SRL” – APPROVAZIONE PROPOSTA DI SCIOGLIMENTO ANTICIPATO DELLA SOCIETA’. – REF. PROT. N. 20561/2015.”

 Considerato che: in data 20 febbraio 2013 è stata pubblicata una intervista a Valter Franceschini ex Presidente di SIPER fino al 2009

Tenuto conto che: in tale esternazione l’ex Presidente Franceschini critica gravemente la fusione SIPER – SOFISER , lo stesso si interrogava riguardo alle cause che in un solo esercizio hanno portato alla disperata scelta di avviare una procedura concorsuale attraverso lo strumento giuridico del concordato preventivo

Visto che: lo stesso ha affermato che i soci pubblici sono stati poco presenti ed ha affermato che gli stessi hanno tenuto l’atteggiamento così riassunto: “la loro è la classica politica dello struzzo di fronte ai problemi”

Dato che: lo stesso Franceschini affermava che i tecnici avrebbero dovuto svolgere un’analisi più approfondita della situazione si SIPER e SOFISER

 

Considerato inoltre che: l’ultimo presidente di SOFISER prima della fusione con SIPER Ivan Rinaldini ha affermato che “la situazione di Sofiser era quella di tutte le società immobiliari: grandi patrimoni accumulati con debiti rilevanti per coprire gli investimenti”, ” il metodo ed i rapporti che sono stati intrattenuti potevano essere orientati ad una maggiore partecipazione di tutti i soggetti coinvolti”

 

SI INTERPELLA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA MANGHI AL FINE DI SAPERE:

–        Il motivi per il quale l’ex Presidente SIPER afferma dei soci pubblici, Ente Provincia compreso che: “la loro è la classica politica dello struzzo di fronte ai problemi”

–        Quale azione si intende intraprendere nei confronti della fallimentare gestione degli ex amministratori, compreso quelli nominati dall’ente Provincia di Reggio Emilia?

–        Come mai non è stata fatta una Due Diligence preventiva delle società che si sarebbero poi fuse (SIPER – SOFISER)?

–        A quanto ammonta attualmente il debito globale della società Fiere di Reggio Emilia verso gli istituti di credito e verso i fornitori inserito nel piano concordatario?

–        A quanto ammonta la somma necessaria per il completamento delle opere di urbanizzazione delle aree industriali residue?

Giuseppe Pagliani, capogruppo Terre Reggiane

 

 

 

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6 risposte a Reggio Fiere, scioglimento con digiuno

  1. Fausto Poli Rispondi

    23/04/2015 alle 07:56

    MAGARI POTRA’ ESSERVI D’AIUTO PER LE INDGINI:

    Interrogazione di Giovannini: clamorosa denuncia sulle irregolarità nei conti dell’immobiliare pubblica
    di Pierluigi Ghiggini

    REGGIO EMILIA (1° luglio 2013) – Centinaia di migliaia di euro di crediti verso clienti a rischio, mezzo milione “dissolto” nella trascrizione di una determinata cifra, iscrizione a bilancio di 430 mila euro di crediti tributari non certi. I conti della società Sofiser, l’ìmmobiliare pubblica che nel 2011 aveva dato origine alla società Fiere di Reggio, oggi finita in concordato con un carico di 17 milioni di debiti e una perdita di quasi 8 milioni nel suo primo e ultimo bilancio del 2012, sarebbero stati caratterizzati da pesanti irregolarità, su cui si sarebbe soffermata la due diligence condotta da uno studio professionale esterno su iniziativa della ex presidente delle Fiere Lisa Ferrarini.
    Il Giornale di Reggio e 4minuti.it hanno dato notizia nei giorni scorsi dell’errore contabile che avrebbe provocato la “scomparsa” di 500mila euro dall’attivo e quindi dagli utili Sofiser del 2010.
    Oggi il capogruppo di Progetto Reggio Giacomo Giovannini ha annunciato il deposito di un’interpellanza alla Giunta comunale di Reggio Emilia (Il comune era socio di controllo della immobiliare, come oggi lo è di Fiere di Reggio insieme a Camera di commercio e Provincia) “per avere notizia di possibili gravissimi “errori” contabili di rilievo che potrebbero avere risvoltii anche in ordine all’ipotesi di evasione fiscale, piuttosto che sulla possibile “sparizione” di risorse”.
    “La ministra Idem è stata licenziata per molto meno dei disastri dell’assessore Spadoni: ci chiediamo se il Pd ha due morali – ha dichiarato Giovannini – nel momento in cui verra depositata la mozione di sfiducia nei suoi confronti, dovrà anche rendere conto dell’indecente situazione gestionale di Sofiser”.

    Ecco cosa rileva l’interpellanza:

    “- Al 31/12/2011 risultavano iscritti crediti tributari per circa 430.000 euro per i quali non vi sarebbero elementi sufficienti per ritenere che i giudizi pendenti possano rimborsare integralmente le somme versate comportando pertanto una sovrastima potenziale dell’attivo patrimoniale;
    – Nelle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione di Sofiser relative alla zona industriale di Corte Tegge dell’anno 2010 si sarebbe rilevato una sottostima di circa 500.000 euro che avrebbe determinato una compressione di pari importo dell’utile di esercizio con importanti effetti tributari;
    – Nelle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione di Sofiser del 2011 risulterebbe un errore di calcolo relativo alla determinazione dei costi di urbanizzazione di circa 205.000 euro comportante una sovrastima delle rimanenze finali e quindi una minore perdita di esercizio;
    – I crediti verso clienti di Siper presenterebbero elementi per supporre un potenziale rischio di ricuperabilità pari a circa 275.000 euro mentre il fondo svalutazione sarebbe risultato ampiamente incapiente;
    – Esisterebbero crediti verso clienti per fatture da emettere di Sofiser per circa 38.000 euro relative a prestazioni di precedenti annualità e mai emesse né incassate;
    – Esisterebbe una differenza di circa 70.000 euro nei debiti di Sofiser comportanti una sopravvenienza passiva;
    – L’esatta determinazione dei costi per urbanizzazioni afferenti alle diverse iniziative immobiliari di Sofiser risulterebbe difficoltosa a causa di scarse od incomplete informazioni ed inoltre le modalità di assegnazione degli incarichi sarebbe avvenuta direttamente e senza gare o procedure competitive;
    – La possibilità di errori nella metodologia di calcolo delle rimanenze risulterebbe quindi altissima con elevate difficoltà di ricostruire le scelte e le valutazioni effettuate;
    – Non si possa quindi escludere che la medesima voce “rimanenze”, essendo influenzata da contabilizzazioni intervenute in diversi esercizi contabili, possa essere viziata da ulteriori errori”.

    Giovannini chiama in causa anche il capogruppo del Pd Luca Vecchi: “Quando l’assessore avrà finito di rispondere, se fossero confermate le situazioni che abbiamo riferito, dovrà spiegare assieme al capogruppo del PD, perché invece di formulare false accuse all’opposizione, ha sostenuto la scelta irresponsabile dei Soci pubblici di non effettuare una Due Diligence nella fase antecedente la fusione tra Sofiser e Siper ed in sede di approvazione degli atti relativi all’operazione di fusione per incorporazione di Siper in Sofiser, di rinunciare alla relazione sulla congruità del rapporto di cambio che avrebbe comportato una accurata analisi della situazione”.
    Di certo Sofiser era sotto stretto controllo politico: tre esponenti del Pd (il presidente Ivan Rinaldini, la consigliera Roberta Rivi – assessore provinciale all’agricoltura – e il direttore Fabrizio Catelli) figuravano contemporaneamente nel consiglio di amministrazione della Reggio Immobiliare, società controllata dalla fondazione Tricolore che fa capo al Pd, ala ex Pds.

  2. Fausto Poli Rispondi

    23/04/2015 alle 09:03

    REGGIO EMILIA (22 novembre 2013) – Il procuratore della Repubblica Giorgio Grandinetti ha confermato questa mattina ai giornalisti che è stata aperta un ‘inchiesta preliminare sulla questione Fiere di Reggio, al momento senza ipotesi di reato nè indagati. L’indagine preliminare iscritta nel registro al modello 45 K, cioè fra gli atti non costituenti notizia di reato. Dell’inchiesta è stata incaricata una sostituta della Procura. La polizia giudiziaria ha ascoltato alcune persone, tuttavia il Procuratore non ha speficato chi sono nè dove siano avvenute le audizioni, e neppure ha detto se sono stati acquisiti documenti in via Filangieri, presso i soci di Reggio Fiere o in comune a Cavriago (per la vicenda degli extraoneri per undici milioni di euro pagati da Sofiser all’ente locale per l’urbanizzazione delle aree industriali di Corte Tegge).
    Alla domanda se tutto è partito dall’esposto presentato in estate dal capogruppo consiliare di Progetto Reggio, Giacomo Giovannini, Grandinetti ha detto “Non rispondo”.

    Reggio Emilia Fiere srl è in concordato a causa di un carico insostenibile di debiti ereditato da Sofiser e che ha rapidamente portato al crac la nuova società di via Filangieri. La prospettiva è la vendita del patrimonio di aree e fabbricati e padiglioni espositivi, salvo che i soci non ricapitalizzino con somme sufficienti a riportare la gestione in bonis, evitando le dimissioni.

    L’esposto di Giovannini faceva riferimento sia agli undici milioni pagati da Sofiser al comune di Cavriago, sia alle incongruenze e ai presunti errori contabili ) segnalati nella Limited Due Diligence disposta nel 2012 dal primo Cda di Fiere di Reggio. Fra le poste più rilevanti, un errore di trascrizione (a mano) nel bilancio 2010 di Sofiser, relativo al calcolo delle rimanenze finali sui lotti di aree industriali di Corte Tegge. Errore che ha provocato la “scomparsa” di cinquecentomila euro dalle poste attive, con conseguente riduzione degli utili e relative tasse non pagate.

  3. Fausto Poli Rispondi

    23/04/2015 alle 09:10

    Un pool di magistrati per indagare sulle Fiere
    Lo ha deciso il procuratore capo Giorgio Grandinetti, due i sostituti incaricati La pre-inchiesta è partita dopo gli esposti giunti in procura sulla vicenda
    di Elisa Pederzoli

    27 novembre 2013
    REGGIO

    Non uno, ma due magistrati a indagare sul caso Fiere.

    Ad annunciarlo è il procuratore capo Giorgio Grandinetti, a proposito della pre-inchiesta aperta da qualche settimana.

    Il fascicolo è ancora un modello 45, come si chiamano in linguaggio giuridico: non ci sono ipotesi di reato e nemmeno indagati. Ma la “macchina” della procura si è messa in moto. E la vicenda è finita sotto la lente dei magistrati. I quali, ora, ci vogliono vedere chiaro.

    «Sono indagini di tipo conoscivito, per il momento. Preliminari. Stiamo facendo degli accertamenti. Ho deciso di rafforzare il pool investigativo, perché si tratta di vicende complesse». Grandinetti spiega così la decisione presa e che, nei prossimi giorni, vedrà raddoppiarsi il numero dei sostituti che dovranno scandagliare la vicenda Fiere.

    Una decisione che ricalca quanto deciso per i roghi dolosi registrati nei mesi scorsi tra Reggio e provincia. Anche per quella vicenda, a sua volta complessa e articolata, Grandinetti ha disposto che fossero due i magistrati. A lavorare in sinergia tra di loro.

    «C’è la necessità di unire i procedimenti, quando c’è affinità di materia» evidenzia Grandinetti. E anche per ovviare alla difficile situazione dell’organico della procura, dove ormai da molti mesi a operare sono soltanto quattro sostituti procuratori. E per l’arrivo di nuovi magistrati bisognerà attendere ancora qualche mese.

    A far partire l’indagine sul caso Fiere sono stati gli esposti depositati da Giacomo Giovannini di “Progetto Reggio” e altri due, presentati invece dagli ex dipendenti che sono stati licenziati nel 2012.

    Nel documento di Giovannini, si fa particolare riferimento alla “limited due diligence” svolta dallo studio Pdi&Partners, sull’ultimo anno di vita di Siper e Sofiser, società da cui poi nacque Reggio Emilia Fiere. Giovannini punta il dito sugli aspetti contabili della vicenda. Gli altri due esposti, invece, toccano le modalità di selezione del direttore delle Fiere, Dario Deveronico. L’altro, invece, è sempre relativo alla fusione tra Siper e Sofiser. Operazione che mise in capo alla società che gestiva il ramo eventi debiti ingenti invece relativi all’immobiliare: la prima, poi, fu costretta a presentare un ricorso di ammissione al concordato preventivo. Richiesta poi cancellata e sulla quale il tribunale dovrà decidere a gennaio.

  4. gabriella.pederzolo Rispondi

    23/04/2015 alle 17:31

    Come e stato possibile tutto questo la città ne soffrirà tantissimo a soffrire sono sempre i lavoratori chi ha creato questo disastro resterà impunita ? Povera questa mia città sono molto amareggiata e delusa non andro più a votare la mia voce non interessa a nessuno ma e davvero uno schifo

  5. Fausto Poli Rispondi

    24/04/2015 alle 14:10

    Ulteriori aggiornamenti: 15 giugno 2014

    L’annuncio di un esposto da parte del capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Pagliani, e il fuoco incrociato del Pd di Reggiolo contro la presidente Sonia Masini. Si alza il livello dello scontro dopo la votazione della delibera che inietta 15 milioni di euro a Fieremilia, di cui la stessa Provincia è socia unica: una maxi-operazione votata in una variazione di bilancio nell’ultima seduta del consiglio di Palazzo Allende, poco prima dello scioglimento dell’ente previsto mercoledì prossimo, per dare linfa alla nuova società fieristica con risorse che verrebbero poi girate a Reggio Emilia Fiere, la vecchia società per cui si è aperto l’iter concordatario. Una mossa sulla quale già in sede di votazione in consiglio non erano mancati momenti di tensione, per un piano di investimenti sul quale ora Pagliani, capogruppo Fi, annuncia un esposto alla Corte dei Conti: «Abbiamo deciso di affidare l’incarico all’avvocato Anna Paola Fontana di Modena per presentare un esposto per segnalare e cassare la scelta politica scellerata di indirizzare circa 15 milioni di euro di valore da parte della Provincia alla società Fiere di Reggio a garanzia del concordato con la relativa vendita di azioni dell’Autobrennero in permuta di un’area posta a fianco delle attuali Fiere di Reggio – afferma Pagliani – La nostra scelta è stata obbligata a fronte dell’atto di imperio posto dalla presidente Masini, il nostro auspicio è che per una volta si possa ricondurre a civili responsabilità dei consiglieri che hanno votato a favore e della giunta un errore patrimoniale gravissimo di Sonia Masini». Domani, da Forza Italia, chiederanno copia degli atti del consiglio. Da lì partirà l’esposto, che punta a mettere in dubbio soprattutto la regolarità dell’iniezione, per circa 14 milioni di euro, delle quote Autobrennero, già in passato oggetto di tre aste andate a vuoto, e sulle quali ieri hanno puntato il dito anche dal Pd di Reggiolo, con un doppio attacco alla Masini partito dal sindaco, Roberto Angeli e Lucio Sabattini, segretario cittadino: «Reggiolo – afferma Sabattini – è l’unico casello autostradale sull’Autobrennero nel territorio reggiano. Sono davvero stupito da questo modus operandi, dal fatto che il territorio non sia stato coinvolto nel percorso decisionale». Quanto al sindaco Angeli, «la Provincia – commenta – avrebbe dovuto coinvolgere i Comuni interessati investendo su delle opere necessarie a ristabilire la normalità su un territorio colpito dal sisma». Masini, tuttavia, respinge al mittente qualunque accusa, supportata da Fabrizio Allegretti, capogruppo Pd in consiglio provinciale. «Siamo nel pieno della legittimità fino al 18 giugno – replica Masini – e noi abbiamo deliberato prima di questa data, mettendo in disponibilità il patrimonio dell’ente che non verrrà conferito a privati o a terzi, ma a una partecipata al 100%. Se il piano non dovesse essere accettato le risorse rientrerebbero nella disponibilità della Provincia, che non perde patrimonio ma si concentra su promozione territoriale e salvaguardia di un bene pubblico. Forza Italia vuole solo che qualcuno speculi sulle fiere, che non rimanga un bene pubblico ma diventi privato. Abbiamo i pareri tecnici favorevoli all’operazione». Dello stesso tenore Allegretti: «Come risulta dagli atti deliberati nella loro piena regolarità tecnica sottoscritta dai dirigenti interessati e dai revisori dei conti, come risulta dal dibattito registrato e a disposizione di chiunque, in Consiglio vi è stata ampia convergenza, a parte l’unica, decisa opposizione di Forza Italia, senza che per altro ne siano state spiegate bene le ragioni».

  6. Fausto Poli Rispondi

    25/04/2015 alle 08:19

    29.11.2011

    Il Consiglio approva la fusione Sofiser-Siper
    Il Consiglio provinciale presieduto da Gianluca Chierici ha approvato nella seduta di lunedì la fusione per incorporazione della Siper in Sofiser con 16 voti favorevoli (Pd e Idv) e 4 astenuti (Pdl, Udc, Lega Nord).

    “È una fusione che da tempo la Provincia considera fondamentale. L’obiettivo è quello di razionalizzare le partecipazioni della Provincia, ridurre i costi e ridefinire ruolo e missione della nuova società per promuovere più efficacemente lo sviluppo del territorio – ha detto l’assessore all’Agricoltura Roberta Rivi nel presentare la fusione al Consiglio – Nella nuova compagine Sofiser confluirà con un patrimonio considerevole, oltre 22 milioni di patrimonio netto, circa cento volte superiore a quello di Siper, la società che gestisce le fiere di Reggio. Ci sarà una riduzione dei consiglieri, del consiglio sindacale, un solo presidente ed un solo direttore”.

    “La necessità di valorizzare Siper impegna necessariamente gli enti soci ad approfondire gli obiettivi, il ruolo, i progetti che le Fiere di Reggio Emilia si porranno per il futuro, così come la nuova compagine societaria dovrà ricalibrare alle mutate esigenze del territorio le competenze che l’immobiliare Sofiser fino ad ora ha svolto”.

    “Negli ultimi anni si sta infatti assistendo ad una ridefinizione del sistema fieristico regionale e nazionale nell’ambito del quale Reggio, secondo la Provincia, dovrà trovare adeguata collocazione. Il ruolo della Regione Emilia-Romagna, in tal senso, sarà importante così come ai fini della collocazione di Reggio Emilia nell’ambito del fondamentale appuntamento con l’Expo 2015 di Milano”.

    La reazione dei consiglieri parte con Mario Poli, Udc: “La ragione della fusione c’è tutta. Sin dall’inizio potevano fare una sola società piuttosto che due. Voto l’astensione al provvedimento perché voglio vedere il prossimo anno cosa succede in Sofiser anche per la sua situazione economica. Ho difficoltà a vedere prospettive di successo per le fiere di Reggio visti i pochi spazi del mercato”.

    Emanuele Magnani dell’Idv valuta favorevolmente la proposta di fusione, “in termini di efficacia e di logistica”.

    La Lega Nord ha una posizione critica, tanto che presenta un ordine del giorno correlato, di cui primo firmatario è Stefano Tombari, poi respinto con quattro voti favorevoli (Pdl, Udc, Lega Nord) e 16 contrari (Pd e Idv). “Innanzitutto chiedere un aumento di capitale senza sapere cosa la nuova azienda andrà a fare non mi pare opportuno – afferma il capogruppo della Lega Nord – Non esiste a tutt’oggi un piano industriale, né una precisa predisposizione di obiettivi operativi, che possano dare risposte rispetto al trend attuale della situazione del Centro esposizioni. Le dimensioni della società e dei suoi asset potrebbero presentare caratteristiche di vulnerabilità nell’ambito del sistema fiere regionale”.

    Di conseguenza, la Lega Nord sostiene che “per dare risposte a questi rischi”, sarebbe necessario che le strategie dell’azienda “fossero orientate a rinvenire nicchie settoriali di interesse non solo del territorio, ma anche sovraterritoriali, compatibili con le sue dimensioni, e che risulta indispensabile intraprendere un percorso non in un’ottica reticolare e sinergica con le realtà più integrabili, quali ad esempio il sistema fiere dell’Emilia Nord”. Tombari ritiene che “nessun onere a carico dei soci pubblici (quanto meno della Provincia) possa essere previsto in assenza di un preciso piano industriale, nonché di una precisa predisposizione di obiettivi operativi e gestionali di medio periodo, che possano dare risposte rispetto al trend attuale della situazione del centro esposizioni della nostra provincia”. Il piano industriale per la Lega sarebbe “da redigere e presentare entro tre mesi ai soci, tra i quali la Provincia, la quale si impegna a riferirne nelle Commissioni competenti e dovrebbe individuare aree operative che possano comportare soddisfacenti risultati di gestione, nonché di partecipazione da parte degli operatori economici nazionali ed internazionali”.

    Marcello Stecco, Pd, afferma che “la discussione ha un limite inevitabile, cioè l’insufficiente contestualizzazione della fusione all’interno del sistema fieristico regionale, senza il quale non saremmo adeguatamente all’altezza delle decisioni che stiamo prendendo. Mi sto riferendo ad atti molto precisi che vedono impegnata la Regione Emilia-Romagna. Se non ci poniamo tale questione, rischiamo di diventare cenerentola. Questi sono tempi di decisione, quindi Comune e Provincia entrino in campo come protagonisti”.

    Per Daniele Erbanni, Pdl, “rimane da capire come si intende gestire le aree industriali che non rientrano nell’attività fieristica e che hanno generato il debito di bilancio in Sofiser, debito che deve ridursi. Obiettivi devono essere lo sviluppo dell’economia locale e quello delle fiere, anche da un punto di vista architettonico ed estetico, in un’area che la città intende valorizzare. Il nostro sarà un voto di astensione alla fusione, perché non si dichiara ancora piano industriale”.

    Fabrizio Allegretti annuncia il sì alla fusione del gruppo Pd e no all’ordine del giorno della Lega, “in quanto presenta elementi già inseriti nell’intervento dell’assessore. Sugli altri punti, mi pare sia opportuno dare fiducia alla nuova azienda”.

    Nel rispondere alle domande sollevate dai consiglieri, l’assessore Rivi rileva che la fusione “è un’operazione amministrativa, che sarebbe stata fatta comunque, oggi a maggior ragione visto che si tratta di rilanciare le fiere, voluta da tutti i soci, anche privati. Sul rapporto con la Regione, non è stato ancora discusso in commissione perché non era all’ordine del giorno, a differenza del percorso di fusione. La nuova società sta lavorando al piano industriale, che c’è già ed è in corso di perfezionamento da parte dei soci. La crisi delle fiere di grandi dimensioni ci offre un’occasione ghiotta, da cui passa un pezzo del nostro sviluppo futuro. Si tratta di arrivarvi con idee chiare e condivise, basta avere consapevolezza dei luoghi in cui discutere. I debiti dell’azienda sono nell’ordine dei 15 milioni di euro, determinati dall’acquisto di terreni a Fora di Cavola, Corte Tegge e nei pressi dell’autostrada, ma non vicino all’area nord. A proposito dell’architettura, sono state fatte migliorie interne alla fiere, tra cui i tetti ed i collegamenti tra capannoni”.

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