Piccoli tagli. La Provincia abbandona 6 partecipate e vende parte delle azioni Autobrennero

 
11/4/2015 – Il presidente della Provincia di Reggio Emilia Giammaria Manghi ha firmato il decreto che fissa il piano operativo di riordino delle società partecipate sulla base della Legge di stabilità 2015, che prevede un processo di riduzione e razionalizzazione delle società e delle partecipazioni entro la fine di quest’anno,  con l’eliminazione di quelle non indispensabili: le società composte da soli amministratori o in numero superiore a quello dei dipendenti, le partecipazioni in società che svolgono attività analoghe.
Sono previsti inoltre processi di aggregazione e il contenimento dei costi anche mediante la riorganizzazione degli organi e la riduzione delle remunerazioni. Il piano prevede l’uscita della Provincia di Reggio Emilia da 6 società: l’ente porta così da 16 a 10 il numero delle proprie partecipate.
Nel dettaglio la Provincia di Reggio Emilia è uscita da alcune
società in liquidazione,  fallimento o concordato come Reggio Emilia Fiere srl, Matilde di Canossa srl e  Montefalcone srl. In realtà si tratta di perite cospicue, e nei fallimenti la Provincia potrebbe essere chiamata in causa ome gli altri soi per ripianare. Inoltre palazzo Allende ha deciso di dismettere entro l’anno le proprie partecipazioni – risultate non più coerenti con le finalità dell’ente – in Banca Etica (di cui deteneva una quota pari allo 0,02% del capitale sociale), Centro padano interscambio merci spa (0,77%), Ervet spa (0,004% in virtù della incorporazione avvenuta nel dicembre 2014 di Nuova Quasco).
La Provincia di Reggio Emilia resterà invece socia di Lepida (0,005%), spa che a livello regionale gestisce la rete a banda larga delle pubbliche amministrazioni; Aeroporto di Reggio Emilia srl (16,988%), di cui comunque si prevede una riduzione dei costi societari;  Centro ricerche produzioni animali spa (20,83%), Reggio Emilia Innovazione (18,601%) e Ferrovie Emilia-Romagna srl (0,082%). Queste partecipazioni sono state ritenute al momento compatibili con le funzioni dell’ente indicate dalla legge di riforma del 2014, la cosiddetta legge Delrio.
Confermata anche la partecipazione in Autobrennero spa (di cui la Provincia detiene il 2,5%) considerata strategica: è inoltre interesse della Provincia procedere alla vendita di parte delle azioni in quanto è possibile escludere tali proventi dal patto di stabilità, rendendo dunque possibile l’impiego negli ambiti di diretta competenza come strade provinciali ed edilizia scolastica.  
Altre partecipazioni, come l’11,25 % in Gal (società che si occupa di sviluppo economico dell’Appennino), il 28,62% nell’Agenzia locale per la mobilità e il trasporto pubblico, lo 0,04% in Trasporto pubblico Emilia-Romagna (Tper) per il momento saranno mantenute rimandando ulteriori decisioni dopo l’approvazione della legge regionale sul riordino delle Province.
Resta al momento anche la partecipazione in Fieremilia, il ramo d’azienda che si occupa dell’organizzazione delle esposizioni fieristiche, di cui per l’altro la Provincia è l’unica socia.
 

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Una risposta a 1

  1. franco Rispondi

    12/04/2015 alle 15:46

    Lascia cioè le partecipazione che non valgono più nulla perchè relative a società in procedure concorsuali( Matilede,Fiere e Montefalcone) Almeno su alcuna di queste si aprisse un’indagine per valutare , non solo la perdita del patrimonio pubblico, ma anche i disastri compiuti ed i danno a tutta la collettività.

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