“Palasport, ci vuole un’ipotesi alternativa”

di Giacomo Giovannini*
 
 5/4/2015 – Ho partecipato alla seduta della commissione consiliare che ha nuovamente affrontato la questione palasport. 
Non essendovi alcun progetto formalmente presentato si è discusso del sesso degli angeli ovvero si è intavolata una discussione politica in cui per altro non è stato affrontato il nodo focale della vicenda.
 Infatti al di là delle problematiche di merito sulle procedure da seguire, sulla mobilità, dell’opportunità di un intervento a ridosso della basilica della Ghiara, delle considerazioni sul rafforzamento della funzione ricreativa in centro, si sarebbe dovuto tenere in considerazione il tipo di decisione che si va effettuando.
 Una scelta che per molti motivi, risorse da investire comprese, deve guardare al futuro per non fare la fine del Mirabello, il cui rifacimento ebbe vita brevissima.

E sulla disponibilità di risorse si sta tergiversando da ormai dieci anni, da quando cioè venne bocciato il progetto del nuovo pala presso la città dello sport.
 
Allora la questione è la seguente: se il restauro del PalaBigi non ha la necessaria sostenibilità economico-finanziaria, il Comune cosa fa?
Resta ad assistere all’ulteriore decadimento di una struttura nata vecchia?
 
E’ politicamente vero che questa amministrazione è figlia di chi non credeva né all’investimento sulla stazione Tav nè sul nuovo stadio (salvo poi ricredersi opportunisticamente), ma crediamo si possa e debba cambiare registro se non si vogliono bloccare definitivamente gli investimenti nella nostra città.
 
Ci vuole allora coraggio politico nel predisporre una ipotesi alternativa a quella attualmente allo studio da parte dei privati, perché come giustamente ribadito più volte anche dal patron della Pallacanestro Reggiana, la questione del palazzetto è della città non di una sola società sportiva e quindi il Comune deve esserne parte attiva sotto tutti i punti di vista.
 
 
 
Giacomo Giovannini
Vicepresidente Associazione
Grande Reggio – Progetto Reggio
 
 

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