Ospedale S. Anna, no alla chiusura del punto nascita: odg di Pagliani in consiglio provinciale. Sapranno essere uniti?

Giuseppe Pagliani con Gianfranco Carugo

Giuseppe Pagliani con Gianfranco Carugo

29/4/2015 – Nella seduta di Giovedì 30, in consiglio provinciale si pala del futuro dell’ospedale di Castelnovo Monti, dopo il piano regionale (sostenuto anche dal direttore dell’Ausl di Reggio, Nicolini) che prevede la chiusura dei reparti di neonatologia nei presidi della montagna. La discussione a palazzo Allende è sollecitata da un ordine del giorno del capogruppo di Terre Reggiane-Forza Italia  Giuseppe Pagliani a salvaguardia, appunto, del punto nascite dell’Ospedale S.Anna di Castelnovo Monti: la chiusura costringerebbe le mamme della montagna a fare anche più di 50 km per andare a partorire. Sono curiose del resto le motivazioni sulla carenza di sicurezza nelle situazioni in cui avvengono meno di 500 parti l’anno, quando per  altri versi viene incoraggiato il ritorno alle nascite in casa. Evidentemente si confrontano due diverse visioni, nel mondo medico e della sanità pubblica: l’importante è che a pagarla alla fine non siano le donne e le loro comunità.

 

L’odg chiede al presidente Giammaria Manghi e alla Giunta di attivarsi verso la Regione per ottenere “la deroga alla chiusura, per il fatto di essere, l’Ospedale S.Anna di Castelnuovo né Monti situato in territorio disagiato e per l’impossibilità di attivare il “trasporto medico assistito” per le partorienti”.

Il presidente della provincia Giammaria Manghi, tra il sottosegretario Andrea Rossi e il presidente della Regione Stefano Bonaccini

Il presidente della provincia Giammaria Manghi, tra il sottosegretario Andrea Rossi e il presidente della Regione Stefano Bonaccini

Sul punto potrebbe registrarsi la convergenza di tutto il consiglio, anche perché nei banchi del Pd siede il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini, che ha preso posizione contro la chiusura di neonaologia.

L’ORDINE DEL GIORNO

“Al Presidente della Provincia Dott. Manghi

Premesso che:

si assiste, nell’Appennino reggiano, ad una levata di scudi rispetto all’ipotesi di chiusura, formulata dal direttore dell’Ausl Fausto Nicolini, del punto nascita dell’ospedale Sant’Anna di Castelnuovo ne’ Monti (RE), in ragione del numero di parti (circa 200) registrati, al di sotto del limite minimo di 500 previsti dall’accordo Stato-Regioni sottoscritto nel 2010;

 Visto che:

ci sono diverse strutture in Emilia-Romagna dove – giuste le stime dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali – si eseguono meno di 500 parti all’anno, tra le quali: l’ospedale di Porretta Terme (Bo), la clinica privata accreditata Villa Regina di Bologna, il già citato ospedale Sant’Anna a Castelnovo ne’ Monti, l’ospedale di Pavullo (MO), la Casa di cura Città di Parma, e l’ospedale Santa Maria di Borgo Val di Taro (PR);

Dato che:

entro il mese di luglio, la Regione dovrà definire, in ragione dell’evocato accordo, il piano di chiusura di alcuni dei suddetti punti nascita, pena la decurtazione dei trasferimenti statali per un importo variabile tra i 70 e 150 milioni di euro;

Considerato che:

l’accordo Stato-Regioni che qui interessa prevede, per altro, delle eccezioni alla chiusura di un punto nascita con meno di 500 parti l’anno, ad esempio per gli ospedali situati in territori disagiati ove non sia possibile attivare il “trasporto medico assistito” per le partorienti (è il caso del punto nascita di Castelnovo né Monti);

 SI IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA MANGHI AD ATTIVARSI PRESSO LA REGIONE EMILIA ROMAGNA PER OTTENERE:

la deroga alla chiusura, per il fatto di essere, l’Ospedale S.Anna di Castelnuovo né Monti situato in territorio disagiato e per l’impossibilità di attivare il “trasporto medico assistito” per le partorienti.

Giuseppe Pagliani – capogruppo Terre Reggiane

 

 

 

 

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