Operaio ucciso a Baiso, è il terzo in tre mesi. La Cgil accusa: “Intollerabile lavorare in certe condizioni”

3/4/2015 – Si chiamava Nicolai Rusu e aveva 35 anni il lavoratore deceduto nell’incidente mortale di mercoledì 1 aprile a Baiso. E’ il terzo incidente mortale nella provincia di Reggio dall’inizio dell’anno: tre morti in tre mesi. Secondo la Camera del lavoro di Reggio Emilia e la Slc (Federazione lavoratori della Comunicazione) “sono numeri da record”, tristemente da record. 
Lunedì scorso tutta la provincia è stata scossa da forti raffiche di vento e sulle colline reggiane una squadra di operai, dipendenti di una ditta in appalto Telecom, la Felc di Potenza, lavorava alla sostituzione di alcuni pali della linea telefonica Telecom.
Sulla trsgedia Cgil e Slc hanno diffuso una nota, ponendo una domanda semplice e drammatica: perchè nonostante un vento così pericoloso,  si è continuato a lavorare in quelle conduzioni?
“Anche se la dinamica dell’incidente è ancora al vaglio della magistratura e delle medicina del lavoro, la Slc, categoria dei lavoratori del settore comunicazioni, e la Cgil stanno valutando anche la natura dell’appalto e il rispetto di tutte le normative in materia di sicurezza – si legge nella nota diffusa oggi –  perché l’unica cosa appurata è che quel giorno i venti erano molto forti e il palo su cui Nicolai Rusu era salito per procedere alle riparazioni era in prossimità di alberi”
Di conseguenza ” se pare che fatalmente un ramo di questi alberi, proprio a causa del vento sia caduto sul palo spezzandolo e provocando la caduta mortale del lavoratore, non possiamo che domandarci se la cosa poteva essere evitata attraverso, ad esempio, l’interruzione di quei lavori in quel momento perché troppo rischiosi per l’incolumità fisica.
La Telecom, cioè la società appaltante, ha già informato tutti i propri responsabili alla sicurezza che stanno seguendo gli sviluppi delle indagini e al termine farà avere i verbali della medicina del lavoro sull’esito dell’inchiesta”
“Abbiamo già avvisato tutte le strutture della nostra Organizzazione per eventuali irregolarità – aggiunge la Cgil –  ma la cosa che continua a interrogarci, e lasciarci sconcertati, è come mai si continua a morire per lavoro, come mai per chi lavora in altezza non venga considerata la condizione meteo per potersi rifiutare di fare un lavoro, come mai il contesto ambientale  non sia stato preso in considerazione e, in definitiva, se gli appalti siano regolari e affidati ad aziende competenti ed in regola con normative e leggi.
Sappiamo che il “rischio zero” non esiste, ma crediamo altrettanto che ridurre al minimo le fonti di rischio e formare i lavoratori che lavorano in condizioni di pericolo (altezza, elettricità, ecc..), sia un obbligo di tutte le aziende e che non sia più tollerabile che avvengano incidenti del genere.
Appaltare ad altre ditte, ancor di più da parte di aziende della caratura di Telecom, non può essere un modo anche per non avere obblighi e demandare agli altri i rischi di queste lavorazioni”. 
La Slc Cgil, provinciale e regionale, insieme alla Camera del Lavoro di Reggio Emilia esprimono “le più sentite condoglianze alla famiglia dell’ennesima vittima di un incidente sul lavoro, auspicando che sia l’ultima e che non siano più tollerate situazioni che possano portare ad incidenti come questo”. 

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