“Nuovo centro commerciale a Ospizio. Ma perchè insistere col cemento?”

di Francesco Fantuzzi*

13/4/2015 – ” L’ennesima follia di un’amministrazione che risponde a interessi che non sono quelli dei cittadini che dovrebbe rappresentare. Si spaccia per riqualificazione, con tanto di ciliegina di una nuova biblioteca, un intervento che porta l’ennesimo centro commerciale e altro cemento. 
Nell’area di Ospizio in cui era ospitata la storica casa di riposo nascerà un nuovo punto vendita Conad, con annessi nuova biblioteca e nuovo polo territoriale. L’assessore all’urbanistica Alex Pratissoli ha parlato di “bel cambiamento” rispetto al progetto originale che prevedeva, su una superficie utile di circa 20.700 metri quadri, 9.600 destinati a residenza, e lo ha spacciato, more solito, come uno stop al consumo di suolo.
Ma ciò appare semplice e logico: il fabbisogno di nuove abitazioni negli ultimi anni è crollato, come testimoniano gli oltre 7.500 appartamenti vuoti, figli delle politiche
urbanistiche dissennate del duo Spaggiari-Delrio.
Non è invece affatto logico insistere su nuovo cemento e sull’apertura di altre superfici di medie dimensioni al di fuori dell’esagono, quando è ormai palese che, ancora una volta, ciò influenzerà negativamente il piccolo commercio di prossimità del centro storico e dello stesso quartiere. Nè può rappresentare una giustificazione la realizzazione di opere compensative e della biblioteca. 
Nulla ovviamente contro il marchio in questione, ma un altro
punto vendita è un altro non luogo come i tanti altri centri commerciali, tutti tristemente identici, che ormai circondano e ingrigiscono le nostre città e le nostre abitudini di consumo. 
Perchè i reggiani dovrebbero venire maggiormente in centro? Per trovare ciò che trovano anche fuori, più comodamente?
Perchè altro inutile cemento? Quali interessi si stanno tutelando?
Una città, la nostra,  ormai destinata a spegnersi con la colpevole inerzia di un’amministrazione in totale continuità
col passato, anche nell’approccio meramente propagandistico”.
(* Reggio città aperta)

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