Lavoratori con contratto rumeno, l’assessore Bianchi si arrabbia e chiede controlli a tappeto

4/4/2015 – Quanti sono in tutto il Nord, e anche a Reggio Emilia  i lavoratori assunti con contratto “rumeno” che nnon pevede neppure il pagamento degli oneri previdenziali. Dopo la denuncia della Cgil di Modena, che ha consegnato alla Procura e all’ispettorato del lavoro il volantino di propaganda di un’agenzia interinale, dai contenuti di raro cinismo, è insorto l’assessore regionale al Lavoro Patrizio Bianchi, reclamando una indagine a tappeto.

“Chiediamo l’immediato intervento dell’Ispettorato del lavoro per verificare la presenza in Emilia-Romagna di situazioni di sfruttamento dei lavoratori”.
“In Emilia-Romagna le istituzioni non faranno passare sotto silenzio episodi del genere – assicura Bianchi – Ci opporremo con tutte le nostre capacità perché simili fenomeni non avvengano sul nostro territorio. La Regione è da sempre impegnata in questo senso, e anche nel nuovo Patto per il lavoro la legalità del mercato del lavoro, le regole e la sicurezza dei lavoratori saranno punti qualificanti”.
“Non è in alcun modo immaginabile – conclude Bianchi – ipotizzare che per competere in questa regione si possano utilizzare forme di lavoro che assomigliano al caporalato”.

Il volantino finito nelle mani della Cgil è dell’agenzia di lavoro  temporaneo W.S Agency.

Il contenuto è eloquente: «Supera la crisi! Riduci i costi! Con i lavori interinali con contratto rumeno. Telefona immediatamente». L’agenzia propone alle imprese italiane l’assunzione di lavoratori inquadrati secondo le normative rumene. «Niente Inail, niente Inps, niente malattia, niente Tfr, niente infortuni!», prosegue il volantino. E poi: «Alla tua azienda non rimane che pagare 11 mensilità e non 14 più tfr come stai facendo».
L’agenzia promette all’imprenditore un risparmio del 40% sul costo del lavoro, «senza nemmeno dover anticipare l’Iva essendo le nostre fatture intracomunitarie».

A quando il contratto di lavoro delle miniere di sale dei faraoni? aspettiamo con ansia: ormai siamo a un passo. Sino a quando non saranno fermate strutture, uffici di consulenza, false cooperative, studi che passano le giornate a escogitare ogni sistema per comprimere i diritti dei lavoratori, sul filo e spesso al di fuori della legalità, la situazione è destinata a peggiorare.

 

 

 
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