Iren, sì bulgaro al bilancio del super debito. Bini protesta per il caro rifiuti. Ettore Rocchi in pole come vicepresidente

28/4/2015 – Una maggioranza ultra-bulgara ha approvato poco dopo le 14 il bilancio 2014 di Iren Spa, che anche quest’anno (nonostante un 2014 difficile, con i fatturati in forte calo e un aumento ulteriore di un debito già stratosferico) distribuisce lo stesso dividendo di dodici mesi fa,  vale a dire 0,0523 euro ad azione. Le attese dei comuni grandi azionisti, sempre più affamati di soldi sono state così soddisfatte, e ciò spiega il sì di oltre il 98% delle azioni rappresentate in assemblea (presenti fisicamente 278 votanti per 903 milioni di azioni, equivalenti al 76,96% della totalità dei titoli aventi diritto al voto). Non trascurabile tuttavia dal punto di vista politico l’astensione di alcuni piccoli comuni, del cui malessere si è fatto portavoce il primo cittadino di Castelnovo Monti, ed ex presidente della camera di commercio di Emilia Enrico Bini, che ha chiesto una revisione delle politiche tariffarie di Iren: “Il mio Comune per i rifiuti paga due milioni all’anno e ha un ritorno di 90 mila euro. L’anno scorso ci è stato chiesto un aumento del 10%. Così non possiamo andare avanti, anche perché i cittadini hanno difficoltà a pagare. O c’è un’inversione di tendenza ,o saremo costretti a cercare strade alternative”. In altre parole, ci sono Comuni che stanno valutando seriamente se uscire da Iren e conferire i servizi ad altre società. Bini ha chiesto anche la fine degli appalti al massimo ribasso. Il sindaco di Castelnovo Monti è uscito dalla sala e non ha votato

L’assemblea, presieduta da Francesco Profumo, si è svolta nella sede legale di via Nubi di Magellano, a Reggio Emilia, ed è andata avanti sin quasi alle 15. Ma nessun colpo di scena,  se non un insieme di critiche anche rilevanti sull’andamento della società che però, al momento del voto, hanno pesato per uno zero virgola.

I conti, dicevamo, non sono dei migliori. Anzi. I ricavi sono calati bruscamente a causa della diminuzione del prezzo del gas e perché l’inverno 2013-14 è stato particolarmente mite. Forse anche per la concorrenza delle altre multiutility, a caccia continua di clienti nel bacino Iren . I ricavi che nel 2013 furono di 3miliardi 372,7milioni di euro, nel 2014 sono diminuiti a 2 miliardi 901,8 milioni (-14%).

Nel contempo i debiti già enormi sono continuati ad aumentare: l’indebitamento finanziario netto a fine 2014 era di 2 miliardi 285 milioni di euro, mentre nel 2013 erano 2 miliardi 192 milioni.  Il trend non si è invertito, e la forbice rispetto ai ricavi si ristretta ancora un po’.

L’utile netto si è fermato a 68, 9 milioni contro gli 88,6 precedenti; ma Iren fa notare che, depurato dagli elementi straordinari l’utile si sarebbe attestato A 99,7 milioni. Tra tali elementi figurano i dieci milioni accantonati per ulteriori perdite derivanti dalla liquidazione della società Sinergie Italiane, attraverso cui passavano le forniture di gas.  Naturale che il presidente Francesco Profumo abbia mostrato il bicchiere mezzo pieno: “Nel 2014 il gruppo Iren ha mantenuto risultati gestionali sostanzialmente stabili pure in presenza di uno scenario macroeconomico e climatico fortemente negativo . Le operazioni finanziarie e industriali chiuse durante l’anno , hanno consentito all’azienda di consolidare la propria presenza nei territori di riferimento e di rafforzare la struttura finanziaria affacciandosi sul mercato obbligazionario”.

Gli hanno fatto da contraltare alcuni piccoli azionisti con numerosi spunti critici.

Francesco Fantuzzi ha puntato il dito su diverse poste di bilanci , e in particolare sulle operazioni in derivati che avrebbero generato 42 milioni di perdite potenziali. Gli ha risposto l’a.d. Massimiliano Bianco, sottolineando che si tratta di operazioni di mera copertura sul debito, e non di tipo speculativo che quindi “non destano alcuna preoccupazione”. Fantuzzi ha insistito nel chiedere che, data la situazione dei conti, non venga distribuito il dividendo, e che soprattutto non si proceda con la maxi- multiutility del Nord: “Un progetto che non sta in piedi”.

Mario Guidetti, in particolare,  ha chiesto chiarimenti sulle voci riguardanti la buonuscita (si era detto due milioni) dell’ex vicepresidente Andrea Viero, al centro di una interrogazione di Forza Italia in Comune. E’ stato chiarito che Viero non ha preso alcun buonuscita extra, se non la liquidazione spettante a norma di contratto come dirigente. Tuttavia cifre non ne sono state fatte: il chiarimento è rimasto a metà.

Intanto il professor Ettore Rocchi, reggiano in quota Delrio, attuale presidente di Iren Rinnovabili e membro del cda, viene dato come nuovo vicepresidente del gruppo.

I mal di pancia dell’assemblea si sono acuiti al momento del voto sulla relazione del comitato Remunerazioni e Nomine: i compensi d’oro (i soli consiglieri prendono in media 70 mila euro l’anno) non vanno giù, soprattutto dopo la vicenda De Sanctis. Qui la fronda interna  ha messo insieme il 13%: 7,28% di no e 5,92% di astenuti, contro l’85,83% di voti favorevoli.

IL NUOVO COLLEGIO DEI SINDACI

La votazione per la nomina del nuovo collegio sindacale, che resterà in carica per i prossimi tre anni, si è conclusa con l’elezione di Michele Rutigliano (candidato dei fondi di investimento) come presidente, dei sindaci effettivi Emilio Gatto e Anna Maria Fellegara (lista dei soci pubblici ex Enia) e dei supplenti Giordano Mingori e Giorgio Mosci.

BINI: “PERCHE’ SONO INTERVENUTO”. AUMENTI INSOSTENIBILI PER I COMUNI E I CITTADINI

Mi ha fatto piacere intervenire per riconoscere a Iren i passi che nell’ultimo periodo ha compiuto per andare incontro ai Comuni ed alle loro difficoltà. E poi perché, approfittando dell’occasione dell’Assemblea di Bilancio, ho voluto evidenziare le difficoltà che abbiamo nel sostenere il problema della gestione dei rifiuti”. Così il sindaco di Castelnovo Monti Enrico Bini in una dichiarazione diffusa dopo l’assemblea. “In particolare i costi, che sono troppo elevati e che vedono degli aumenti continui, che non riusciamo più a sopportare ne’ noi come Enti, ne’ i cittadini. Aumenti che negli anni recenti sono stati anche nell’ordine del 10% annuo”.

Prosegue Bini: “In questa situazione rischiamo davvero di sentirci semplici esattori, da una parte del Governo che ci taglia i trasferimenti, e dall’altra per conto di Iren per i rifiuti. Nell’ultimo anno per questo servizio abbiamo pagato 2 milioni di euro. Abbiamo bisogno di intervenire e lavorare insieme ad Iren per apportare cambiamenti. L’altro tema che ho voluto porre all’assemblea è stata la politica degli appalti al massimo ribasso, una scelta che ormai è stata superata da tutti gli Enti, da quelli locali fino al Governo, e non capisco perché invece Iren la mantenga. Con questa politica infatti si penalizzano le imprese locali, che non riescono più a partecipare ai bandi, vengono però poi chiamate in seconda o terza battuta in subappalto con un meccanismo che le strozza. Gli appalti sono ottenuti da colossi che tra l’altro, alle volte, non sono nemmeno del tutto trasparenti, e che non lavorano sempre a livelli accettabili”.

E conclude: “Ritengo Profumo una persona molto preparata e capace, in grado di ascoltare i sindaci, e ho voluto presentargli questi temi perché penso che sia in condizione di intervenire ed apportare cambiamenti. Mi è sembrato che l’assemblea degli azionisti fosse la sede idonea non solo per ascoltare lo stato della società, ma anche per porre quelle che sono le difficoltà da parte nostra, chiedere di intervenire e cercare di superarle insieme”.

Al momento della votazione per approvare il bilancio, il Sindaco Bini ha comunque scelto di uscire dall’aula e non ha votato.

MASSIMILIANO BIANCO CONFERMATO A.D. DI IREN

28/4/2015 – Il Consiglio di Amministrazione di IREN S.p.A. riunitosi oggi ha confermato Massimiliano Bianco quale Amministratore Delegato della multiutility, dopo che l’assemblea dei Soci ha deliberato favorevolmente in ordine alla sua conferma quale amministratore a seguito dell’avvenuta cooptazione in data 1° dicembre 2014.

Massimiliano Bianco, nato a Gioia del Colle (BA) nel 1971, è stato nominato Amministratore Delegato del Gruppo Iren in data 1° dicembre 2014. Il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale esprimono a Massimiliano Bianco l’augurio di continuare il proficuo e costruttivo lavoro avviato in questi mesi in seno al Gruppo IREN.

ASSEMBLEA DI BILANCIO IREN: IL COMUNICATO FINALE  E LA SINTESI DEI CONTI

” L’Assemblea Ordinaria degli Azionisti di IREN S.p.A. ha approvato in data odierna il Bilancio della Società relativo all’esercizio 2014 ed ha deliberato la distribuzione di un dividendo pari a 0,0523 euro per azione, confermando quanto proposto dal Consiglio di Amministrazione in data 13 marzo 2015.

Nel 2014 il Gruppo Iren ha mantenuto risultati gestionali sostanzialmente stabili, pur in presenza di uno scenario climatico di eccezionale mitezza e della persistente crisi economica che ha contribuito a mantenere una notevole pressione su domanda e prezzo dei prodotti energetici. Inquadrata in tale contesto, la stabilità dei risultati gestionali, insieme al progressivo consolidamento delle proprie attività nei territori di riferimento e all’avviata revisione organizzativa focalizzata sull’efficienza e l’integrazione, permettono di guardare alle sfide dei prossimi anni con fiducia e ottimismo.

I Ricavi consolidati del 2014 si attestano a 2.901,8 milioni di euro, in riduzione (-14,0%) rispetto a 3.372,7 milioni di euro dell’anno precedente, confermando il trend che ha caratterizzato in generale il settore energetico. Ciò è dovuto sia a una riduzione dei volumi di gas e calore venduti (per effetto dell’eccezionale andamento climatico invernale e autunnale) sia alla riduzione dei prezzi delle commodity energetiche.

Il Margine Operativo Lordo (Ebitda) è pari a 622,7 milioni di euro e risulta influenzato negativamente per circa 15 milioni di euro dall’effetto straordinario del saldo tra la plusvalenza legata al fondo immobiliare costituito nel 2012 e il costo per il piano di incentivi all’esodo. Il MOL rettificato di tale cifra si attesta a 637,9 milioni rispetto ai 652,3 dell’esercizio 2013.

Tale flessione, legata essenzialmente a dinamiche gestionali congiunturali negative della filiera energetica (fattori climatici, regolatori e di mercato), è stata parzialmente controbilanciata da un recupero di marginalità registrato principalmente nel ciclo idrico integrato e nel settore ambiente. Ciò evidenzia il buon bilanciamento tra attività non regolate e regolate gestite dal Gruppo, con una leggera predominanza delle seconde (55%) rispetto alle prime in termini di generazione di Ebitda. Da sottolineare, in ogni caso, la crescita di un importante indicatore come quello dell’Ebitda

margin, che passa da 19,3% del 31 dicembre 2013 al 21,5% attuale, grazie anche alle importanti sinergie raggiunte”.

 

 

 

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3 risposte a Iren, sì bulgaro al bilancio del super debito. Bini protesta per il caro rifiuti. Ettore Rocchi in pole come vicepresidente

  1. Fausto Poli Rispondi

    28/04/2015 alle 21:30

    LE ROTOBALLE

    Buonasera,
    a volte leggo con immenso piacere, con gioia e soddisfazione, quello che scrive Marco Travaglio.

    Marco Travaglio e’ diventato il terrore dei politici solamente perche’ scrive delle verita’. E’ la voce del cittadino, come dovrebbe essere chi scrive sui quotidiani. lui lo fa attraverso il Fatto quotidiano, ed anche lo sprovveduto Renzi evita accuratamente di incontralo in trasmissioni televisive.

    Se facesse 10 incontri al memse con Travaglio,Renzi avrebbe la stessa quota della Meloni o di Cicchitto.

    Il culmine, Travaglio, il cumine, dicevo, lo ha raggiunto presenziando ad alcune trasmissioni di un’altro “accanito” dalle TV: il Satiricon, Daniele Luttazzi, che proprio fece un programma, Satiricon, dove invito’ Travaglio e gli fece domande sul libro che lo stesso Travaglio, almeno 1 decennio fa, scrisse su Berlusconi, su Falcone e Borsellino e su alcune situazioni di soldi che arrivavano da Palermo, e che lo stesso Berlusconi utlizzava per dar vita alle Sue TV.

    Il libro si chiamava “L’odore dei soldi”. Poi ritirato dal commercio perche’ pubblico’ alcuni documenti sulla vicenda di soldi lavati a Milano a favore di fininvest.

    Beh, su Satiricon, poi censurato grandemente, vedevo lo stesso show che a volte guardo: David Letterman Show, dove il conduttore non mi pare dissimile dallo stesso Luttazzi.

    Forse in America c’e’ un po’ piu’ di liberta’ (e sporattutto esiste la pena di morte). In relazione a questa ultima considerazione, vorrei far notare ai 4 lettori che mi seguono, che Iren non ha la sede legale a Reggio Emilia, e che soprattutto, cio’ che piu’ conta, distribuisce dividendi che li prende maggiormente il socio Coop a far la spesa.

    Ricordo che quando c’era il gas acqua, a Reggio, non si pagavano mica tutti sti soldi per il gas domestico.

    Gli utili di Iren, (ricordo che in Iren c’e’ Reggio, Torino, Genova e altre Citta’) sono enormi e anche Hera (con Ciancimino e Prodi) sono interessate al bussiness.

    percio’, visto che il tema era, che Iren avesse avuto perdite, posso smentirlo categoricamente. Iren fa dei fatturati da fare invidia alla Fiat.

    Saluti

    Fausto Poli Taneto

    N.B.: questa e’ una mia interpretazione, sicuramente coi bilanci alla mano………. avrei forse piu’ ragione.

    In ogni caso, per tutela, e’ una mia personale opinione, cosi’ come le opinioni di TRAVAGLIO…

  2. Fausto Poli Rispondi

    29/04/2015 alle 10:00

    Sì, in effetti la sede Legale è a Reggio Emilia, ma è come una foglia che ti cade sulla giacca. Con una mano la togli.

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