Il Comune di Reggio nel mirino dell’Autorità anticorruzione per 17 procedure d’appalto forse “furbette”

22/4/2015 – L’Authority anticorruzione (Anac) guidata da Raffaele Cantone ha acceso un grosso faro su 17 procedure d’appalto del Comune di Reggio Emilia del periodo 2011-2014 (quando l’ente era guidato da Graziano Delrio, attualmente ministro alle Infrastrutture, poi dal vicario Ugo Ferrari e nel secondo semestre 2014 dal sindaco Luca Vecchi) per un valore complessivo di 8 milioni di euro. Una cifra niente affatto trascurabile in rapporto ai bilanci dell’ente.

Lo scrive il Carlino Reggio nell’edizione di oggi. L’Authority ha individuato 90 comuni da mettere sotto esame per il sospetto che determinate procedure siano state frazionate artificiosamente, in modo da aggirare l’obbligo della gara ad evidenza pubblica che scatta quando l’appalto supera un determinato valore. Fra questi comuni, appunto, Reggio Emilia per ben 17 procedure: riguardano fra gli altri di bandi per l’acquisto di pellicole cinematografiche del 2011, i servizi postali nel triennio 201-2013, servizi di assistenza informatica e di assistenz< software, servizi di istruzione prescolastica, di assistenza sociale con e senza alloggio.

Nel mirino l’assegnazione di servizi scolastici vari, nel 2014 con bandi inferiori ai 200 mila euro (che danno la possibilità di procedure ristrette o trattative private) ma per un totale di 1 milione 25 mila euro.

Ora si procederà con ulteriori indagini e giustificazioni. Come scrive l’Anac, l’analisi sui 90 comuni ha evidenziato “la sistematica disapplicazione delle modalità di calcolo del valore presunto dell’appalto”.

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