Il Banco Emiliano di Alai ripulisce i conti dopo l’ispezione: 14 milioni di perdite. Nuova fusione in vista?

23/4/2015 – L’assemblea dei soci del Banco Emiliano, presieduto da Giuseppe Alai (che è anche presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano e presidente di Confcooperative), è convocata domenica mattina, 26 aprile, per approvare il bilancio 2014 che si cè chiuso con una maxi perdita di 14 milioni. Le voci sul “buco”, derivante da una notevole quantità di crediti deteriorati, si erano sparse nei giorni scorsi, insieme a quella di una visita urgente degli ispettori della Vigilanza di Banca d’Italia. La conferma è arrivata con una lettera ai soci firmata da Alai, in cui si parla di “un’azione di pulizia energica dell’attivo della banca”.

Giuseppe Alai, presidente del Banco Emiliano, di Confcooperative Reggio Emilia e del Consorzio Parmigiano Reggiano

Giuseppe Alai, presidente del Banco Emiliano, di Confcooperative Reggio Emilia e del Consorzio Parmigiano Reggiano

Il Banco Emiliano, istituto di credito cooperativo nato due anni fa dalla fusione tra Banca Reggiana e Banca di Cavola e di Sassuolo,  ha deciso di mettere ordine nei conti senza ulteriori indugi sia per le disposizioni tassative di Bankitalia e della Bce, sia per non essere costretta  a subire una incorporazione in una banca più solida, come prevedono le nuove normative sulle popolari.  In febbraio inoltre il direttore generale Guido Tamelli aveva lasciato il Banco, appena un anno e mezzo dopo la nomina.

Ha scritto Alai nella lettera di convocazione dell’assemblea: “Il malessere delle aziende si scarica sulle banche e queste sono costrette a mettere in atto significative svalutazioni sui crediti specialmente nei settori che stanno risentendo più pesantemente della crisi che perdura da troppi anni”.

Si attendono ora le decisioni della Vigilanza, che sta valutando i rapporti degli ispettori e le misure messe in atto per il risanamento, tagli compresi. Non si possono escludere al momento decisioni proprio sulla linea non voluta da Alai, vale a dire una nuova fusione (o incorporazione) imposta dall’alto.

La forza del Banco Emiliano è basata su una platea di 18 mila 698 soci e su una rete di 40 sportelli nelle province di Reggio Emilia, Parma, Modena e Mantova.

 

 

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