Fallimento Montefalcone e crac Fiere: quali responsabilità degli amministratori? Pagliani riapre i dossier in Provincia

L'ex convento di Montefalcone, restaurato a metà con milioni pubblici e abbandonato

L’ex convento di Montefalcone, restaurato a metà con milioni pubblici e abbandonato

di Pierluigi Ghiggini
15/4/2015 – Nonostante i tentativi di coprire scandali che hanno portato alla perdita di milioni e milioni di capitali e
risorse pubbliche, vicende dolorose e torbide come il crac delle Fiere di Reggio Emilia e il fallimento della società Montefalcone (con l’antico convento restaurato a metà, oggi abbandonato a se stesso e ai predatori di metalli) non
finiscono nel dimenticatoio. Mentre il Pd tace, affondando nell’imbarazzo, è il capogruppo di Terre Reggiane-Forza Italia Giuseppe Pagliani a riportare in consiglio provinciale i due dossier con una interrogazione al presidente Manghi, al quale dovrà essere data risposta orale.

Pagliani prende lo spunto dalla decisione della Provincia di uscire dalla Montefalcone e dalla Matilde srl, annunciata nell’ambito dei tagli alle partecipazioni e confermata in un’intervista presidente Manghi. Chiede a chi siano state cedute tali partecipazioni e soprattutto se si sia verificata la responsabilità degli amministratori che hanno portato al
fallimento la Montefalcone.

Giuseppe Pagliani in provincia, con la dirigente Loredana Dolci

Giuseppe Pagliani in provincia, con la dirigente Loredana Dolci

Chiede inoltre a chi e a quali condizioni siano state cedute le quote della Società Fiere. E’ noto che questo dissesto trae la sua origine dalla montagna di debiti (una ventina di milioni) accumulato dalla società Sofiser, nel cui consiglio l’ex presidente della Provincia Sonia Masini era otimamente rappresentata dall’assessore Roberta Rivi. Su quel crac non è mai stata fatta chiarezza né in Comune né in Provincia. La ragione è semplice: è un crac provocato dalla politica, in particolare il Pd che controllava la Sofiser. Ricostruirne le responsabilità è troppo imbarazzante. Lo stesso vale e ancora di più per la Montefalcone, notoriamente una creatura del senatore Giovanelli: ma nel dissesto  le amministrazioni provinciali precedenti, titolari della maggioranza delle quote, hanno enormi responsabilità.

Ecco di seguito il testo dell’interrogazione del consigliere Pagliani.

INTERPELLANZA A RISPOSTA ORALE

 PREMESSO CHE:  il Presidente Manghi in una intervista annuncia l’uscita della Provincia di Reggio Emilia dal capitale sociale delle società Matilde Srl e Montefalcone Srl

 CONSIDERATA: la deliberazione del Consiglio provinciale che da parere favorevole allo scioglimento della Società Matilde di Canossa Srl, per l impossibilità di raggiungimento dell’ oggetto sociale e conseguente nomina del liquidatore.

DATO CHE: dal settembre 2013 la società Matilde di Canossa è stata scissa, ed il complesso monumentale di Montefalcone è passato alla Montefalcone Srl, in capo per l 82% della quote alla provincia di Reggio.

VISTO CHE: il 18 dicembre 2014 è stato dichiarato dal Tribunale di Reggio Emilia il fallimento della società Montefalcone Srl, società le cui quote erano ripartite tra la Provincia di Reggio (82,5 per cento) e i Comuni di Bibbiano ,San Polo e Quattro Castella (che detengono il 5,83 per cento ciascuno) ed il cui risultato di esercizio, nel 2013, è stata una perdita di 25.703 euro con un capitale residuo, ad oggi, di 1.162.770,48 euro.

CONSIDERATO CHE: la Società Matilde di Canossa Spa, costituita nel 1994 da 11 Comuni fondatori (Canossa, Casina, Carpineti, Castellarano, San Polo d Enza, Quattro Castella, Palanzano, Toano, Vezzano sul Crostolo, Vetto Neviano degli Arduini),vide l’ ingresso della Provincia di Reggio  nel maggio 1996 e fu ricapitalizzata nel 1999,per recuperare il complesso monumentale di Montefalcone ,convento eretto nel Duecento da Guido II di Canossa e, secondo la tradizione, donato a San Francesco d Assisi nel 1217, considerato uno dei primi insediamenti francescani d Emilia.

ASSUNTO CHE: All’ atto della scissione del luglio 2013,il capitale sociale di Matilde Spa ammontava a 2.548.158,48 euro, gli altri azionisti di rilievo erano il Comune di San Polo d Enza con il 18%,il comune di Quattro Castella con l 8,32% e il comune di Bibbiano con il 4,27 %,mentre le restanti partecipazioni sociali erano detenute da 48 soci pubblici e privati.

VISTO INOLTRE CHE: alla data odierna, da visura camerale risulta ancora la Provincia di Reggio Emilia detentrice delle quote sopra menzionate della società Montefalcone Srl fallita

CONSIDERATO INOLTRE CHE: in data 05 maggio 2015 è stata fissata l’udienza per l’esame dello stato passivo in cui saranno valutate le istanze dei creditori della Montefalcone Srl

SI INTERPELLA IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA MANGHI AL FINE DI CONOSCERE:

1)               Quale fondamento abbia la dichiarazione apparsa sui quotidiani locali e sui giornali on line reggiani nei quali lo stesso affermava l’avvenuta uscita dell’ente dalle quote di capitale detenute di società fallite quali la Montefalcone Srl? A chi sono state cedute le quote ed a quali condizioni?

2)               Se si è verificata l’esistenza di responsabilità degli amministratori che hanno portato al fallimento la Montefalcone Srl?

3)               A chi sono state cedute le quote di una società in liquidazione quale Matilde Srl pesantemente gravata da debiti che ne fanno presumere un rischio altissimo di imminente fallimento ed a quali condizioni?

4)               A quale soggetto ed a quali condizioni sono state cedute le quote dell’Ente provincia in capo alla società Fiere?

 

 

 

 

Giuseppe Pagliani Capogruppo TERRE REGGIANE

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