Promuovere per rimuovere. Delrio nuovo ministro delle Infrastrutture, ha giurato al Quirinale

2/4/2015 – Graziano Delrio ha giurato  nelle mani del presidente della Repubblica Sergio Mattarella: cessa dall’incarico di sottosegretario alla Presidenza ed è a tutti gli effetti nuovo Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, in sostituzione del dimissionario Maurizio Lupi dell’Ndv. Lupi ha subito commentato con un tweet: “Un’ottima scelta. Sono sicuroche saprà fare bene”.

Il premier Renzi aveva annunciato la nomina di Delrio, peraltro largamente attesa, nella riunione del Consiglio dei Ministri, la stessa in cui  il capo della Protezione civile Gabrielli è stato nominato nuovo Prefetto di Roma.
Il sindaco di Reggio si è recato al Quirinale insieme al premier Renzi, e ha prestato giuramento subito dopo la virma del decreto di nomina da parte del Presidente Mattarella.

IL COMUNICATO DEL QUIRINALE

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto oggi, al Palazzo del Quirinale, il Presidente del Consiglio dei Ministri, dottor Matteo Renzi, su proposta del quale ha firmato il decreto di nomina del dottor Graziano Delrio a Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il dottor Matteo Renzi cessa, pertanto, dalla carica assunta ad interim di Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Subito dopo il nuovo Ministro ha prestato giuramento nelle mani del Capo dello Stato, alla presenza, in qualità di testimoni, del Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, dottor Ugo Zampetti e del Consigliere Militare del Presidente della Repubblica, generale Roberto Corsini. Lo ha reso noto un comunicato del Quirinale.

2/4/2015 – Graziano Delrio è il nuovo ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, come da pronostici. Il giuramento, si apprende da fonti ministeriali, avverrà stasera alle 20 al Quirinale, davanti al presidente Mattarella. L’ex sindaco di Reggio Emilia, medico endocrinologo e padre di nove figli, una fulgida carriera politica nel cattolicesimo democratico sulla scia di Prodi e Castagnetti, lascia dunque il ruolo di potente sottosegretario alla Presidenza del consiglio per approdare al dicastero di Porta Pia a sostituire il dimissionario Maurizio Lupi.
È vera gloria? Certamente una soluzione onorevole al rapporto non più idilliaco col premier Matteo Renzi, che manda Delrio alle Infrastrutture ma solo dopo aver portato il Cipe (che decide sulle grandi e grandissime opere) a palazzo Chigi. È stato promosso ministro, però conterà meno di prima. Diciamo pure che Renzi ha approfittato della prima occasione utile, senza rischi di crisi di governo, per il rimpasto e rimuovere Delrio, promuovendolo, e quindi affidare la sua agenda e le partite più delicate a un altro braccio destro.
L’ex sindaco e neo ministro sarà seguito nel nuovo incarico dai consulenti della sua cerchia reggiana,  in primis l’ex assessore Mimmo Spadoni. Con l’eccezione del direttore generale di palazzo Chigi, Bonaretti, che per ora resta dov’è.

Stamani, al convegno sul mille cantieri per lo sport, Delrio è apparso sorridente, soddisfatto ma laconico. ” Quando sarò ministro delle Infrastrutture? I tempi li decidono i due presidenti, quello del Consiglio e quello della Repubblica – ha risposto ai giornalisti – Io sono sempre a disposizione del Governo e del Paese”.

MINI-RIMPASTO DI GOVERNO IN DUE TEMPI
Subito Del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. E dopo Pasqua il nuovo ministro di Ncd. E’ lo schema che Matteo Renzi applicherà per riorganizzare la sua squadra di governo. Un mini-rimpasto in due tempi, con al momento un piccolo slittamento rispetto al ruolino di marcia previsto inizialmente. E ciò soprattutto per sciogliere l’impasse che si sarebbe creata con gli alfaniani.
Al centro della ‘contesa’ anche il nodo della gestione dei fondi Ue. Il premier potrebbe tenerla a Palazzo Chigi, anche se non è del tutto escluso che Delrio porti la delega, che ha seguito nel primo anno di governo, al ministero delle Infrastrutture. Ma Ncd starebbe cercando fino all’ultimo di ottenerla per il suo nuovo ministro agli Affari regionali. Ne fa un problema di “rappresentatività, non di poltrone”, il Nuovo centrodestra.

Il presidente del Consiglio ha offerto al partito di Angelino Alfano di compensare le dimissioni di Maurizio Lupi con l’ingresso di un altro esponente del partito al ministero degli Affari regionali. Ma Ncd starebbe spingendo per ottenere deleghe più consistenti di quelle che aveva la dem Maria
Carmela Lanzetta, dimissionaria a gennaio. Dunque il fondo per la coesione sociale ma anche la gestione dei fondi europei, finora di competenza di Delrio. Ma l’offerta di Renzi non arriverebbe ad includere anche i fondi Ue. Di qui, dalla prospettiva di Ncd, sarebbe sorto il primo problema. I

l partito di Alfano avrebbe poi chiesto del tempo – perciò la nomina potrebbe slittare alla prossima settimana – per individuare il nome da indicare, anche per ben bilanciare gli equilibri interni. Il leader del Pd ha chiesto agli alleati di governo se possibile di indicare una donna, per non ridurre troppo il numero di donne nella sua squadra di governo. E così  viene data in pole position la deputata Dorina Bianchi, che ha lavorato sul tema delle riforme gomito a gomito col  ministro Boschi. Anche se non sembra avere il gradimento di alcuni settori del Pd.

Non si escludono quindi fino all’ultimo sorprese: Rosanna Scopelliti, Federica Chiavaroli ed Erminia Mazzoni sono gli altri nomi che circolano. E una parte di Ncd non nasconde la preoccupazione perché non ci si faccia ‘dettare’ da Renzi la scelta. “Le valutazioni – dice Quagliariello – vanno compiute in assoluta autonomia, perché siamo un partito nato per costruire con dignità un progetto politico e non per riempire caselle”. Una casella cruciale per il governo è quella che Delrio lascerà vacante a Palazzo Chigi. Lo staff del sottosegretario alla presidenza del Consiglio sarebbe già pronto al trasloco, ma non sarebbe ancora da definire chi
subentrerà. Una ipotesi potrebbe quella di una divisione delle deleghe di Delrio tra Luca Lotti e lo stesso Renzi.

Fonti di Palazzo Chigi spiegano che è più probabile che un nuovo sottosegretario venga indicato contestualmente alla nomina del ministro delle infrastrutture. L’identikit è quello di un politico, di provata fiducia e conoscenza di una “macchina” importante, perché cuore pulsante dell’intero governo. Questo escluderebbe una ipotesi, pure citata da alcuni, come quella della responsabile dell’ufficio legislativo della presidenza del Consiglio Antonella Manzioni. Ma resterebbero fuori anche altri nomi circolati, come quelli di Matteo Richetti, Lorenzo Guerini o Debora Serracchiani.

LE CONGRATULAZIONI DEL RETTORE ANDRISANO

“Appresa della decisione del Presidente del Consiglio Matteo Renzi di affidare al dott. Graziano Delrio l’incarico di Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Rettore Unimore prof. Angelo O. Andrisano ha inviato all’interessato un messaggio personale di felicitazioni nel quale si legge:
“Desidero rallegrarmi per il nuovo incarico alla guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. E’ una grande opportunità, premio del tenace e sapiente lavoro che hai condotto nei mesi trascorsi fianco a fianco del Presidente del Consiglio nel ruolo di Sottosegretario. Io e con me tutti i colleghi e la comunità accademica di Unimore non ci nascondiamo la soddisfazione provata all’annuncio della tua nomina. Per Reggio Emilia, che ti ha conosciuto ed apprezzato come Sindaco, e per Modena, che ti ha adottato negli anni trascorsi all’Università, come studente prima e come ricercatore poi, costituisce un onore aver contribuito a formare un uomo di Stato del tuo spessore culturale e, altresì, dotato della tua preparazione. Per il territorio, le istituzioni, la società civile, la popolazione reggiana e modenese è una garanzia confidare sulla presenza di un governante attento e preparato, ma soprattutto che conosce bene le sue attese e le sue aspirazioni. Sono certo che ancora una volta saprai dar prova del tuo valore e della tua integrità morale. Non mi resta, dunque che augurarti un accademico e sincero “In bocca al lupo!”.

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