Debito alle stelle: la Diocesi tira la cinghia, concentra gli uffici e vende il Seminario di viale Timavo

16/4/2015 – La Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla tira la cinghia. Il vescovo Camisasca, anche per la pressione discreta degli istituti di credito, è determinato ad alleggerire in modo robusto il colossale debito accumulato negli anni passati dalla Curia (si parla di svariate decine di milioni di euro) e per questo ha deciso di varare un piano di riduzione delle spese e di alienazione di immobili di ogni genere, anche importanti.

ilvescovo Massimo Camisasca

ilvescovo Massimo Camisasca

Il primo passaggio è la razionalizzazione e la concentrazione degli uffici, in modo da liberare edifici che potrebbero essere messi sul mercato. E’ la stessa Diocesi ad annunciare oggi con un comunicato ufficiale la riduzione degli spazi a disposizione del Seminario urbano di viale Timavo, in vista della possibile alienazione di gran parte della struttura: in linea con gli indirizzi di Papa Francesco il futuro utilizzo dovrebbe avere una “chiara finalità sociale”. Molto probabilmente è già pronto un acquirente. Il Comune intanto ha già dato la propria disponibilità a una variante del Rue (regolamento urbanistico edilizio).

E’ stata accantonata per il momento l’ipotesi di vendita dell’immobile di via Prevostura, dove ha sede il centro Giovanni XXIII fondato dal cardinale Camillo Ruini. Ma in via Prevostura sarà concentrata la maggior parte degli uffici diocesani, in modo da ridurre le liberare altri immobili.

Ecco il comunicato diramato questa mattina.

“La Diocesi intende varare  – in città – un piano di razionalizzazione e ristrutturazione degli immobili destinati a sedi operative di uffici e organismi pastorali.

Tale operazione sarà avviata a partire dal Seminario Vescovile urbano di viale Timavo 93: la vita della comunità dei seminaristi, dei loro formatori e dei sacerdoti residenti e le sedi dello Studio Teologico Interdiocesano, dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose e della Scuola Teologica Diocesana, ivi ospitate, verranno circoscritte alla sola ala sud-est della struttura, realizzando significative economie a fronte degli ingenti costi di gestione.

La Diocesi potrà così disporre dei tre quarti del complesso per un’eventuale alienazione,  costituendo, di conseguenza, un fondo per le sue esigenze operative.

In tale evenienza l’obiettivo prioritario sarà quello di salvaguardare, per quanto possibile, una parte dell’immobile per le necessità della Diocesi e – per gli spazi rimanenti – una destinazione d’uso di chiaro interesse sociale.

Su quest’ultimo punto, si ringrazia l’Amministrazione comunale di Reggio Emilia per l’ampia disponibilità dimostrata nel concertare l’iter per la definizione di un accordo preliminare ad una variante al Regolamento Urbanistico ed Edilizio al fine di implementare gli usi attualmente ammessi nell’immobile del Seminario con funzioni di rilevante interesse pubblico, quali attività sanitarie ed assistenziali, attività di formazione e ricerca, attività congressuali.

Nello stesso quadro di razionalizzazione, nei prossimi mesi la maggior parte degli uffici diocesani sarà concentrata nello stabile di via Prevostura 4, tradizionalmente noto come Centro Giovanni XXIII.”

Si tratta solo dell’inizio di un lungo processo, anche non indolore, finalizzato a riportare in linea di galleggiamento l’indebitamento finanziario della Diocesi. Da tempo il vescovo ha disposto che le parrocchie devono autosostentarsi, e forse per questa ragione è in vista una autentica rivoluzione dell’assetto della Chiesa reggiana, in base al principio che “nulla è intangibile e nessuno è inamovibile”. Le decisioni sono attese a giugno. Di certo il vescovo Camisasca ha fermato a sorpresa la stampa dell’annuario diocesano che doveva uscire per Pasqua.

Decisioni, dicevamo, non indolori: si sa che il comitato parrocchiale ha opposto un no deciso alla vendita dell’immobile di San Nicolò, dove ha sede il centro d’ascolto giovanile, nei locali che per oltre dieci anni avevano ospitato il presepe Beltrami.

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5 risposte a Debito alle stelle: la Diocesi tira la cinghia, concentra gli uffici e vende il Seminario di viale Timavo

  1. carlo Rispondi

    17/04/2015 alle 12:20

    La Fondazione Manodori non potrebbe acquistare la parte del Seminario messo in vendita e sistemarlo per organizzare un ampio college per studenti universitari e docenti ? Ciò potrebbe agevolare il progetto di Reggio Children University, che vedrà la città con migliaia di nuovi studenti stranieri.
    Carlo Baldi

    • Pierluigi Rispondi

      17/04/2015 alle 12:24

      Ottima idea. Speriamo che si vada in quella direzione, anche se dubito che la Manodori disponga delle risorse necessarie. TRoppe perdite sui titoli Unicredit. Ma se si vuole, i fondi per un’opera del genere si trovano. Reggio e l’università ne riceverebbero un impulso straordinario.

  2. Fausto Poli Rispondi

    17/04/2015 alle 21:02

    Se lo propone Baldi sicuramente si fara’.
    Pero’ mi sembra che grossi problemi economici la Diocesi Reggiana non ne abbia.
    Addirittura a Taneto su terreno della Curia hanno costruito 52 appartamenti (di cui 2 soli venduti).

    Non vedo la necessita’ di smaltire il Seminario.

    E’ noto che la Curia, l’Opus Dei, la Banca Vaticana, godano di ottimi introiti.

    per quanto riguarda le Fondazioni, vai tranquillo che anche loro hanno pieni i forzieri.

    poi, adesso,ma anche allora, sulle Fondazioni girano i soldi dei partiti… ha, ha, ha, non datecela a bere. Ai pretoni dico che potete star tranquilli, potete tenervelo il Seminario.

    • Pierluigi Rispondi

      17/04/2015 alle 22:29

      Mah, se lo dice lei che è così bene informato…

      • Fausto Poli Rispondi

        18/04/2015 alle 08:46

        Beh, effettivamente ho dei buoni informatori. Gente che fa i funzionari per il PD,e F.I. i partiti che hanno rovinato l’Italia.(ma ce ne sono altri di Partiti rovinosi).
        Mi parlano che sulle Fondazioni girano i soldi “distratti” per meglio dire RUBATI, ai cittadini.Niente di male, solo per informare, Si sa’ che poi anche nelle indagini non ci salta mai fuori nessuno.
        Saluti

        Fausto Poli Taneto

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