Cpl Concordia, il direttore commerciale rivela ai pm la rete di legami con “numerosi esponenti del Pd”

9/4/2015 – Il direttore commerciale della Cpl Concordia Nicola Verrini, responsabile dell’area Tirremo, vuota il sacco dei rapporti del colosso cooperativo modenese con la politica e le amministrazioni locali: martedì pomeriggio, scrive il Corriere della Sera, Verrini è stato ascoltato in carcere per 5 ore filate dai sostituti procuratori di Napoli Woodcock e Carrano, ai quali avrebbe parlato in particolare dei rapporti tra l’ex presidente della Cpl Concordia Alberto Casari e il Partito Democratico.
Difeso dagli avvocati Massimo e Michele Jasonni, Nicola Verrini è accusato di aver partecipato all’associazione a delinquere, insieme ad altri amministratori della Cpl, che pagava tangenti a politici e amministratori per aggiudicarsi appalti pubblici. Nell’interrogatorio di garanzia si era avvalso della facoltà di non rispondere, martedì mattina invece la richiesta di essere ascoltato dai Pm che indagano sulla metanizzazione di Ischia. 
I suoi avvocati ricordano che Verrini si era  dimesso dal consiglio di amministrazione della Cpl Concordia, chiedendo di essere spostato in un’altra zona commerciale “per non continuare ad avere interessi professionali nell’area oggetto dell’inchiesta della Procura di Napoli”. 
“Di fronte ai magistrati – scrive il Corsera – non nega” le tangenti della Cpl a politici e amministratori per aggiudicarsi i lavori. “Racconta dettagli, circostanze, poi fa i nomi degli interlocutori che hanno consentito alla cooperativa di seguire una corsia privilegiata nelle gare. E approfondisce quei legami che Casari ha con numerosi esponenti del Pd”.
Le dichiarazioni di Verrini si incrociano con quelle del responsabile relazioni istituzionali Francesco Simone, il quale ha ricostruito i retroscena delle trattative seguite di persona per l’assegnazione degli appalti. Sono stati loro due a parlare al telefono nel marzo 2014 della necessità di finanziare la fondazione ItalianiEuropei che fa capo a Massimo D’Alema (l’azienda agricola della moglie aveva venduto alla Cpl Concordia duemila bottiglie di vini di pregio, praticando peraltro una vantaggiosa dilazione di pagamento). 

Intanto si è saputo che nella perquisizione avvenuta nel giorno degli arresti,  i Carabinieri hanno rinvenuto in casa di Robrrto Casari, pare in cantina, la somma di 16 mila euro in contanti, all’interno di una busta con la scritta “Baffo”. “Soldi che tengo a disposizione per le esigenze della famiglia” ha spiegato l’ex presidente ai Pm. In quando alla scritta “si riferisce a me che ho i baffi”. 

Di certo la Cpl Concordia finanziava abitualmente, alla luce del sole, formazioni politiche e candidati della sinistra. Nel Pd, anche a Reggio, si discute se non sia il caso di restituire quei soldi.

(p.l.g.) 

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