Contratti rumeni: l’allarme unisce artigiani e precari. Lapam chiede decreto del governo contro l’illegalità

8/4/2015 – Grande preoccupazione nei sindacati e nelle associazioni professionali per i lavoratori assunti o distaccati in Italia con contratti rumeni o di altri Paesi dove le tutele sono inferiori, comunque in spregio alla normativa del nostro Paese. 
L’allarme accumuna categorie e organizzazioni in genere distanti fra loro, come gli autotrasportatori e i giovani precari.
Il NIdiL Cgil di Reggio, categoria che si occupa dei lavoratori interinali si associa alla denuncia partita dalla Cgil di Modena ed “esprime  sdegno per questa inaccettabile “campagna acquisti” fondata su pratiche commerciali estremamente aggressive che sconfinano nell’illegalità, in barba a leggi e contratti”. ” Oltre ad essere scorretto nei confronti dei lavoratori rumeni coinvolti – afferma il Nidil – il dumping salariale e contributivo che queste pratiche determinano è infatti potenzialmente devastante sia rispetto ai lavoratori che operano in Italia nel rispetto dei CCNL e delle leggi sia nei confronti delle stesse Agenzie di somministrazione”. 

IL sindacato Lapam Confartigianato Trasporti, invece, si occupa di un fenomeno simile, vale a dire il distacco di lavoratori da aziende o agenzie di Paesi comunitari,  abitualmente dell’Est Europa. Ma probabilmente si tratta di manifestazioni diverse dello stesso trucco. I, oresidente nazionale di Cinfartigianato Trasporti, il modenese Amedeo Genedani, parla di “vera e propria frode” e di “distacchi farlocchi”. ” La Francia ha firmato un decreto che combatte questo fenomeno, quando si configura come illegale – afferma Gemedani –  E l’Italia che fa? Il lavoro illegale si ferma al confine?”. 
“Anche sul nostro territorio, in queste settimane, ci sono state prese di posizione da parte dei sindacati dei lavoratori per sottolineare il rispetto delle regole. Nell’autotrasporto, purtroppo, mancano riferimenti legislativi inattaccabili e ci ritroviamo con agenzie comunitarie che ‘affittano’ lavoratori in Italia, pagando contributi e tasse nei paesi d’origine, configurando una evidente concorrenza sleale. E’ lecito usare società di lavoro interinale comunitarie, ma è evidente che quando queste agenzie vengono a lavorare in Italia devono applicare il contratto in vigore nel nostro Paese. Il distacco, invece, non sempre è effettuato secondo le regole”.
In Francia, appunto, è stato emanato un decreto che disciplina in modo ferreo questa situazione, in applicazione della direttiva comunitaria 2014/67/UE del 15 maggio 2014 che tende a combattere la sleale concorrenza sociale e per l’attuazione della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori. “In pratica – sottolinea Genedani -, e senza entrare nella norma che è oggettivamente molto complessa, quello che conta è che la Francia ha difeso gli interessi nazionali compromessi dalla politica della globalizzazione senza regole, aumentando nel contempo il livello di sicurezza. L’Italia invece no”. 
Genedani prosegue, commentando i dati dell’autotrasporto: “In Italia il comparto è in ginocchio. Basti pensare che la percorrenza dei veicoli calata, dal 2008 al 2013, del 25%; il trasporto di merce su strada è ridotto del 35%; il consumo di carburante (al netto del gasolio per le autovetture) è calato del 37%; l’occupazione per tutta la filiera ha perso 197.000 posti di lavoro, con la perdita del 12% delle aziende; le entrate per lo Stato sono calate di oltre 10 miliardi, senza contare i posti di lavoro persi. A fronte di questi numeri il Governo cosa pensa di fare? Lapam Confartigianato Trasporti e Unatras  (che raccoglie le sigle del settore e di cui lo stesso Genedani è presidente) hanno da tempo richiesto udienza su questi temi ma c’è silenzio dal Ministero del Lavoro a quello delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal Ministero dell’Economia agli Interni. Nulla si muove, ora più che mai è arrivato il momento di agire”.

 NIDIL: ALLARME PER I CONTRATTI RUMENI

“Supera la crisi! Riduci i costi! Con i lavoratori interinali a contratto rumeno”. Si apre così il volantino predisposto per le aziende modenesi dalla Work Support Agency, agenzia interinale con sede in Romania, e denunciato nei giorni scorsi dalla Cgil di Modena. Il volantino prefigura una sorta di “paese dei balocchi” per quelle imprese che volessero usufruire dei servizi dell’Agenzia, garantendo loro uno sconto del 40% sul costo del lavoro, niente Inail, niente Inps, niente malattia e infortuni, niente TFR, tanto meno 13° e 14° mensilità. In pratica un vero e proprio prezzo da saldo di fine stagione, se non fosse però che la “merce” messa in vendita non è un capo di vestiario, ma persone in carne ed ossa i cui diritti vengono svenduti senza andar troppo per il sottile. Il NIdiL Cgil, categoria che si occupa dei lavoratori interinali, insieme al Nidil reggiano, si associano alla denuncia partita dalla Cgil di Modena ed “esprimono sdegno per questa inaccettabile “campagna acquisti” fondata su pratiche commerciali estremamente aggressive che sconfinano nell’illegalità, in barba a leggi e contratti”. Oltre ad essere scorretto nei confronti dei lavoratori rumeni coinvolti, il dumping salariale e contributivo che queste pratiche determinano è infatti potenzialmente devastante sia rispetto ai lavoratori che operano in Italia nel rispetto dei CCNL e delle leggi sia nei confronti delle stesse Agenzie di somministrazione.
 Le Agenzie, obbligate all’iscrizione ad un Albo presso il Ministero del lavoro,  devono infatti garantire per legge ai lavoratori somministrati (ex interinali) sia la parità di trattamento economico e normativo rispetto ai dipendenti delle imprese utilizzatrici presso cui vanno a lavorare, sia quanto previsto dal CCNL dei lavoratori somministrati. “A Reggio Emilia non risultano ad oggi situazioni simili che rappresentano un problema reale giacché lo scopo è quello di abbassare sempre di più la soglia dei diritti di chi lavora. – fa sapere Marco Barilli, Segretario Nidil provinciale – Lavoratori che sono lasciati soli perché anche il Governo non fa nulla per evitare contesti simili e perché anche chiedere più controlli rischia di non essere efficace visto che mancano le risorse per portarli avanti”. Il Nidil nazionale ha già chiesto al Ministero del lavoro ed a tutte le autorità vigilanti in materia un tempestivo intervento per fare chiarezza su quanto denunciato, anche al fine di impedire che altre imprese si nascondano dietro al principio di libertà di impresa e di movimento  nell’Unione Europea per attuare pratiche spregiudicate contro i diritti dei lavoratori.
(Nidil Cgil Reggio Emilia). 

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