Chiozza di Scandiano: sub nel pozzo degli orrori. Trovati altri resti umani

15/4/2015 – Altri resti umani sono stati trovati nel pozzo di Chiozza di Scandiano, nell’area di un vecchio casolare in fondo a via Venere recintata solo in tempi recenti. Dal fondo del pozzo sono state recuperate alcune vertebre e due femori di una persona di sesso maschile.

Sono terminate poco dopo le 17 le operazioni dei Vigili del Fuoco di Reggio Emilia a supporto dei Carabinieri per la verifica della cavità profonda circa dieci metri e piena d’acqua dove ieri pomeriggio i muratori impegnati nella ristrutturazione dell’edificio, abbandonato da lungo tempo, hanno rinvenuto una scarpe e un calzino con le ossa di un piede.
Nella giornata di oggi i Vigili del Fuoco reggiani, coadiuvati dai colleghi del nucleo sommozzatori del Comando  di Milano, hanno potuto scandagliare il fondo con una telecamera subacquea. Poi si sono calati nel pozzo per recuperare altro materiale, che ora al vaglio dell’istituto di Medicina Legale di Modena al fine di stabilirne tipologia e origine. E’ comunque uno scenario da orrore: sono già cominciate le indagini sulle persone scomparse e di cui non si è saputo più nulla. Ma potrebbero trattarsi dei resti di un clandestino o una clandestina, persone non registrate e quindi molto difficilmente identificabili.

 

15/4/2015 – Questa mattina i Carabinieri e in Vigili del Fuoco sono tornati  in forze nella zona di via Venere  Reggio Emilia a Chiozza di Scandiano, per le operazioni di verifica nel pozzo dove ieri pomeriggio alcuni muratori hanno rinvenuto dei resti umani, in particolare una scarpa e un calzino con all’interno pezzi di ossa.

Sul posto anche una squadra di Vigili del fuoco specialisti SAF (speleo alpino fluviale) con le dotazioni tecniche necessarie per calare nel pozzo, che è pieno d’acqua,  operatori o attrezzature.

Sono stati gli operai che lavorano alla ristrutturazione del casolare vicino, disabitato da molti anni e acquistato tempo fa da una signora di Scandiano, ad avvertire i Carabinieri. Sul posto anche il medico legale di Modena per l’esame dei resti. La zona è stata recintata solo di recente, quindi per decenni chiunque ha potuto accedervi, tenendo conto fra l’altro che via Venere finisce in aperta campagna.

I Vigili de fuoco hanno provato a prosciugare il pozzo, ma inutilmente. La zona è transennata. Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore di Reggio Emilia, Stignani.

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