Che c’azzecca un Palasport con la Ghiara? Le sorti di un’antica area sacra in un convegno a palazzo Allende

6/4/2015 – Perché ferire ulteriormente, magari con un Palasport o un centro commerciale, una zona già abbondantemente deturpata ma che per Reggio sin da tempi arcaici ha il valore e la vocazione di un’area sacra?

E’ questo, volendo attualizzare a tutti i costi, l’interrogativo che fa da sfondo a un’iniziativa culturale apparentemente innocua ma che in realtà mette i piedi nel piatto di questioni urbanistiche ed economiche intorno alle quali si agita la città.

Oggi alle 18, a palazzo Allende (sala del consiglio provinciale di Reggio Emilia) la Società Reggiana di studi storici, con la collaborazione della Deputazione di storia patria, presenta gli atti della giornata di studi su “Reggio 1313: l’insediamento dei Servi di Maria. Aspetti cultuali nel contesto urbano” -.

Il convegno è l’occasione per approfondire la storia di una delle aree più importanti della città di Reggio, quella compresa nel quadrante urbano tra corso Garibaldi e Porta Santo Stefano, dove fin dal Medioevo si registra un particolare fenomeno di addensamento di architetture e di edifici sacri rispetto alle altre zone.

Per questo appare appropriato parlare di “vocazione di un luogo” caratterizzato anche dalla presenza dell’acqua, elemento simbolico della sacralità: l’alveo del torrente Crostolo, infatti, che in origine si estendeva da Porta Castello a via Emilia Santo Stefano, fu deviato nel 1250 per proteggere la città, sanare la zona acquitrinosa e renderla edificabile.

Questa la chiave di lettura da cui il convegno intende muovere per rievocare leggende, episodi e personaggi, protagonisti di avvenimenti che hanno segnato il nostro territorio e reso questa parte della città depositaria di una storia che riconduce al sacro da secoli.

I risultati dell’analisi geomorfologica e delle dinamiche evolutive di questa area cittadina saranno presentati nel corso del convegno presieduto da Davide Dazzi, presidente della Società reggiana di Studi storici. I saluti della dottoressa Sara Campagnari della Soprintendenza Archeologia dell’Emilia Romagna, del professor Giuseppe Adriano Rossi, presidente della Deputazione di Storia Patria, Sezione di Reggio Emilia, e di padre Cesare Antonelli, priore del Convento dei Servi di Maria, apriranno la sessione dei lavori e introdurranno le relazioni del professor Angelo Spaggiari, presidente della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi, e della professoressa Aurelia Fresta, Consigliere-Segretario e Socio effettivo della Deputazione di Storia Patria, Sezione di Reggio Emilia.

Obiettivo del convegno è rendere fruibili alla cittadinanza la considerevole quantità di informazioni, spesso inedite, contenute nella pubblicazione scaturita, per la prima volta, da un’accurata analisi del territorio di questa area della città di Reggio e arricchita da un cospicuo corredo iconografico. Perché come avviene da sempre, è solo sulla storia che si può costruire il solido futuro di un popolo.

La ricchissima bibliografia sulla storia della Basilica della “Beata Vergine della Ghiara” – sorta per volontà popolare, a seguito dello straordinario miracolo di Marchino del 29 aprile 1596 e di numerosi altri fatti prodigiosi – punto di riferimento del popolo reggiano, evidenzia tutt’oggi la sacralità di un’intera area, in cui il lavoro degli archeologici ha portato alla luce rare testimonianze di culto, sia pagano che cristiano, succedutesi nei secoli e dove soltanto a partire dal 1313, invitati dalle autorità comunali e dal Vescovo, si insedia una operosa comunità di frati Servi di Maria, tuttora presente.  

Al convegno, organizzato da Società Reggiana di Studi Storici, in collaborazione con la Deputazione Di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi, Sezione di Reggio Emilia, saranno presenti anche gli autori: il professor Mauro Cremaschi, dell’Università degli studi di Milano, il dottor Marco Podini, della Soprintendenza Archeologica dell’Emilia Romagna, Museo Archeologico di Parma, il dottor Roberto Macellari, responsabile delle Collezioni archeologiche dei Civici Musei di Reggio Emilia, l’architetto Giuliano Cervi, autore di saggi storici ambientalistici e paesaggistici, l’architetto Walter Baricchi, presidente dell’Ordine degli Architetti di Reggio Emilia, e la signora Franca Baldi Ferretti, promotrice dello studio e della ricerca archeologica, storica e studiosa del nostro territorio.

 

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