“Appalti, il massimo ribasso è pericoloso”. I costruttori Unindustria: “Escludere le offerte anomale”

17/4/2015 – Il criterio del massimo ribasso negli appalti non è sbagliato in sé, ma diventa pericoloso a causa delle distorsioni che ne derivano. Alla luce degli ultimi casi avvenuti nella nostra provincia, i costruttori edili di Unindustria Reggio Emilia di propongono una semplificazione delle procedure puntando su qualità e competenza tecnica.

di Aldo Dall’Aglio*

“I recenti casi registrati nella nostra provincia, e l’imminente recepimento delle Direttive Europee in materia di appalti, ci inducono a porre l’attenzione su un tema alquanto critico per il mondo dell’edilizia: il criterio di aggiudicazione al massimo ribasso negli appalti pubblici.

Il magistrato Raffaele Cantone, che presiede l’Autorità Nazionale Anticorruzione, ne ha sottolineato la pericolosità definendolo “il criterio che meno premia la qualità delle opere e che più presta i fianchi alle infiltrazioni mafiose” e ancora “un finto ribasso che consente poi il recupero attraverso varianti e le modifiche successive”.

Richiamando queste parole, del tutto corrette, Ance Reggio Emilia intende porre in evidenza che in realtà non è il criterio in sé ad essere sbagliato, ma la distorsione che ne deriva e che lo rende, oggettivamente, pericoloso.

Come nel caso del criterio di aggiudicazione attraverso l’offerta economicamente più vantaggiosa, non sempre garanzia di trasparenza. Anche questa procedura rischia di essere trasformata in un “massimo ribasso” quando una parte consistente del punteggio viene riservata all’offerta economica. E’ dunque una metodologia adatta per una certa complessità tecnica e non su tutte le tipologie di intervento.

Si rende dunque più che mai necessaria una disciplina chiara e semplificata della materia, che eviti il rischio di un utilizzo distorto di questi strumenti.

Diversi sono gli elementi che a nostro avviso potrebbero arginare il rischio del massimo ribasso.

Innanzitutto, il meccanismo dell’esclusione automatica delle offerte anomale: ovvero escludere automaticamente le offerte che risultino “anomale”a causa dell’eccessiva percentuale di ribasso applicata anche per i lavori di importo contenuto (fino a 2,5 milioni di euro) e prevedere contestualmente un meccanismo di verifica della congruità dei prezzi proposti.

In secondo luogo è necessario contrastare il sistematico ricorso a commissari straordinari che operano in deroga alle regole vigenti e con strumenti meno trasparenti. Fondamentale sarà spingere verso una maggiore responsabilizzazione dei soggetti della PA competenti per la realizzazione delle opere. Riteniamo che debbano essere dunque privilegiate la qualità e la logica del risultato, abbandonando il mero controllo formale e cartaceo, in favore di un controllo sostanziale.

Ultimo punto da cui non si può prescindere, collegato al secondo, è inoltre la necessità di investire nella formazione tecnica dei funzionari pubblici, per assicurare un corretto e responsabile esercizio della discrezionalità amministrativa.

Ance Reggio Emilia intende con queste riflessioni avviare un confronto globale della materia, che ponga al centro del dibattito non tanto la normativa – di cui comunque sosteniamo la necessità si semplificazione – ma l’utilizzo errato o inconsapevole della stessa”.

*Presidente Ance Reggio Emilia

Be Sociable, Share!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *